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Abeto
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Le quali cose presupposte, dico che antichissime e nobilissime sono ambedue, mercè che dal primo Plasticatore Iddio, della terra vergine elementaria da sé creata, fu fatta la plastica del primo uomo; ed affermano ancora che
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Doveavansi fare alcune Pitture nell’antica Chiesa per entro la Cappella, che stata di diverse famiglie, poi fu ed è della nobil famiglia de’
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A’ PAESANI DEL
Credidit ut CIMABOS picturae castra tenere; Sic tenuit. Verum nunc tenet astra poli,
Credette
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Ma perché più facil cosa è, che sappia un forsennato ciò che si fece nella propria casa, di quel che il savio saper possa ciò che nell’altrui; veggiamo un poco, quanto sopra di ciò, ci lasciò scritto uno della propria casa e famiglia di Et maxime modicum durat hæc nostra fama vanagloriosa, si ætates subtiles sequantur, ut patet in
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LX. 1643 L’abate Francisci tempore
E non si sapendo esser nel Mondo il più sufficiente, né il più universale di
Pictores insignes, quorum Princeps fuit
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LXIII. 1655 Verum mortuorum Claustrum, et Fratrum Capitulum videre non omittas, architectonicè enim et pictura ita excellit, ut
cuique admirationi sit; ac velim cures, ut ex illis Fratribus unus aut alter tibi imaginem
Siccome non tralasciano gli Scrittori mentovare, non mancano anche del pari ridurre alla memoria l’origine, e vero
rinascimento all’
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1672 Ma perché le cose giù in terra non serbano mai uno stato medesimo; e quelle, che son giunte al sommo, è forza di nuovo tornino a cadere con perpetua vicissitudine, l’Arte che da
Viddero insieme coll’antichissima
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Ora se da quanto s’è portato fin quì, che pure è un bene scarso saggio di ciò che del molto, ch’è stato detto e scritto in quattro interi secoli, potrebbe addursi, si può cavar conseguenza, che L’IGNARA PLEBE NON SOLO, MA QUALCHE BUONO AUTORE DEL PASSATO, E DEL PRESENTE SECOLO, CAMMINANDO SU L’ALTRUI FEDE, ED ALLA CIECA, SIASI
LASCIATO PORTARE DA SÌ VANA CREDENZA, ED ERRONEA OPINIONE, il lasciamo alla
considerazione di chi legge; e se l’Autore soggiungerà che con le pochissime pitture da esso addotte a confermazione di sua sentenza, dico di quelle ch’egli stesso confessa che oggi più non si veggono, ma resta la fede di lor bontà appresso al
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E pure l’opere di
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Fu sua invenzione la
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A
Adorazione de’ simolacri proibita al popolo di
Albero della casa di
Apologia a pro delle glorie della
Autori, che appresso i Greci scrissero avanti a
Avanti a
Amicizia tra
Amicizia tra
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P
Proemio dell’Opera 1.
Pittura, e Scultura sono una cosa stessa 2. lor divisione da che proceda 2. Procedono dallo stesso principio che è il disegno 2. Dall’
Plastica del primo Uomo 2.
Pitture de’ Greci in
Provvisione ottenuta nel Consiglio della Città di
Paradiso si piglia per atrio, e portico di Chiesa, avvertimento dell’Autore intorno a ciò 48.
Papa
Papa
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T
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Breccia
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Calcedonio
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Cammeo
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Campanini
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Cere colorate
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Colature d'acque
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Commesso
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Diaspro
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Embrici
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Gesso
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Marmo
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Marmo
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Marmo
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Marmo
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Marmo
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Mattoni
Lateres.
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Mischio
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Mischio di Pietrasanta
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Nero di Carrara
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Noce
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Nocella
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Obelisco
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Occhiali
Multi dubitant, utrum veteres conspicilia habuerint nec ne; quoniam Plinius rerum omnium Scriptor diligentissimus, nullum de his verbum faciat. Contra verò mentio horum apud Plautum fiat, cum ait: Vitrum cedo, necesse est conspicilia uti. Id quod nulla alia de re, quam despecillis, quæ vulgo ocularia dicuntur, potesti intelligi.
Non è ancora venti anni, che si trovò l'Arte di fare gli occhiali, che fanno veder bene, che è una delle migliori Arti, e delle più necessarie, che 'l mondo abbia.
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Paragone
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Pietra
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Pomella
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Porfido
porphyrites
Porphyra.
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Sasso
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Sasso
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Sasso
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Sasso
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Sasso
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Scene
Ait Prætor. ff. de his qui not. infam
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Sega
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Verde antico
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Sorgozzone
Perchè allora le buche (vuol dir delle torri) eran piene di legnami grossi, ch'eran travi di quercia e castagno, le quali sostenute da certi sorgozzoni di legname fitti nelle medesime buche, facevan puntello per reggerle (come è rimasto questo modo ancora negli sporti, che noi veggiamo al presente inFirenze ) quali circondando in torno a dette travi per ispazio di braccia quattro, facevan palchi di legnami, di che era copioso il paese, alcuni balconi, o terrazzi, o ballatoi, che gli vogliam chiamare, da' quali egli giudicavano poter difendere l'entrate principali delle torri; e combattendo con sassi, per l'altezza di quelle facevano caditoie fuori e dentro nelle volte, che col fuoco non potevano esser'arse: i quali luoghi per virtù di queste difese si difendevano ogni dì dalle scorrere de' popoli della Città; e dall'altezza di quelle vedevano di fuori chi veniva ad offendergli, e sapevano tutto quello si faceva per la Città, per contrassegni che da quelle altezze, con fuochi ed altri cenni, mostravano.
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Or sia com’esser si voglia; cominciamo a dire alcuna cosa di
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Discepolo di
Petrus Laurati de Senis.
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Discepolo di Simon Memmi, fioriva del 1325.
Questo pittore, che dal Lippus me pinxit Memmi, rem gratia tinxit.
Opus Memmi de Senis me fecit
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Discepolo di
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Essendosi a tempo di questo pittore ridotte a termine le volte della
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Operò nel sacro
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È notissimo per le nostre storie il decreto, che fecero i Fiorentini, che in memoria della ricevuta grazia per la cacciata di quel tiranno si dovesse per l’avvenire ogn’anno solennizzare come Pasqua il giorno della festività di Sant’Anna Madre della Gran Madre di Dio, e che nello stesso giorno correr si dovesse un palio di panno lucchesino, e si facessero solenni ufficj, ed offerta per lo comune, e per tutte l’arti, e magistrati della Città.
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