Nominativo - Bonifazio

Numero occorrenze: 2

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

Pagina 47

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Andatosene a Roma in servizio di quel Pontefice, dipinse a fresco in S. Pietro, l’Angelo di sette braccia sopra l’organo, ed altre molte pitture fece, che oggi non più si veggono, e similmente una Vergine, che poi nel rifondarsi le nuove mura fu levata di luogo, ed altrove trasportata. Fu poi da quel Papa pubblicato l’anno Santo per lo futuro anno 1300., e siccome nota il Torrigio, essendosi accorto il Cardinale Jacopo Stefaneschi Nipote di Bonifazio, e pronepote di Niccola III, d’una certa forse semplicità, per non dire superstizione di molti pellegrini, che per i tempi visitavano quella sacra Basilica, che nell’arrivare alle porte di S. Pietro avanti che entrassero in Chiesa si voltavano verso Oriente quasi che adorassero il Sole, volle levar questa usanza, con far sì ch’e’ si facesse orazione ad una sacra Immagine, onde a Giotto fece far di Musaico da quella parte, verso la quale i Pellegrini solevano volarsi, ed inginocchiati facevano orazione, la tanto rinomata Navicella.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

Pagina 230

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Ho addietro fatta menzione di alcuni Pittori Cremonesi, che poco avanti al 1500 furono i primi ad operare con assai lodevole maniera: tali furono Galeazzo Rivello, Altobello Milone, Bonifazio e Francesco Bembi, Giacomo Pamporino e Boccaccino Boccacci. Dirò adesso alcuna cosa di altri derivati dalle scuole di costoro. Tommaso Alessi, detto il Fadino, siccome abbiamo da Anton Campi nella sua storia, stato amicissimo di Galeazzo Campi, padre dello stesso Antonio, ebbe una maniera tanto simile a lui, che le pitture dell’uno né punto né poco si distinguevano da quelle dell’altro.

Con il contributo di