Nominativo - CIMABUOI

Numero occorrenze: 2

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

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XLI. 1568 Il Citato VASARI, ne’ Proemj de’ suoi Libri nella seconda edizione; e specialmente in quello delle Vite, Parte I a 85. Ma tempo è di venire oggi mai alla Vita di CIMABUE; il quale, siccome dette principio al nuovo modo di disegnare, e di dipingere, così è giusto e conveniente, che lo dia ancora alle Vite. XLII. 1570 F. ONOFRIO PANVINIO Eremitano, erudito Investigatore dell’antichità Romane, nell’ Opera Latina intitolata: De præcipuis urbis Romæ sanctioribusque Basilicis. IOCHTUS egegius suo tempore Pictore multas in ea picturas miri operis fecit. Lo stesso Autore parlando della Basilica Constantiniana. Inter aulam, quam salam Concilij vocant, et hanc, quam supra descripsi, porticum, est alia porticus oblonga etc. in cuius fine occidentem versus, est pulpitum marmoreum à Bonifacio VIII. factum, totum ferè depictum, emblematibus ornatum; pulpitum extra Concilij aulam porrectum est totum è lateribus è marmore factum, picturæ pro temporum conditione elegantissimæ, existimantur CIMABOVIS egregij Pictoris manu factæ, qui primus Italiæ picturam, post antiquos, restituit. XLIII. 1580 TEODORO ZUINGERO, nell’Opera intitolata: Theatrum Vitæ Humanæ, Basileæ per Sebastianum Enrich Petri. Zotus Florentinus in Pictura satis præclarus fuit. XLIV. 1581 GIOVANNI BARDI, nella sua Cronica universale, Parte 3. a 420, tra’ più segnalati uomini che fiorissero nel Mondo l’anno 1336. mette Giotto Fiorentino Pittore, e per moltissimi anni avanti e doppo non fa menzione d’altri Pittori. XLV. 1583 VINCENZIO BORGHINI ne’ suoi Ragionamenti dell’Armi delle famiglie Fiorentine a 33 dice così: GIOTTO non meno ingegnoso e piacevole nella familiar conversazione, che sommo Maestro in quel tempo nella Pittura. XLVI. 1584 RAFFAELLO BORGHINI nel suo Riposo a 288. Quando come volle Iddio l’anno 1240. nacque in Firenze della nobil famiglia de’ CIMABUOI, per ritornare in luce la Pittura, GIOVANNI cognomato CIMABUE. Il medesimo a 297. parla di GiottoIo ho favellato delle cose di GIOTTO alquanto a lungo perch’egli fu veramente quello, che ritornò in luce la Pittura.

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L. 1593 PAOL MINI Medico e Filosofo, nel suo Discorso della Nobiltà Fiorentina. Era per le molte e lunghe correrìe de’ Barbari la Pittura, una di esse, quasi morta affatto negli umani ingegni, e massime negl’Italiani: quando essendo venuto quel tempo, in cui sì nobil’ Arte, esercitata da’ Fabij, da’ Turpilij, da’ Labeoni, doveva con la vita ripigliare lo antico vigore, nacque nella Città di FirenzeGIOVANNI della famiglia de’ CIMABUOI, che fu l’anno 1240. Costui con il suo continuo studio, a guisa dell’antico Eumaro Ateniese, la risuscitò: GIOTTO, nato lo anno 1276. e suo discepolo, le diede il polso e la lena: Tommaso, soprannominato Giottino, le diede l’unione; Dello la grazia: Fra Giovanni di S. Domenico di Fiesole, la maestà e riverenza: Benozzo Gozzoli l’invenzione. E segue a dire d’altre eccellenze, che diedero alla Pittura i Fiorentini. LI. 1600 Messer FRANCESCO BOCCHI, nelle Bellezze di Firenze. In S. Croce sopra la porta del fianco, che riesce verso il Chiostro è una tavola di mano di CIMABUE, la quale come, che comparata con le pitture moderne, sia oggi di poco pregio, tuttavia per memoria di questo Artefice, onde è nato il colorito maraviglioso, che oggi è in uso, è degna di memoria e di considerazione. Lo stesso FRANCESCO BOCCHI nel citato Libro. GIOTTO tanto celebrato nella Pittura, egli di vero suscitò quella, che era morta, e diede notabili segni, onde appresso a somma perfezione si potesse ridurre. Il Medesimo parlando della Tavola di Cimabue, ch’era nella Chiesa di Santa Trinita. Per cui molto, e bene scorge chi è intendente, obliata la maniera de’ Greci, la quale oltramodo era rozza e goffa, quanto i Pittori moderni a questo antico Pittore siano obbligati. LII. 1600 AGNOLO MONOSINIFlores Italicæ Linguæ Libro 9. pagina 427. IOCTUS fuit Pictor egregius. LIII. 1600 Messer FRANCESCO BALDELLI nella sua traduzione di Messer Ugolino Verini citato dal RIDOLFI nel Priorista di Palazzo Vecchio, che arriva con le memorie fino al 1598 GIOTTO fu quei che ritornò nel Mondo La Pittura………

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