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1677 CONTE Si come allo spuntar del sole, che co’ dorati raggi il rinassente giorno dipigne, si ascondono mortificate le Stelle; così
all’apparire de’ nuovi colori, che per l’illustre mano del
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Non è dubbio adunque che
O dissi a lui non sè tu
L’onor d’
Ch’aluminare è chiamata in
Frate diss’egli più ridan le carte
Che pennelleggia
L’onore è tutto or suo, e mio in parte.
Ben non sarei stato si cortese
Mentre ch’i’ vissi, per lo gran disio
Dell’eccellenzia, ove mio core intese.
Di tal superbia qui si paga il fio;
Et ancor non sarei qui, se non fusse,
Che possendo peccar mi volsi a Dio.
Oh vanagloria dell’umane posse!
Con poco
Se non è giunta dall’etadi grosse.
Credette
Tener lo campo, et ora à
Sicche la fama di colui oscura, etc.
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Concludiamo adunque per le ragioni allegate, senza altre che allegar si potrebbero, che verissima cosa essendo, che dalla Professione del disegno le belle arti d’Architettura, Scultura, e Pittura, son derivate. Che l’Arte del Miniare specie di pittura camminasse in bontà sempre mai di pari passo con la stessa pittura. Che al tempo di
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Delli allievi lasciati in tal Professione da
Frate diss’egli, più ridon le carte,
Che pennelleggia
L’onore è tutto or suo, e mio in parte.
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S. Francesco Patriarca, sua immagine al vivo di mano di
Fede necessaria anche nelle cose mondane 16.
Figura del Cristo fatto dal
Figura del falso Dio Marte già nell’antico Tempio che oggi è il
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Discepolo, secondo il Vitalis fecit hoc opus 1345
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Discepolo di
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Discepolo di
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