Nominativo - Gio. Van Calcker

Numero occorrenze: 2

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

Pagina 335

Vedi

Discepolo di Tiziano, nato ..., morto 1546. Il Vanmander, Pittor Fiammingo, che alcuna cosa scrisse dell’eccellente Pittore Gio. Van Calcker, afferma di non saper conoscere, fra quanti pittori furono ne’ Paesi Bassi, nel passato secolo, chi più si conformasse all’ottima maniera Italiana, di quel che facesse Gio. Van Calcker. Nacque questo artefice nel paese di Gleef, nella città di Calcker sotto l’Elettore di Brandemburgh, e non è noto da chi egli imparasse i principj dell’arte. Questo è certo, che quest’uomo circa’l 1536 fortemente s’invaghì d’una fanciulla, figliuola d’un mal uomo sanguinario e micidiale, di professione oste, che abitava in Dordrecht prima città d’Olanda, la casa del quale era aperta ad ogni disonestà; e di questo anche ci si porgerà congiuntura di parlare nelle notizie della vita di Henskert Pittore: ed avendola rapita al padre, se la condusse a Venezia, dove fermatosi d’abitazione, si fece discepolo del gran Tiziano da Cador. Il citato Vanmander dice, che Gio. si trasformò tanto nella maniera di quel sublime artefice, che molte opere di lui non punto si distinguevano da quelle di Tiziano; anzi egli afferma, che il Goltzio, del cui giudizio, dice egli, di far gran conto, gli raccontò una volta, che trovandosi in Napoli, gli furon dati a vedere certi ritratti, i quali egli subito giudicò di mano di Tiziano: e i pittori, che erano presenti, bene informati del fatto, tutti ad una voce gli dissero, ch’egli aveva ben giudicato; perché quella era veramente la maniera di quel grand’uomo, benché e’ non gli avesse dipinti esso Tiziano, ma Gio. Van Calcker suo degnissimo discepolo. Il Vasari ebbe cognizione di quest’artefice in Napoli: e non poteva darsi a credere, come fosse riuscito ad uno Oltramontano l’avanzarsi a tanta eccellenza nella maniera d’Italia, e si valse di lui in quello, che più abbasso siamo per dire. Fu in oltre il Van Calcker maraviglioso nel disegnare di gesso e di pastello, e colla penna operò egregiamente con bellissimi e franchissimi tratti. Questi fu, e non Tiziano, che disegnò gli undici pezzi di carte grandi di Notomia d’Andrea Versalio, le quali poi furon ritratte in minor foglio, e intagliate in rame dal Valverdo, che scrisse pure di Notomia dopo il Versalio: e questi fu finalmente quegli, che disegnò quasi tutti, ed i migliori ritratti di Pittori, Scultori e Architetti d’Italia, che messe nel suo libro delle Vite de’ Pittori di Giorgio Vasari, tanto belli e con mano tanto ardita e maestrevole lavorati, che è universale opinione, che più non possa farsi in quel genere: e per conseguenza questi è quello, e non il Vasari, del quale doveva rammaricarsi il Malvagia, per aver, com’e’ disse, troppo caricato il ritratto, che veramente è bellissimo, del suo Bagnacavallo, come abbiamo nelle notizie della vita di lui accennato. Era ancora quest’ottimo professore in giovenile età, e prometteva di sé avanzamenti maggiori nell’arte, quando, trovandosi egli nella città di Napoli l’anno 1546 fu colto dalla morte.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

Pagina 361

Vedi

G Galeazzo Campi 230. Galeazzo Pisenti, detto il Sabionetta 330. Galeazzo Rivello, detto Barba 198. Gaudenzio Pittore 194. Geertgen di Sant’Jans, cioè Giorgio di San Giovanni Pittore 154. Gentile da Fabriano pittore 104. Giacomo Pampurino 200. Gio. Anton Beltraffo Pittore 213. Giovacchino Patener pittore 222. Gio. Antonio Razzi. Sua patria incerta 228. Fu trascurato e negligente nella sua professione. Sue opere. Morì allo spedale mendico 229. Gio. Battista Mantovano 333. Gio. Francesco Caroti pittore 184. Gio. Francesco Penni, detto il Fattore 240. Gio. Francesco Rustici 140. Fu uomo senza interesse e limosiniere, né teneva alcun conto del danaro 140. Atto, generoso fatto a favore d’un povero 141. Gio. Maria Chiodarolo 280. Gio. Van Calcker, detto Gio. Fiammingo 334. Giovanni Bellini Pittore, sue opere 124. Giovanni Cambioso 263. Giovanni Caroti 186. Giovanni Holbeen pittore 313. Fu mandato da Erasmo Roterodamo in Inghilterra appresso a Tommaso Moro. Sue molte opere e ritratti 314. Gran disgrazia seguitagli nella città di Londra. Fu grande amico e confidente del Re Enrico VIII, e fece il suo ritratto 315. Quadri di sua mano nella Tribuna dellaGalleria del Granduca di Toscana, bellissimi, e sua descrizione 317. Altre opere e ritratti in varj luoghi 319. Ritratto suo, e di sua mano vedesi nella stanza de’ Ritratti de’ Pittori nella detta Galleria 318. Giovanni Nani da Udine 278. Gio. Niccola 237. Giovanni Spagnuolo, detto lo Spagna 278. B. Fra Giovanni da Fiesole, detto Fra Giovanni Angelico dell’Ordine de’ Predicatori, e sue notizie 42. Capitolo di San Marco dipinto dal medesimo, e molte altre immagini sacre 44. Fu Miniatore eccellente. Semplicità del medesimo. Dipinse sempre immagini sacre 46. Rifiutò l’Arcivescovado di Firenze, e propose in luogo suo S. Antonino 47. Morte di esso, e suo Epitaffio. Ebbe un fratello della medesima Religione, uomo di santa vita, e gran Miniatore. Dalla scuola del P. Gio. venne poi quella di Tiziano 47. Giovanni di Paolo da Siena pittore 98. Giovanni della Robbia 131. Giovanni de’ Santi, padre di Raffaello da Urbino, Pittore, e sue opere 171. Giovanni, detto l’Olandese 312. Giovanni e Uberto Eyck fratelli 24. Dipignevano con colla e chiara d’uovo in vece d’olio, di cui ancora non era ritrovata l’invenzione. Inventò il colorire a olio 26. Non volle più esser veduto dipingere 27. Fu Consigliere segreto del Conte di Borgogna. Fece molte opere per l’Italia. Morte d’ambedue 28. Fecero molti allievi. Pittori, che fiorirono nella Germania alta, e nei Paesi Bassi dopo la mancanza di Giovanni e Uberto 29. Girolamo da Codignola 280. Girolamo Genga pittore 214. Girolamo Lombardo 291. Sue opere 293. Giulio Campi e sue opere 296. Giulio Caporali 289. Giulio Raibolini 190. Giulio Romano e sue opere 238. Grecia inventrice delle favole e falsi avvenimenti 71.

Con il contributo di