Nominativo - Andrea Feltrini

Numero occorrenze: 3

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

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Dopo, che il Morto da Feltro Pittore, ebbe fatti grandi studj per l’anticaglie e grotte della città di Roma, per segnalarsi, come fece, nel bel modo di dipignere grottesche, vennesene a Firenze. Ricevettelo nella propria sua casa Andrea Feltrini, che fino allora, sotto la disciplina di Cosimo Rosselli, aveva atteso alla pittura, ed a lungo andare avendo osservata la bizzarra e nuova maniera del Morto, talmente s’invogliò di quell’arte, che a quella in tutto e per tutto si diede; onde in breve tempo, non solo operò ottimamente di grottesche; ma quelle arricchì di molte e belle invenzioni. Incominciò a far le fregiature maggiori più copiose e piene, di maniera al tutto diversa dall’antica, accompagnandole con figure. Inventò capriccioso modo di dipignere le facciate delle case, che oggi si dice a sgraffio, quale io non saprei meglio descrivere, che colle proprie parole del Vasari; dice egli dunque. Costui cominciò a dar principio di far le facciate delle case e palazzi nell’intonacato della calcina, mescolata connero di carbon pestato, ovvero paglia abbruciata, che poi sopra questo intonacato fresco dandovi di bianco, e disegnate le grottesche con quei partimenti, ch’ei voleva, sopra alcuni cartoni, spolverandogli sopra l’intonaco, veniva con un ferro a graffiar sopra quello, talmenteché quelle facciate venivano disegnate tutte da quel ferro, e poi raschiato il bianco de’ campi di queste grottesche, che rimaneva scuro, le veniva ombrando, o col ferro medesimo tratteggiando con buon disegno, tutta quell’opera con acquerello liquido, come acqua tinta dinero, andava ombrando, che ciò mostra una cosa bella, vaga e ricca da vedere. Fin qui il Vasari.

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Dopo, che il Morto da Feltro Pittore, ebbe fatti grandi studj per l’anticaglie e grotte della città di Roma, per segnalarsi, come fece, nel bel modo di dipignere grottesche, vennesene a Firenze. Ricevettelo nella propria sua casa Andrea Feltrini, che fino allora, sotto la disciplina di Cosimo Rosselli, aveva atteso alla pittura, ed a lungo andare avendo osservata la bizzarra e nuova maniera del Morto, talmente s’invogliò di quell’arte, che a quella in tutto e per tutto si diede; onde in breve tempo, non solo operò ottimamente di grottesche; ma quelle arricchì di molte e belle invenzioni. Incominciò a far le fregiature maggiori più copiose e piene, di maniera al tutto diversa dall’antica, accompagnandole con figure. Inventò capriccioso modo di dipignere le facciate delle case, che oggi si dice a sgraffio, quale io non saprei meglio descrivere, che colle proprie parole del Vasari; dice egli dunque. Costui cominciò a dar principio di far le facciate delle case e palazzi nell’intonacato della calcina, mescolata con nero di carbon pestato, ovvero paglia abbruciata, che poi sopra questo intonacato fresco dandovi di bianco, e disegnate le grottesche con quei partimenti, ch’ei voleva, sopra alcuni cartoni, spolverandogli sopra l’intonaco, veniva con un ferro a graffiar sopra quello, talmenteché quelle facciate venivano disegnate tutte da quel ferro, e poi raschiato il bianco de’ campi di queste grottesche, che rimaneva scuro, le veniva ombrando, o col ferro medesimo tratteggiando con buon disegno, tutta quell’opera con acquerello liquido, come acqua tinta di nero, andava ombrando, che ciò mostra una cosa bella, vaga e ricca da vedere. Fin qui il Vasari. Di questo modo dipinse egli in Firenze la facciata della casa de’ Gondi in Borgo Ognissanti, quella de’Lanfredini lung’Arno, tra’l Ponte a Santa Trinita e la Carraja verso Santo Spirito, quella de’ Sertini da San Michele di piazza Padella, oggi detta degli Antinori, quella già di Bartolommeo Panciatichi sulla piazza degli Agli, oggi de’ Ricci, e la facciata della Chiesa della Santissima Nunziata sopra il primo Chiostro. Fu Andrea molto adoperato in occasione di nozze e d’esequie, e d’ogni altra sorte d’apparato, e assai operò per la Serenissima Casa de’ Medici. Sono in Firenze, per le case de’ particolari, lavori finiti di sua mano, di fregiature, soffitte, cassoni, forzieri, e simili, tutti bellissimi. Fece con molta grazia, varietà e bellezza, disegni di ogni sorte di drappi e di broccati, che aggiunti alla nobiltà della materia ed eccellente maestria, con che si fabbricarono sempre nella città di Firenze simili cose, riuscirono desideratissimi per tutto il mondo. Fu però Andrea uomo tanto timoroso, che mai non volle pigliar lavoro sopra di sé, non bastandogli l’animo, dopo fatta l’opera, di farsi pagare, al contrario di tanti, e poi tanti, che dopo essersi fatti pagare, mai non lavorano, e piuttosto volle in bottega far la seconda, che l’ultima figura, benché in vita nel suo mestiere non avesse pari. Dalla medesima cagione derivò il conoscer che fece così poco la propria virtù, che potendo con poca fatica farsi ricco, contuttociò stando sempre al lavoro come un giumento, fecesi pagare scarsissimamente. Fu malinconico per natura, al che aggiunta l’incessante applicazione alle cose dell’arte, fu più volte in pericolo di esser per forza dell’umor malinconico, portato a male risoluzioni di sé, pur tuttavia volle Iddio ajutar la bontà di esso, perché fu sempre dagli amici e compagni assistito; finché ridottosi all’età di sessantaquattro anni gravemente infermatosi, se ne passò a vita migliore.

