Fu Raffaello, in ciascheduno de’ doni della Natura, un vero miracolo. Primieramente tale fu la bellezza del volto e del corpo suo, che avrebbero potuto i discepoli di lui, discorrendo secondo la falsa opinione de’ Pittagorici, affermare esser’ egli stato Apollo stesso in forma di Raffaello; alla qual bellezza, se le doti dell’animo suo congiugneremo, troveremo non essere al tutto falsa la conclusione di coloro, che pensarono non compatirsi in un solo uomo sublimità d’ingegno e bruttezza di corpo. A queste doti aveva egli congiunta una stupenda modestia, con maravigliosa attrattiva, con cui a principio di suo parlare legava ogni cuore, anzi schiava si rendeva ogni volontà.
Era liberalissimo dell’avere e del saper suo, talmenteché
non fu pittore a’ suoi tempi, a cui ajuto, consiglio o disegni per condurre sue opere, abbisognassero, ch’egli, ogni altra propria occupazione lasciando, non sovvenisse. Per queste nobilissime qualità, oltre al suo stupendo operare in pittura, non solo fecesi superiore ad ogni invidia; ma niuno tra’ professori fu, che in gran venerazione non lo avesse: e beato si chiamava chi poteva, anche senz’aver con lui che trattare, godere della presenza sua; tantoché non mai usciva in pubblico, che e’ non fosse accompagnato da gran comitiva di virtuosi, ed altri amatori delle bellissime doti sue. Tenne, come si è detto, assai pittori in ajuto delle sue opere: e quantunque, come bene spesso suole fra molti accadere, fosse fra alcuni qualche volta discordia o emulazione; questi però col solo vedere di tal uomo, non solamente si componevano, ma si scordavano affatto di ogni rancore o male affetto; anzi si dice, che non pure gli uomini, ma fino gli animali stessi lo rispettavano ed onoravano. Ebbe amici in ogni parte, e particolar corrispondenza con Alberto Duro Tedesco, che lo regalò del proprio ritratto di sua mano, al quale corrispose Raffaello con un donativo di proprj disegni. Tenne per tutta Italia disegnatori, particolarmente a Pozzuolo, e fino in Grecia; onde non gli mancò mai da vedere in disegno quanto di bello e di buono ha la Natura prodotto, e quanto può desiderarsi in queste professioni. Finalmente fu Raffaello da Urbino, e per li doni della Natura, e per l’industria nell’Arte, tale quale è stato fino al presente tempo, e qual sempre sarà, nel concetto de’ posteri uno de’ più degni e pregiati uomini, che mai avesse il mondo.