Nominativo - Antonio del Pollajolo

Numero occorrenze: 1

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

Pagina 109

Vedi

Era solito quest’artefice, ogni qual volta egli intagliava alcuna cosa in argento, per empiarla di Niello, l’improntarla con terra; e gettatovi sopra zolfo liquefatto, veniva in esso talmente improntato il suo lavoro, che datavi sopra una certa tinta a olio, ed aggravatovi con un rullo di legno piano carta umida, restava nella carta l’intaglio non meno espresso, di quel ch’e’ fosse prima nell’argento: e parevan le carte disegnate con penna. Osservata questa invenzione un tal Baccio Baldini, Orefice Fiorentino, cominciò ancora esso a fare il simile; ma perch’egli avea poco disegno, facevasi quasi in tutte le opere sue assistere a Sandro Botticelli. Viveva in quel tempo, ed operava in Firenze con gran fama in ogni cosa, che all’arte del disegno appartenesse, Antonio del Pollajolo, il quale avendo vedute le cose del Baldini, si pose ancor egli ad intagliare in rame: e perch’egli era il più singolar maestro, che avesse in quel tempo l’arte del disegno, e molto intelligente dell’ignudo, essendo stato il primo che andasse investigando, per mezzo dell’anatomia, l’agitazione e rigirar de’ muscoli del corpo umano. Fece intagli in rame di gran lunga migliori, che il Finiguerra e il Baldini fatto non avevano: e fra gli altri una bellissima Battaglia, ed altre sue proprie bizzarrie invenzioni; tantoché sparsosi questo nuovo modo di disegno, in tempo che era a Roma Andrea Mantegna, esso vi si applicò di proposito, e si pose ad intagliare i suoi Trionfi. Passò poi questo magistero in Fiandra: ed un Pittore d’Anversa, chiamato Martino, intagliò molte cose; onde assai carte vennero in Italia, intagliate di sua mano, le quali fu solito contrassegnare colle lettere M. C. Le prime che si vedessero furono le Vergini prudenti e le stolte: un Cristo in Croce, a piè della quale era Maria Vergine e San Giovanni: dipoi i quattro Evangelisti in alcuni tondi: e i dodici Apostoli con Gesù Cristo in piccole carte: una Veronica con sei Santi della medesima grandezza: alcune armi di Baroni Tedeschi, rette da diverse figure: un San Giorgio, che ammazza il serpente: un Cristo avanti a Pilato: e’l Transito di Maria Vergine, presenti gli Apostoli. In ultimo fece un S. Antonio, maltrattato da’ Demonj, figurati in aspetti tanto deformi, e con invenzioni e capricci sì bizzarri, che essendo venuta questa carta alle mani di Michelagnolo Buonarruoti, allora giovanetto, si messe a colorirla. Da questo Martino apprese il modo d’imparare il chiarissimo Pittore Alberto Duro, con altri in quelle parti. Dipoi in Italia fu esercitato da Marcantonio Raimondi, discepolo del Francia Bolognese, e da altri molti, che siamo per notare a’ luoghi loro; tantoché è giunta questa nobile invenzione, prima d’intaglio a bulino, poi in acqua forte, a quel segno che è noto. E tanto basti aver detto intorno alle qualità e opere di Maso Finiguerra , del quale non abbiam potuto fin qui avere altra notizia.

Con il contributo di