Nominativo - Giulio Cesare

Numero occorrenze: 2

Vocabolario

1681

Tempo

Vedi
Tempo
m. Misura del moto. Stimerassi forse cosa impropria, ch'io mi ponga quì a dichiarar questa voce, la quale par che poco si confaccia col mio assunto, che fu principalmente di esplicar parole e termini, che più frequentemente occorrono nel parlare o legger materie appartenenti a disegno. Ma sebbene si porrà mente, si troverà essere anche stato mio fine, l'erudire, per quanto mi sia possibile, la mente di chiunque voglia applicarsi a quest'Arte, acciocchè meglio quelle possa professare; e perchè le varie cognizioni che si posson portare sotto questa parola Tempo, possono non poco giovare a colui, che vorrà inventare in Pittura, particolarmente, dove si parlerà dell'Età del Mondo e dell'uomo: io non voglio lasciare di metterle in questo luogo. Le parti dunque del tempo, sono, l'ore, i giorni, le settimane, i mesi, e gli anni: dell'ore si compone il giorno, di giorni la settimana, di settimane i mesi, di mesi l'anno, di anni si compongono diversi periodi, fra' quali si numerano principalmente, i Lustri, l'Eta, i Secoli.
Secolo
, e
Lustro
Il Secolo è un periodo decorso di cent'anni, il lustro di cinque.
Età dell'Uomo
L'Età non à periodo fermo, o si abbia riguardo all'età del Mondo, o all'età dell'uomo; perchè nell'uomo
Infanzia
L'infanzia, che è la prima età, è lo spazio della nascita del fantolino, fino a ch'ei non comincia a parlare, onde è detto con voce Latina infante, cioè non parlante.
Puerizia
Segue la puerizia o fanciullezza, che dura fin che non apparisce l'uso della ragione, atto a distinguere il bene dal male, che suol'essere fra 'l primo e 'l secondo settenio.
Adolescenza
Dipoi ne viene l'adolescenza, detta così dal crescere ed impor vita notabilmente, che si estende intorno al ventiduesimo anno.
Gioventù
A questa succede la gioventù, che dura fino al trentacinquesimo in circa.
Virilità
Dipoi la virilità, che arriva fino al cinquantesimo.
Vecchiaia
, e
Decrepitezza
Dopo la vecchiaia, e dal settantesimo in là succede la decrepitezza: e tutti questi periodi dell'umana età si pigliano non istrettamente, ma con qualche latitudine, di più e di meno, secondo la robustezza o debolezza delle complessioni.
Età del Mondo
L'Età del Mondo sono altresì sette. La prima ebbe suo cominciamento dalla creazione del Mondo, e durò fino al diluvio universale. La seconda principiò dalla fine del diluvio, e pervenne al termine dell'uscita degli Ebrei dall'Egitto, per andare alla terra promessa. La terza dalla detta uscita d'Egitto fino alla fondazione del Tempio di Salomone. La quarta dalla fondazione di esso Tempio, fino alla di lui distruzione fatta dagli Assirj, o come altri vogliono a tutta la cattività Babilonese. La quinta dal fine di detta cattività de' Giudei, che fu nel principio della Monarchía Persiana, per infino alla venuta del Messía Figliuolo di Dio, incarnatosi di María sempre Vergine. La sesta cominciò dall'Incarnazione del Figliuol di Dio, o vogliamo dire prima venuta o avvento del Messía, per ricomprare il genere umano; e durerà fin'alla seconda venuta, ovvero avvento del medesimo, a giudicare il Mondo nell'estremo ed universal giudizio. La settima comincerà terminato il giudizio universale, finito il Mondo, per durare per tutta l'eternità.
Olimpiade
, e
Bisesto
Erano appresso gli Antichi in pregio altri diversi periodi d'anni, e spezialmente appresso i Greci furon famose le
Tetraeteridi
, cioè i periodi di quattro, co' quali segnavano le celebratissime loro Olimpiadi, dette dal luogo dove si celebravano i corsi de' cavalli in onore di Giove, che aveva suo Tempio in Olimpia posta nella region Pisana in Grecia. A noi però sono in pregio per lo bisesto, inventore Giulio Cesare, per il quale ogni quattr'anni si cresce un giorno di più; cioè dopo lo scorso di tre anni di 365. giorni l'uno, viene il quarto che ne à 366. e ciò si fa per uguagliare all'anno il corso del Sole, che è qual cosa più di 365. periodi o revoluzioni: dicesi bisesto, perchè il giorno 24. di Febbraio, che in Latino si dice Sexto Kal. Martias, si replicava ancora il dì 25. dove s'inseriva il giorno aggiunto: dal dirsi dunque nell'
anno bisestile
o
anno intercalare
, due volte Sexto Kal. n'è avvenuto il dirsi l'
anno intercalare bisesto
.
Aureo numero
, ed
Epatta
Avevano ancora la Ennea decaeteride, cioè il decorso di 19. anni solari, del quale si serve ancora la santa Chiesa Romana, e chiamalo il
