Luogo - via de’ Martelli

Numero occorrenze: 3

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

Pagina 13

Vedi

Nel muro d’una Casa della nobil Famiglia de’ Pecori, la quale fa cantonata nelle dua vie, cioè il Chiassuolo, che viene di via de’ Martelli, e la via, che da S. Giovannino porta a S. Maria Nuova, eransi cominciate a vedere certe enfiagioni nel detto muro allato appunto ad un Tabernacolo, dove è una bella Madonna col Bambino in Collo, e appresso alcuni Santi di mano di Fra Filippo Lippi, e quella parte così mossa minacciava rovina, onde i Padroni per timore di maggior male ordinarono, che fusse raccomodata. Una sera di state nello smurare, che facevano i Muratori, cadde una buona quantità di quella parte che era così gonfia, e spiccata dalla corteccia interiore del Muro, e rimase scoperto in un grande, e mal proporzionato Tabernacolo fatto al modo antico de’ tempi di quest’Artefice, prima il Santo volto di Maria Vergine col Figliuolo in collo, poi apparirono i volti di diversi Santi tutte figure intere grandi, quanto il naturale; finalmente si fe vedere il rimanente delle figure dipinte in esso Tabernacolo, il quale come è probabile, e quasi evidente, era anticamente stato fatto chiudere, e rimurare, per fare allato al medesimo l’altro bel Tabernacolo ch’aviamo detto, che fu dipinto per mano del celebre Fra Filippo Lippi; e perché gli huomini di quei tempi nel serrar l’antico, per reverenza non vollero, ne guastare, ne imbrattare di calcina le vecchie Immagini, non appiccarono a quelle il nuovo muro, onde in processo di tempo venne quella parte esteriore di esso, che noi diremmo fatta a mattone sopra mattone a dare in fuori con quella enfiagione, segno d’imminente rovina. Questa gradita novità adunque; dico l’inaspettato scoprimento di quella sacra Imagine accese il divoto Popolo per modo, che quantunque fusse già sopraggiunta la notte, vi corse con gran devozione, e festa, quasi rallegrandosi di vedere dopo circa 350. Anni sprigionato quel sacro pegno. Fu poi dopo pochi giorni rimurata la maggior parte del vano dello stesso Tabernacolo, e lasciatavi solamente un’apertura per quanto si possa tuttavia vedere il sacro volto con parte del busto di Maria sempre Vergine, e del Figliuolo. Continuavasi la Divozione, e vi si veggono appesi molti segni di ricevute grazie, e tanto basti di questo.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

Pagina 100

Vedi

Rispetto a quanto si è detto della Cappella de’ Martini è da notarsi come questa in antico era nel luogo appunto, ove ora veggiamo il bel ricetto della Cappella di sant’Antonino fattavi da’ Salviati per dar luogo al sacro Corpo del santo. Per la famiglia degli Spinelli colorì a fresco nella sopradetta facciata di santa Croce la storia di san Tommaso, che alla presenza degli altri Apostoli tocca la piaga al Signore; ed appresso a questa, la figura del san Cristofano alta dodici braccia, e mezzo, della quale non era fino a quel tempo stata veduta la più proporzionata, ed anche la maggiore, toltone il san Cristofano di Buffalmacco; e pe’ Frati di quel Convento dipinse pure a fresco tutte le figure e storie, che fino ad ora si veggono dentro la porta del Martello. Qui diede egli materia per lo nascimento di quel detto fattosi ormai molto familiare di chi vuol piacevolmente esplicare la prestezza d’un pittore nel dipignere, cioè io fo un santo, e vengo; perché nel dipignere, che faceva una mattina Lorenzo in quel luogo, essendosi già l’ora fatta ben tarda, chiamato a tavola dal Guardiano disse, fate fare le scodelle a vostra posta, che io fo intanto una figura e vengo. Dipinse poi molti tabernacoli nelle facciate, e cantonate di varie strade, case, e Monasterj in Firenze, parte delle quali ha pure il tempo disfatte, restando però assai bene conservato quello della via de’ Martelli, dove nella facciata d’una casa di quella famiglia è figurata Maria Vergine con Gesù; ed il vedere che Lorenzo operò per casa Martelli, mi conferma nella credenza di cio, che dicemmo di sopra, che Donatello, che fu poi sempre parzialissimo della stessa casa, fosse stato suo discepolo.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

Pagina 108

Vedi

M Madonna in sul canto delle due vie, cioè il Chiassuolo che vien di via de’ Martelli, e la via che da S. Giovanni porta a S. Maria Nuova, ritrovatasi ultimamente 13. Madonna sul d. canto di Fra Filippo Lippi 12. Madonna del Campo Santo di Pisa da chi dipinta 34. Madonna de’ Denti di Bologna 35. Madonna de’ Tribolati in S. Petronio di Bologna da chi dipinta 83. Marco da Montepulciano pitt. 100. Marco di Guccio scult. 80. Mariotto Orcagna pitt. Fiorentino 73. Masolino da Panicale pit. sua vita 108. Maso del Saggio 25. 27. Matteo Iacopi dipintore 43. Michel Ruoti nobile Fiorentino 99. Michelagnolo Buonarroti loda una pittura a 83. Mino da Siena pitt. 74. Miracolo della neve nel luogo ov’è S. Maria Maggiore di Roma 9. Moccio scult. e archit. Sanese 74. Modello della Chiesa di S. Maria del Fiore rappresentato da Simon Memmi 4. Monaco dell’Isole d’Oro sua vita 88. interpetra più poetici scritti de’ Poeti Provenzali 89. nato della nobilissima famiglia Cibò 90. predice cose future 90. Monastero degli Angeli di Firenze 61. Monastero di Certosa 56. quando fabbricato 69. Monte Esquilino in Roma, luogo ove fu edificato il Tempio di S. M. Maggiore 9. Monte Giovi, Monsommano, Marti da che detti così 99. Mortalità dell’anno 1348. sua descrizione 66. Mulina di S. Gregorio in Firenze da chi architettate 37. Munistero delle Donne di Porta a Faenza 12. 26. Mura della Città del Borgo a San Sepolcro rovinate l’anno 1383. 107. Musaico di S. Maria Maggiore in Roma 9. Musaici della Tribuna del Tempio di san Giovanni restaurati 41.

Con il contributo di