Discepolo di Lorenzo di Bicci, nato 1383, ? 1466._
Siccome nelle già scritte notizie, e in quelle singolarmente, che il cominciamento sono di questa storia, abbiamo abbastanza parlato de’ famosi ingegni di Cimabue e Giotto , per opera de’ quali a nuova vita risorse l’estinta nobil arte della Pittura, così ogni ragion vuole, che dichiamo alcuna cosa fra le molte, che potrebbero dirsi, e che ottimamente ha detto il Vasari di colui, che mercè il suo nobile e spiritoso talento restituì il già perduto essere alla bella arte della Scultura: e questi fu Donato, detto comunemente Donatello , il quale in questa nostra patria di Firenze nato da Niccolò di Betto di Bardo l’anno di nostra salute 1383. e fino dalla sua fanciullezza fu allevato, comecché molto spiritoso fosse, con molta cura, da Ruberto Martelli Gentiluomo Fiorentino, e de’ belli ingegni ottimo discernitore e liberalissimo Mecenate: appresso al quale libero dal nojoso pensiero, che il bisogno di sovvenire alle proprie necessità suole apportare, poté darsi con gran fervore al disegno, nel quale s’approfittò con Lorenzo di Bicci pittore, e ad esso ajutò a dipignere, essendo ancora di tenera età. Si diede poi alla scultura, alla quale era così portato dal genio, che fino ne’ primi anni scolpì molte figure tanto belle, che lo fecero tenere per singulare in tal professione: e fu il primo, che non solamente uscisse in tutto dalla maniera vecchia, che pure avevanlo fatto altri avanti a lui, ma che facesse opere perfette, e di esquisito valore, emulando mirabilmente la perfezione degli antichi scultori Greci, e dando alle sue figure vivezza e verità mirabile. Fu ancora il primo, che ponesse in buon uso l’invenzione delle storie ne’ bassorilievi, ne’ quali fu impareggiabile. Sono in Firenze di sua mano moltissime opere di scultura: e fra queste è maravigliosa una statua, rappresentante l’Evangelista San Marco, che per
essere calva, è detta lo Zuccone, posta in uno de’ lati del campanile del Duomo , dalla parte della piazza, con tre altre figure di braccia cinque, molto belle. Sopra la porta del medesimo campanile, è un Abramo con Isac: sotto la Loggia de’ Lanzi è una Juditta di bronzo con Oloferno, della quale esso tanto si compiacque, che vi pose il suo nome con queste parole: Donatelli opus.
Trovasi fra le Scritture di casa Strozzi, in un Volume intitolato Memorie spettanti a’ Laici, a car. 457. che quest’opera della Juditta stette in casa di Piero de’ Medici fino all’anno 1495. nel qual tempo fu collocata sulla Ringhiera del Palazzo de’ Signori, e nel 1504. esserne stata levata e posta in terra, e in suo luogo essere stato posto il Gigante di Michelagnolo, che così chiamavasi la figura del David: e la statua della Juditta, in processo di tempo, ebbe luogo nella suddetta Loggia.
Fu anche opera delle mani di Donato la tanto rinomata statua del San Giorgio: siccome ancora quella del San Piero, e del San Marco Evangelista, tutte di marmo, che si veggono nelle facciate dell’ Oratorio d’Orsanmichele, detto anticamente Orto San Michele. Trovasi essergli stata allogata questa statua del San Marco da’ Consoli dell’Arte de’ Linajuoli a’ 3. di Aprile dell’anno 1411 e che costasse il marmo fiorini ventotto.