Nominativo - Bernardo di Lupo Squarcialupi

Numero occorrenze: 1

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

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Ho io ancora ritrovato nella Libreria de’ Manoscritti originali e spogli, oggi degli Eredi del Senator Carlo Strozzi, Antiquario rinomatissimo, in un libro segnato I. I. 1231. a car. 561. quanto fu per mano di quel Cavaliere estratto da un Diario originale segnato D. che fu dello stesso Neri di Bicci, scritto dall’anno 1453. fino al 1473. il quale pure si conserva nella medesima Libreria: nel quale Diario, oltre a molti ricordi di cose famigliari di sua casa, e particolarmente de’ giovani, che sotto la di lui disciplina di tempo in tempo si ponevano, egli fu solito di notare le opere ch’e’ faceva; avere egli fatto nota di un Tabernacolo, dipinto in sulla strada maestra, che va da Firenze a Pisa, al Ponte a Stagno in sul Vingone, poco lungi dal Castello della Lastra, ove per Luca d’Andrea da San Colombano, dipinse l’anno 1453. una Vergine con più Santi da i lati, e nella volta altre figure. Ancora vi è notata l’opera, che egli condusse per la Chiesa di Santo Romolo di Firenze, stata già data a fare a Lorenzo suo padre, che dopo averla ingessata, si morì. Vi è anche il ricordo, come detta tavola fu stimata da Zanobi, che fu della nobilissima famiglia degli Strozzi, e dipinse in quei tempi con non ordinaria lode tavole da Altare, che si veggono fino al presente in diverse Chiese, e ancora altre opere fece lodatissime. Fu compagno dello Strozzi in fare detta stima Alesso Baldovinetti pittore celebre: e ciò fu nell’anno 1466. come altrove abbiamo detto. Essendomi poi, per molta bontà di Luigi Strozzi, figliuolo del già nominato Senator Carlo, Arcidiacono della Metropolitana Fiorentina, riuscito d’avere per alcuni pochi giorni in mia casa detto libro originale del Bicci: ne ho fra l’altre cose estratte alcune note, che per ragione di loro antichità io non istimo indegne di memoria: e sono le seguenti: Nota egli avere avuto di dota della Gostanza di Bernardo di Lottino sua moglie Fiorini trecentoquaranta di suggello, l’anno 1453. e stettegli mallevadore alla gabella Antonio Catastini suo Cognato. Dice avere un Podere, luogo detto a Capallo di Gangalandi. Dice avere a’ 3. di Luglio 1454. auto ordine da Bernardo di Lupo Squarcialupi, che sta a Poggibonzi, di fargli una tavola di Maria Vergine, con Giesù in collo, con un S. Francesco, S. Margherita, S. Jacopo e S. Bernardino, e nella predella alcune storiette: e tutto questo per prezzo di Fiorini cento: e poi soggiugne dopo alquanto tempo: Ricordo, come a’ 26. Aprile 1456. presi a dipignere per gli uomini della Compagnia della Disciplina di San Niccolò di Poggibonzi in Valdensa, una tavola da Altare, con una Vergine e nostro Signore in collo, e alcuni Santi allato, e di più istorie di S. Niccolò, due battuti, un per parte, tutta messa di oro. I Procuratori di detta Compagnia, che intervennono a farne il patto per Fiorini ducentosessanta, furono: Donato di Segna, Andrea di Nanni fabbro, Giovanni di ser Lucchese Bindi, Giampiero ispeziale, Bernardo di Lupo Isquarcialupi, Francesco di Niccolajo di Donato.

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