ciclo decennovennale della luna
, ovvero il
ciclo dell'aureo numero
, e serve per trovare il principio dell'epatta, la quale è quel numero di giorni, del quale l'anno ordinario di 365. giorni eccede l'anno lunare o della luna, di 354. giorni; sicchè essendo questo svario, fra li detti due anni, di giorni undici, l'epatta cammina di undici in undici anni moltiplicati, con questo che ogni volta ch'e' si tocca del trentesimo, devesi ritenere il numero che avanza sopra il 30. che va gettato via; perchè allora l'anno è di tredici lune, e fassi l'
embolismo
, cioè l'intercalare d'un mese: e ciò si proseguisce fino all'anno diciannovesimo dell'aureo numero; perchè allora l'epatta deve costare non più d'undici, ma di dodici giorni; acciocchè nel principio del ciclo dell'aureo numero, che succede, ritorni l'epatta ad essere allo stesso numero, che fu a principio dello stesso aureo numero: e ciò si fa perchè le lunazioni, ed i novilunij, o vogliamo dire il principio delle lune nuove, non iscorrano verso la fine de' mesi; ma tornino agli stessi giorni, ne' quali furono in prima.
Anno Sabatico
, e
Giubbileo
Appresso gli Ebrei due erano i più notabili periodi annuali, uno che si chiamava
settimana annuale
, ed era un decorso di sett'anni, l'ultimo de' quali chiamavasi anno sabatico, nel quale la terra dovea riposare, sendo loro da Dio comandato, che per quell'anno ella non si lavorasse: l'altro era detto giubbileo, ed era un periodo di 50. anni, l'ultimo de' quali era del giubbileo; nel quale, non solo si doveva far riposar la terra dalle culture, ma di più si dovevano scancellare le partite a' debitori, condonandogliele, e dar la libertà a' servi: l'uno e l'altro periodo cominciava all'entrare dell'Autunno. Da quest'anno del giubbileo à preso il nome il nostro giubbileo, nella visita de' luoghi santi di Roma, per acquistar le sacre e plenarie Indulgenze delle commesse colpe. Osservavasi prima in esso il decorso del Secolo, dipoi fu ridotto al periodo di 50. anni, e finalmente alla revoluzione d'ogni venticinquesimo anno, com'è al presente.
Anno
L'Anno è la revoluzione di dodici Mesi, e dividesi in lunare e solare; l'
anno lunare
è quello spazio di tempo, che mette la Luna, nel far dodici volte il corso del Cielo, o vogliamo dire nel congiugnersi essa dodici volte col Sole, consumandovi giorni 354. L'
anno solare
, detto anche
anno tropico
, cioè di revoluzione, è quello spazio di tempo, che il Sole consuma, nello scorrere tutto il zodiaco del Cielo, consumandovi giorni 365. et una quarta parte scarsa. Consta l'anno di quattro punti più notabili, due detti
equinozzj
, e due
soltizzj
, con quest'ordine; l'
equinozzio vernale
, il
solstizzio estivo
, l'
equinozzio autunnale
, il
solstizzio iemale
o
solstizzio vernereccio
; dalli quali punti incominciano le stagioni dell'anno, primavera, state, autunno, e verno: di questo non c'è differenza niuna; solo nel principiar dell'anno, che secondo le diverse nazioni, diverso prendesi il principio di esso, come si pratica al presente (per non dir degli antichi) che gli Ecclesiastici seguendo l'uso degli antichi Romani lo cominciano alle Calende di Gennaio; i Toscani a' 25. di Marzo, quello dicesi a nativitate, questo a conceptione; ma i Pisani principiato, noi Fiorentini terminato lo computiamo.
Mese
Il Mese è la duodecima parte dell'anno, e sono i mesi lunari e solari; il mese lunare è quello spazio di tempo, che è tra un novilunio e l'altro, e consta di giorni 29. poco più o poco meno. Il mese solare è quello spazio di tempo impiegato dal Sole, nello scorrere ciascheduno de' dodici segni del zodiaco. Erano appresso gli antichi, molto usati i mesi lunari; noi presentemente ci serviamo de' solari: e perchè il Sole scorre alcuni segni più presto, altri più tardi; per questo i mesi sono ineguali, alcuni di giorni trenta, altri di giorni trentuno, ed uno di giorni ventotto; quali sieno gli uni e quali gli altri, l'indica questo tetrastico, o quadernario. Trenta dì è Novembre, Aprile, Giugno, e Settembre; Di ventotto cen'è uno; Tutti gli altri son trentuno. I nomi de' mesi sono, Gennaio 31. Febbraio 28. Marzo 31. Aprile 30. Maggio 31. Giugno 30. Luglio 31. Agosto 31. Settembre30. Ottobre 31. Novembre 30. Dicembre 31. Appresso i Romani antichi dividevasi il mese in kalende, none, e idi; ed i giorni intermedij con la denominazione di primo, secondo, terzo etc. avanti alle none, o agli idi, o alle calende, si nominava.
