NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2
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Trattò finalmente de’ musaici, del macinare i colori a olio per far campi rossi, azzurri, verdi, e d’altre maniere, e de’ mordenti per mettere d’oro, non già per figure. Oltre l’opere, che costui lavorò in Fiorenza col suo maestro, è di sua mano sotto la loggia dello Spedale di Bonifazio Lupi una Nostra Donna con certi Santi di maniera si colorita, ch’ella si è infino a oggi molto bene conservata. Questo Cennino da Colle di Valdelsa nel primo capitolo di detto suo libro, parlando di sé stesso, dice queste proprie parole.
Cennino da Colle di Valdelsa fui informato in nella detta arte dodici anni da Agnolo Gaddi da Firenze mio maestro, il quale imparò la detta arte da Taddeo suo padre, el quale fu battezzato da Giotto , e fu suo discepolo anni ventiquattro, el quale Giotto rimutò l’arte del dipignere di Greco in Latino, e ridusse al moderno, e l’ebbe certo più compiuta, che avesse mai nessuno.
E seguita a dire il Vasari
Queste sono le proprie parole di Cennino da Colle di Valdelsa , al quale parve, siccome fanno grandissimo benefizio quegli, che di Greco traducono in Latino alcuna cosa, a coloro che il Greco non intendono, che così facesse Giotto in riducendo l’arte della pittura, d’una maniera non intesa, ne conosciuta da nessuno (se non, se forse per goffissima, a bella, facile, e piacevolissima maniera intesa, e conosciuta per buona da chi ha giudizio, e punto del ragionevole) quali tutti discepoli d’ Agnolo Gaddi , gli fecero onore grandissimo.
Fin qui il Vasari .