Nominativo - Baldi

Numero occorrenze: 4

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

Pagina 63

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Se questo Autore à cavato dal Vasari, del quale porta poi immediatamente alcune proprie parole, protestandosi di non trovare di Franco essere stata fatta alcuna menzione, né dal Baldi, né meno nella Biblioteca Bolognese, pare a me avere egli errato due volte, la prima col medesimo Vasari, dove disse, che Giotto, Oderigi, e Franco fussero chiamati a Roma dal Pontefice Benedetto IX., il che non fu così, e noi l’abbiamo concludentemente provato: col far vedere, che Benedetto IX. fu creato Papa doppo che costoro avevano fatte l’opere in Roma, che dice il Vasari, che e’ facessero; à errato anche da per sé stesso, restando insussistente la di lui asserzione, Che si sottile, e fina operazione (intende egli del miniare) da verun altro non fusse ben’usata, mentre sappiamo, che Giotto primo Maestro della Pittura, possedè in grado eccellente quella del miniare, operando cose maravigliose, che pure fino a’ nostri tempi si veggono, come s’è dimostrato nelle di lui notizie; e se bene il Vasari non fece menzione delle miniature di Giotto, non disse però mai cosa contraria.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

Pagina 35

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Discepolo, secondo il Malvagia, di Franco Bolognese, fioriva circa al 1340. Il Baldi citato da Carlo Cesare Malvagia nelle Vite de’ Pittori Bolognesi afferma essere stato questo un diligentissimo pittore, e d’aver condotte le cose sue con molta delicatezza, il che non apporterà maraviglia a chi bene intende l’arte, supponendosi esser’egli stato discepolo d’un pittore, che era in uno stesso tempo, per quanto permetteva quel secolo, eccellente miniatore; ma io però col parere di ottimi pittori pratichissimi pure delle pitture della Città di Bologna, non dubito di affermare, ch’egli fosse stato discepolo o del nostro Giotto, o de’ suoi scolari, già che nell’opere, che si dicono sue, in tutto e per tutto si riconosce quella loro maniera. Di mano di quest’Artefice dice il mentovato Malvagia, essere una nostra Donna col Bambino Giesù, avanti alla quale sta genuflesso colui, che tal’ opera fece dipignere: e questa è nell’antichissima Chiesa della Madonna del Monte fuori della porta a san Mammolo di Bologna; ed una simile in una Chiesuola detta comunemente la Madonna de’ denti, l’una e l’altra dipinta sopra legname, e sotto questa è scritto: Vitalis fecit hoc opus 1345. Dice ancora essere di sua mano il Natale del Signore sotto le prime logge del chiostro di san Domenico; ed un altro in muro dentro la Chiesa nel primo pilastro presso la Cappella maggiore; ne altra notizia abbiamo dell’opere di costui.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

Pagina 33

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Ma tornando al nostro Lippo , conciofussecosaché non mai fusse scarsa la Regina de’ Cieli nel ricompensare i ricevuti servigj, in tempo occorse, che tanto si accrescesse la devozione e lo spirito di questo buon uomo, che finalmente si sentì chiamare a stato più perfetto; onde lasciato il secolo, si rese religioso nella Religione de’ PP. di S. Martino: e in essa si diede a tale osservanza, che dal giorno ch’egli v’entrò, fino alla sua morte, la quale fece santamente in quell’abito, non mai volle dipignere per interesse di danaro; trattenendosi nondimeno in fare alcune immagini di essa Vergine, del Signore, e di altri Santi, per propria devozione, e per donare a persone divote: e talvolta anche, per ubbidire a’ precetti del superiore, ne fece alcun’altra, come sarebbe a dire in una muraglia alcune storie a fresco, d’Elia Profeta, e simili. Scrivono di quest’artefice non punto più largamente il Bacci, il Zante, il Cavazzoni, il Baldi, il Bumaldo e’l Masini citati dal Malvasia: e il Vasari ne fa menzione nella vita di Lippo Fiorentino , che fu coetaneo del medesimo Lippo . Altre opere scrivono che facesse il Dalmasi, e fra queste una Madonna in un pilastro, l’anno 1407. un’altra immagine di Maria Vergine co’ Santi Sisto e Benedetto, sopra la porta di San Procolo , dalla parte di fuori. la Maddalena, che lava i piedi al Signore nella casa del Fariseo, dentro alla Chiesa di S. Domenico , che è fama che fosse la prima opera, ch’egli in pubblico facesse: una Madonna con Gesù Bambino, dipinta in sull’asse, sotto il portico de’ Bolognini da S. Stefano : un’altra dalla Chiesa Parrocchiale di S. Andrea nel muro della Casa de’ Bandini: una Vergine di grandezza quanto il naturale, nel muro del Collegio di Spagna, rincontro alla casa de’ Marescotti, sotto la quale si leggono queste parole: Ave Mater Dei, et Speciosissima Virgo: e questa si dice una di quelle, che avuto riguardo al secolo in cui fu fatta, piaceva a Guido Reni . Infinite altre, per così dire, ne dipinse questo divoto artefice nella medesima città di Bologna, per le case de’ privati cittadini, per li Monasterj e luoghi pubblici, e per diversi villaggi, che ancora si veggono: e molte anche sono state distrutte dal tempo, e rovinate in occasione di nuove fabbriche; gran parte però di quelle che si veggono oggi, son da’ popoli tenute in gran venerazione. Il nominato Malvasia fa un catalogo d’alcuni, che dice fossero discepoli di esso Lippo : e fra questi, par che metta certi nomi di Pittori, che nel titolo di questa vita si vede aver distinti da’ Discepoli, dicendo che fiorirono dal 1400. al 1500. in che ci rimettiamo al vero. Tali sono un Antonio Leonello, detto da Crevalcuore, Gio. Antonio, Cesare, Claudio, Bettino, Anchise Baronio, Antonio Piffalo, Guardino, Pietro de’ Lianori, Giacomo Danzi, de’ quali, perché soggiugne l’autore, che attesero ad imitare la goffa maniera greca, non è luogo a parlare. Soggiugne ancora, altri esservene stati di miglior maniera, de’ quali alcuna cosa diremo a suo tempo. Fa anche menzione nel nominato catalogo, d’un Michel di Matteo, d’un , d’un Severo, d’un Ercole da Bologna, d’un Alessandro Orazj, d’un Benedetto Boccadilupo, d’un Beltramino Bolognese, de’ quali porta egli poche notizie, per lo più alquanto dubbie, e quanto alle persone, quanto al tempo di loro operare, e d’altro, che però non mi è d’uopo l’affaticarne il lettore. Ancora fa menzione d’un Orazio di Jacopo, che dice operasse del 1445., e che facesse il ritratto di s. Bernardino nel Convento de’ PP. dell’Osservanza. A questi aggiugne la Beata Caterina da Bologna, che dipinse, alcune devote immagini, a quali tutti intende egli dar luogo fra’ discepoli di Lippo .

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

Pagina 280

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Discepolo di Francesco Francia, Fioriva circa al 1500. Di un altro discepolo di Francesco Francia fa menzione il Baldi. Questi fu Gio. Maria Chiodarolo, il quale, secondo il Bumaldo, fu anche Scultore, e lavorò intorno all’Arca di San Domenico, nella città di Bologna. Ajutò al maestro, al Costa, ed all’Aspertini, nella Chiesa di Santa Cecilia, nelle storie della Vita di quella Santa: e diconsi ancora, che fossero di sua mano le pitture nel Palazzo della Viola sotto le Logge.

Con il contributo di