Settimana
La Settimana, detta Grecamente
eddomada
, è un decorso di sette giorni, che perpetuamente ricorre in giro. I suoi giorni appresso i Gentili si denominavano da' sette pianeti così, giorno del Sole, della Luna, di Marte, di Mercurio, di Giove, di Venere, e di Saturno. Dagli Ebrei col nome di Sabato, aggiuntovi primo, secondo, terzo etc. siccome anche tutta la settimana chiamavano sabato. S. Silvestro Papa, per levare l'uso de' Gentili, fu quelli che ordinò si domandassero i giorni della settimana col nome di
ferie
, coll'aggiunto di prima, seconda terza etc ma la prima feria, come giorno dedicato a Dio N. S. dies Dominicus, ovvero dies Dominica, e volgarmente Domenica, fu appellato; e l'ultima feria con quello di Sabato; e quest'uso si ritiene dagli Ecclesiastici: noi però gli chiamamo così, Domenica, Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, e Sabato.
Giorno
Il Giorno è la settima parte della settimana; e dividesi in
giorno naturale
ed in
giorno civile
, ovvero
giorno astronomico
: il giorno civile è dalla levata del Sole sopra del nostro orizonte o piano, fino al tramontar di esso sotto 'l medesimo piano: il cui opposto tempo dicesi notte, che è lo spazio dal tramontar del Sole, alla di lui levata o nascita. Il giorno civile è quello che risulta da un'intera revoluzione del Cielo, per il quale si comprende un giorno naturale, insieme con la sua notte: i giorni civili sono per tutto il Mondo eguali, e costano di ventiquattr'ore; i naturali sono ineguali, or maggiori, cioè nella state, or minori, come nel verno; e più e meno và di differenza, secondo che più e meno il paese s'accosta verso l'equatore, o linea equinoziale, sotto 'l quale i giorni naturali e le notti sono eguali. I giorni naturali a tutti cominciano col nascer del Sole, terminano col di lui occaso, o tramontare; non così i civili, perchè gli Ebrei gli principiavano dal tramontar del Sole, e furono in ciò seguitati dagli Ateniesi, e da altre nazioni, siccome dagli Italiani, che in tal foggia principiano il giorno, sebbene noi Fiorentini lo principiamo mezz'ora doppo l'occaso: per lo contrario i Babilonesi lo principiavano dalla levata del Sole, gli antichi Umbri dal mezzo giorno, gli antichi Romani dalla mezza notte, seguitati in ciò dagli Astrologi, e dalla maggior parte di Europa.
Ora
L'ora è la ventiquattresima parte del giorno civile, la prima delle quali, come sopra s'è detto, diversamente si prende, secondo la diversità delle nazioni. Gli Italiani moderni la prima ora dopo l'occaso del Sole, e nello stesso occaso la ventiquattresima, benchè noi Fiorentini indugiamo mez'ora dopo, e diconsi quest'ore Italiane. Gli Spagnuoli, i Franzesi, e' Tedeschi, con gli Astrologi, dividon l'ore in due parti, cominciando da mezza notte a mezzo giorno, e da mezzo giorno a mezza notte. I Babilonij dalla prima ora dopo la nascita del Sole, fino all'altro oriente: per l'opposito degli Italiani. E da queste tre diverse maniere di principiare a numerar l'ore, ne nascono le tre diverse sorte d'oriuoli solari, cioè Italiani, Astronomici, e Babilonij. L'ora finalmente dividesi in quattro parti, detti
quarti
, ovvero in 60. minuti, 15. per quarto.

Vocabolario

1681

Turchina

Vedi
Turchina
f. Gemma di color turchino o cilestro non trasparente. Trovasi nella Scizia, o Tartaría, nella Media, in Cipro, ed in Egitto. È posta da Plinio nel numero de' Diaspri col nome di
Caino
, così per lo colore cilestro che à in sè. Chiamasi dagli Autori anche
Turchese
. Di questa gioia vogliono alcuni, come dice l'Arias Montano, sopra l'Esodo Cap. 18. che nella sacra Scrittura si parli nell'ottavo luogo delle pietre poste nel pettorale del Sacerdote; perchè la parola Sabò presa da' Greci e Latini per Acate, da' Caldei detta
Turxala
, che propriamente significa Turchina, o Turchese
. La distinguono in maschio, e femmina; e quantunque alcuno, che à modernamente scritto di questa gemma, dica non esser'ella atta all'intaglio, noi però veggiamo il contrario; perchè nella stanza della real Gallería chiamata la tribuna, si à una testa d'un Giulio Cesare intagliata in una Turchina di grandezza quasi quanto l'uovo dell'oca con mirabile artificio, della quale anche fa menzione il Bocchi nelle sue Bellezze di Firenze.
Con il contributo di