Nominativo - Hans Frunckert

Numero occorrenze: 1

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

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Discepolo di Pieter Koeck, fioriva nel 1550. In questo tempo fiorì nel Brabante, nella città di Brueghel vicino a Breda, il famoso Pittore Pieter Brueghel, così cognominato dal nome di sua patria. Posesi a imparar l’arte col pittor Koeck d’Aelst; e poi lasciato il maestro s’accomodò con Heroon Koeck, Pittore di Bolduc. Aveva Pieter Koeck, primo maestro di lui, una piccola figliuolina, la quale il giovanetto Brueghel era solito, dopo aver dato posa al matitatojo ed a’ pennelli, pigliarsi in collo, vezzeggiandola con festose carezze, come si costuma di fare a’ piccoli bambini. Questa, come a suo luogo diremo, fu poi la sua sposa. Intanto egli, dopo aver fatto grandi studj sopra la maniera di Jeronimo Koeck, se ne partì per alla volta di Francia; di lì se ne passò in Italia: e nel viaggiar che fece, non s’imbatté mai, per così dire, in alcuna cosa fatta dalla Natura, o paese, o veduta, o rovina, o animale, che gli paresse curiosa e degna di rappresentarsi in pittura, che egli non la disegnasse; onde gli venne fatto un così gran fascio di queste sue belle fatiche, che poté poi del continuo far vedere nell’opere sue cose bizzarre e nuove; intantoché i suoi paesani, che poi le videro, usavano di dire, che il Brueghel nel suo viaggio aveva inghiottito tutte le montagne, grotte e caverne dell’alpi, per cui era passato, e tornato a casa sua, aveva sputato fuori ogni cosa sulle tele. Fatti questi viaggi, se ne passò in Anversa, dove si fermò di stanza: e si trova, ch’egli entrasse in quella Compagnia de’ Pittori l’anno 1551. Ebbe questo artefice un genio tutto allegrezza, col quale seppe sì bene accompagnar l’arte sua, che non solo l’uno non fu punto di pregiudizio all’altro; ma l’uno e l’altro fecero in lui un mirabil composto; perché il suo dipignere fu sempre di cose allegre, però modeste, e grandemente ridicole; tantoché da’ suoi familiari era per ordinario chiamato Pietro ridicoloso. Mostrò questo suo particolar talento ne’ Baccanali, de’ quali fece moltissimi. Aveva egli non ordinaria amicizia e familiarità con un Gentiluomo, chiamato Hans Frunckert, che lo veniva a visitare frequentemente alla sua stanza. Stavasi assai con esso, ed insieme con lui se n’andava ora in questo ora in quel contado, dove sapeva, che si facevano le feste per le Nozze e i Maritaggi di Contadini: e quivi vestiti l’uno e l’altro all’usanza contadinesca, si accompagnavano ancor essi con loro; e perché è in quelle parti un’usanza, che chiunque si trova a que’ loro conviti, dona un regalo alla sposa, ancor essi porgevano il lor regalo. Gustava sommamente il Brueghel di vedere quelle danze, que’ salti sconci, e que’ moti fregolati e goffi, e gli amoreggiamenti di que’ villani: e se n’empiva di tal sorta la fantasia, ch’egli con questo studio e osservazione, e col suo bel genio, faceva poi cose curiosissime e naturalissime, tanto a tempera, che a olio; perché nell’uno e nell’altro modo di dipignere, fu ben pratico. In questo tempo il Brueghel non si era ancora accasato, ed aveva una sua serva fanciulla, che per essere di bello aspetto, e di maniere confacevoli all’animo suo, più volte ebbe pensiero di farla sua sposa: e già le ne aveva fatta una condizionata promessa; ma comeché egli era di mente schietta e forte, gli dispiacevano le bugie: e questa, all’ncontro, era molto bugiarda. Pietro dopo averla assai avvertita di tal mancamento, fece una taglia di legno ben lunga, e ad ogni bugia, che diceva la fanciulla, vi faceva sopra una tacca, con dire a lei, che quando la taglia fosse piena, non l’avrebbe più voluta né per moglie né per serva: e così veramente seguì, perché continuando la serva la sua mala usanza di dir bugie, arrivata ben presto la taglia al segno, svanì del tutto la cosa del parentado; e il Brueghel, che aveva alquanto amoreggiato colla nominata figliuola di Pieter Koeck, stato suo maestro, la quale, dopo la morte del padre, colla vedova madre se ne stava in Bruselles, risolvette di pigliarla per moglie, come di sopra abbiamo accennato. Voleva la madre della novella Sposa, che il Brueghel, lasciata Anversa, se ne venisse ad abitare a Bruselles; temendo tuttavia, ch’egli non si fosse scordato affatto della prima fanciulla: e fattane grande istanza al giovane, che era discreto e modesto, ne fu compiaciuta, perch’egli subito se ne venne a stare a Bruselles. Moltissime furono le opere del Brueghel, ed io ne noterò in questo luogo alcune delle più principali. Ebbe la Maestà de lo’mperadore una tavola, dove egli aveva dipinto la Torre di Babilonia, con infinite figure di proporzioni diverse. Similmente due quadri, l’uno e l’altro de’ quali rappresentava il Signore portante la Croce, con varie invenzioni e concetti bizzarrissimi di gruppi e azioni di figure. E vaglia la verità, questo artefice fu così copioso d’invenzione, e tanto vario nel rappresentare diversi personaggi, che per lo più non poteva saziare il suo genio, se non toglieva sempre a rappresentare storie, dove esse figure si potessero contare, per così dire, a migliaja. Ebbe pure di sua mano lo stesso Imperadore la strage degl’Innocenti, della quale altrove si è parlato; e una Conversione di San Paolo, con belle vedute di dirupi e di mari. Fece molti quadri d’Inferno, Stregherie, scherzi e giuochi, che fanno sulle veglie ne’ balli i contadini: un quadro della Tentazione di Cristo, e sotto la montagna, dove il Signore fu tentato, rappresentò vedute di città e campagne, e lontananze sterminate. Rappresentò con vaga e ridicolosa invenzione, l’arrabbiata Margherita, che fa un furto avanti all’Inferno: i quali tutti quadri si crede, che pervenissero poi in mano dello’mperadore. In Amsterdam, appresso l’amator dell’arte Ser Herman Pilgrims, era, l’anno 1604 una festa di contadini, figurati in tempo di notte al fresco, dove si vedevano lumeggiati in quella oscurità, molto bene e graziosamente, i loro ceffi arsi dal Sole. Fece anche il Brueghel un pezzo di quadro, dove rappresentò il Carnovale, che combatte colla Quaresima: e un altro, nel quale volle mostrare tutti i rimedj, che adoperano gli uomini contra la Morte: ed in un altro tutti i giuochi de’ ragazzi, ed altri di simili nuove e belle invenzioni.

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