Nominativo - Gio: da Bruggia

Numero occorrenze: 2

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

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G Gaddo Gaddi pitt. 10. 30. 43. Gherardo Starnina pitt. 102. Giolanda Regina di Napoli 90. Giorgio Vasari scrittore di Vite de’ Pittori 2. 3. 6. Giotto celebre pitt. 1. 6. Giotto di Maestro Stefano dipintore 33. B. Fra Giovanni Angelico dell’Ordine de’ Predicatori. 6. Gio: Patrizio Romano, e sua Moglie fondatori di S. Maria Maggiore in Roma 9. Mess. Gio: Boccaccio 11. 12. 25. Dott. Gio: Renzi Antiquario pratichissimo 41. Gio: da S. Stefano a Ponte pitt. Fior. *sua vita* 44. Gio: Andrea Carduino Segretario di Clemente VI. sua sepoltura 46. Gio: da Lignano Dott. di Legge sua sepoltura 46. Gio: Villani Istorico 55. Gio: degli Agli 56. sua Villa a Nuovoli, e Tabernacolo a detta Villa 56. Gio: da Milano pitt. *sua vita* 58. Gio: Torsicani pitt. Aretino sue opere 60. Gio: Tornabuoni Fiorentino fa di nuovo dipignere la Cappella maggiore di santa Maria Novella 64. Gio: da Pistoia pit. 73. Gio: Fetti scult. 80. Gio: Tedesco scult. 80. Gio: di Nostradama scrittore Franzese 89. Gio: da Bruggia inventore del colorire a olio 92. Gio: d’Asciano pitt. 95. Gio: de’ Medici, detto di Bicci 98. Gio: Gaddi pitt. Fiorentino *sua vita* 103. Gio: d’Ambrogio scult. 103. Monsign. Giulio Mancini scrittore 32. 70. 84. Gualtieri Duca d’Atene sua Arme 6. fortifica il Palazzo di piazza 33. sua cacciata di Firenze 33. 59. dipinto nella Torre del Potestà 59. Guariento Padovano, il primo che nello Stato Veneto migliorasse la maniera del dipignere 77. 79. origine del nome di Guariento 80. Guido Campese Contestabile de’ Fiorentini 27. Guglielmo da Forlì pitt. *sua vita* 28.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

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Finito che ebbero questa grand’opera di Ghent, se ne tornò Giovanni ad abitare in Bruggia: e nella chiesa Parrocchiale di S. Martino, fece una tavola d’una Madonna, con un Santo Abate in ginocchioni, gli sportelli della quale restarono imperfetti: e in questa pure fece molti ritratti al naturale, e in lontananza un vago paese: e molte altre cose fece in quella Città, dove l’anno 1604. ancora si conservava, avanzata all’insolenza degli eretici, similmente una sua bella tavola. Altre molte sue pitture furon da que’ mercanti mandate in diverse parti: e quantunque ne fossero portate a diversi potentati; contuttociò per le cagioni accennate, rimase quella nuova invenzione per lungo tempo in Fiandra. Ma come è solito di chi con qualch’eccellente virtù si fa superiore a molti, insursero contro a Giovanni molte persecuzioni, per le quali ebbe non poco da sostenere. Fra i Potentati, che ebbero opere di lui in Italia, uno fu il Duca d’Urbino, a cui toccò un Bagno, fatto con gran diligenza. Lorenzo de’ Medici, il Magnifico, ebbe in Firenze un S. Girolamo, con altre molte cose: e Alfonso I. Re di Napoli, ebbe per mezzo di mercanti Fiorentini, che allora abitavano in Bruggia, un quadro, con assai figure, bellissimo. Erano le bozze di questo artefice, assai più finite di quello, ch’erano l’opere terminate degli altri Pittori suoi paesani. Vendevansi a prezzo: e dice il Vanmander, aver veduto a Ghent, in casa di Luca Depster, suo proprio maestro nell’arte, in una tavola due ritratti a olio, marito e moglie, presi per mano in segno di fedeltà, la qual opera era stata trovata in Bruggia, in casa d’un Barbiere: che veduta da Donna Maria, Zia di Filippo Re di Spagna, e Vedova del Re Lodovico d’Ungheria, che morì in guerra contro il Turco, ne ebbe tanto piacere, che per averla donò al Barbiere un uficio, di rendita ogni anno di cento testoni di quella moneta. I disegni di quest’artefice son maneggiati con franchezza, e diligenza insieme. Pervenuto finalmente Giovanni all’età decrepita, alcuni anni dopo Uberto suo fratello, passò da questa all’altra vita nella città di Bruggia, dove nella chiesa di S. Donato gli fu data sepoltura: e ad una colonna di quella fu accomodata una latina iscrizione in lode di lui. Uberto il fratello, già era morto l’anno 1426. nella Città di Ghent, e sepolto in S. Giovanni: e nella muraglia era stata effigiata una morte, che teneva in mano un rame, per entro il quale si leggeva un epitaffio, in antica lingua Fiamminga scritto. Furono poi, circa al fine del passato secolo, mandati fuori in istampa in rame, intagliati da Th. Galle, i ritratti de’ celebri Pittori Fiamminghi, tra’ quali a questi due fu dato il primo luogo, comecché fossero stati anche i primi, che per tale arte avessero fatta risplendere la patria loro in tutta la Fiandra. Furono anche essi ritratti abbelliti d’alcuni versi latini, parto dell’erudita penna di Domenico Lampsonio di Bruggia, Segretario del Vescovo di Liegi, che allo studio delle buone arti, congiunse ancora l’amore alla pittura. I discepoli di Giovanni potettero esser molti. Si ha cognizione d’un tal Ruggiero da Bruggia, e di Ugo de Goes, del quale parleremo a suo luogo. Moltissimi furono i Pittori, che dopo Gio: da Bruggia, e ne’ tempi d’Ugo de Goes, e di Ruggiero di lui discepolo, furono in quelle parti assai rinomati, de’ quali noi faremo a suo luogo esatta menzione; ma furono ancora molti, l’opere de’ quali, negli esterminj della Cristiana religione, ivi ancor esse perirono, né altro rimase, che il solo nome di que’ maestri.

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