Nominativo - Beatrice

Numero occorrenze: 2

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

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Della Chiara, altra figliuola di Giotto ò io poi trovato quanto si à in un Protocollo di ser Francesco di Buoninsegna da Vespignano, esistente nell’Archivio Fiorentino agli 17. di Febbraio 1325 e dice così: GIOCTUS Pictor quondam Bondonis pro se, et sua filia promisit Coppino quondam Guiduccij de Pilerciano facere, et curare ita, et taliter, quod Chiara ejus filia consentiat in Zuccherinum filium dicti Coppini tanquam in suum virum, actum etc. in Plebe S. Cassiani de Padule.. Della Lucia si legge in un Protocollo nel medesimo Archivio di ser Antonio Zuccheri da Cischio: Domina Lucia quondam GIOTTI Pictoris Uxor Petri quondam Magistri Franchi de Burgo ad S. Laurentium de Muscello. Di Bice, cioè Beatrice altra sua figliuola Pinzochera dell'Ordine di S. Domenico, ne’ rogiti di ser Franco di Pagno da Vespignano 2 Febbr. 1337. in Archivio Flor.. Di Bondone detto Donato altro figliuolo di Giotto si trova in altro Protocollo di ser Gio. di ser Lorenzo Buti da Pavanico nel 1376. Domina Paula filia quondam Bondoni vocati Donati, quondam magnifici GIOTTI, Uxor ser Antonij Zuccheri Notarij Florentini.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

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Dice poi il Vasari, che Buonaccorso fu figliuolo di Lorenzo: in che pure s’inganna; perché di Lorenzo di Cione nacque Vettorio, e di Vettorio questo Buonaccorso. Dice, che Vettorio figliuolo di Buonaccorso fu l’ultimo della famiglia, la quale in esso rimase estinta: che pure è grave errore; perché Vettorio padre di Buonaccorso, e figliuolo di Lorenzo di Cione, ebbe altri tre figliuoli, cioè Ghiberto, Cione, e Francesco: e questo Francesco fu padre di Vettorio, del quale nacque Ghiberto, Gio: e Felice di Ghiberto Vettorio, Gio: Francesco, e Lorenzo: e di Felice, Francesco, e Lorenzo, padre d’Anna Maria, e Beatrice, oggi maritate nelle nobili case de’ Ricci, e Berardi, come più largamente mostreremo coll’Albero di questa famiglia in fine di queste notizie, cavato da antiche e autentiche Scritture. E questo ancora basti aver detto in proposito degli errori, presi dal Vasari, nel parlare di questa nobil casa, alla quale per certo non abbisogna il cercare altri onori per gl’antichi tempi, per rendersi più illustre, di quelli, che le diede lo stesso Lorenzo con la sua virtù, aggiunti all’essersi ella abilitata a godere de’ primi onori della città fino dal 1375. goduti poi dallo stesso Lorenzo, come a suoi luogo diremo.

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