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A Aertgen di Leiden Pittore. Opere sue, e quasi sempre fece quadri di devozione 348. Agnolo di Donnino, e sue opere 120. Agostino della Robbia 67. Alberto Duro Pittore, Scultore, Architetto, e Intagliatore 161. Sue opere in intaglio 163. Sue pitture 165. Morte del medesimo 167. Qualità personali 168. Lodava e non biasimava mai l'opere degli altri 169. Alberto Ouvvater, cioè dell’Acqua, Pittore 114. Aldegraef Intagliatore e Pittore 307. Alessandro Filipepi, detto Sandro Botticelli, e sue opere 137. Alesso Baldovinetti Pittore 63. Errore del Vasari intorno al suo nascimento. Fu discepolo di Paolo Uccello 87. Altare d’Argento e Candellieri di San Giovanni, da chi fatti 116. Altobello Inclone Pittore 199. Amico Aspertino. Sfuggiva l’imitazione di Raffaello. Fu uomo stravagantissimo 233. Andrea del Bresciano 227. Andrea dal Castagno fu discepolo di Masaccio 91. Opere sue a fresco, demolite per ignoranza di chi le fece distruggere 92. Misfatto enorme, fatto da Andrea poco avanti la morte 94. Andrea Contucci Scultore assiste alla restaurazione della Santa Casa 292. Andrea Feltrini 287. Andrea Luigi Pittore 185. Luca della Robbia Scultore 130. Sua norte e sepoltura. Suo ritratto bellissimo da Andrea del Sarto nel piccolo chiostro della Santissima Nunziata 131. Sua genealogia e descendenza 132. Andrea Morenello 232. Andrea del Sarto 201. Va in Francia 204. Sue opere. Vedi per tutto il disteso di sua vita. Ultima sua opera. Sua morte 206. Andrea del Verrocchio Pittore e Scultore e Architetto. Fu scolare di Donatello 118. Operò anche in pittura, e sue opere. Abbandona la pittura, e si dà alla scultura e al getto, e perché. Fu l’inventore di gettare le cose natural, per potersele meglio studiare. Sua morte 119. Angiolo Poliziano e suo componimento nel chiostro di S. Maria Novella 63. Ans di Bruges Pittore 115. Ansano di Piero da Siena Pittore 98. Anselmo Cammei 329. Antonio del Cerajolo 264. Antonio Filarete. Fu grande Scultore, e fece molte opere, e fu gentilissimo e modestissimo 40. Antonio Gamberelli, detto Antonio Rossellino, e sue opere 39. Antonio del Pollajuolo Pittore, Scultore e Architetto. Fu prima valoroso orefice. Lavorò molto sopra l’Altare d’argento di San Giovanni. Fece molte altre opere d’oro e d’argento, tra le quali i candellieri grandi di argento pel medesimo Altare 116. Attese poi allá pittura, e superò Pietro suo maestro. Sue opere. Fece il San Cristofano nella facciata della Chiesa di S. Miniato fra le Torri 117. Morì in Roma, e sua sepoltura 118. Anton Semino Pittore 219. Anton Semino 231. Arme di Leone X sul canto di via de’ Servi sopra le case de’ Pucci 147.

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