Luogo - Siena

Numero occorrenze: 22

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

Pagina 6

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Similmente la Città di Roma , Venezia , Siena e Bologna , anzi per quanto pur’io medesimo ò veduto, non dubito punto di affermare, che quasi ogni Città nutrisse i suoi Pittori; ma però senza che mai si scorgesse in quegli alcun meglioramento dal goffo modo che i Greci tenevano; ed è certa cosa che e’non vi fecero allievi che punto valessero; onde a gran ragione l’antica e la moderna età, solo a Cimabue che tanto l’Arte megliorò, comunicandola anche ad altri che poi eccellentemente la professarono, à data la prima lode. Merita contuttociò il nominato Margaritone qualche memoria fra gli uomini, non solo per essersi affaticato in tuttociò che a ciascheduna di queste bell’Arti appartiene, ed aver’ in esse moltissimo operato, benché all’antico barbaro modo; ma per esser’egli stato il primo che cominciasse a rapportar sopra le tavole alcune tele, quelle dipoi ingessando per dipingervi sopra; costume seguitato dopo di lui da’ megliori Maestri antichi, per assicurar le lor pitture dall’aprirsi col tempo e fendersi delle tavole. Fece lo stesso Margaritone con suo modello l’anno 1270. il Palazzo de’ Governatori nella Città d’ Ancona , e nella parte più alta di otto finestre della facciata di esso, intagliò otto Storie di mezzo rilievo del Vecchio Testamento. Fu similmente fatta con suo disegno la Chiesa di S. Ciriaco , e altr’opere fece di Scultura e Architettura della vecchia maniera, che per brevità si tralasciano. Ma tornando ora a Cimabue ; averei io avuto gran piacere, che mi fosse riuscito il dare alcuna notizia più particolare dello stato e persona di lui; ma col fuggire de’ quattro Secoli, sonosi anche dileguate assai delle desiderate memorie: onde a me piace ora il portare in questo luogo, quel poco che si trova in antiche Scritture, che quantunque non abbia un appicco immediato, e per conseguenza indubitato con Cimabue , à però in sé tali circostanze, e di nome, e di luoghi, e di tempi, che a mè pare non potersi affermare senza temerità, che a lui non appartenga. Dico dunque, che siccome egli sortì ne’ suoi per altro infelici tempi, di aver fama del primo Pittore del Mondo, così fu egli perciò sì riputato, e gli furon date a fare tant’opere, e sì magnifiche; ch’egli divenne ricco, e ciò mostra assai chiaro l’essere stati aggravati quegli di sua famiglia, ne’ quali io stimo che pervenissero le sue facoltà, delle più grosse prestanze che allora fossero solite ricercarsi nella Città di Firenze ne’ maggiori bisogni, da qualsifosse benestante e ricco.

Vocabolario

1681

Agata

Vedi
Agata
f. Una pietra chiamata dagli Antichi
Acate
, perchè la prima fu trovata in Sicilia appresso 'l fiume Acate. Se ne trova di diversi colori e macchie, come a suo luogo si dirà, che però è stata chiamata con diversi nomi, come per esempio
Phassacate
,
Ceracate
,
Demtracate
,
Leucacate
,
Hemacate
,
Corallacate
, ed altri secondo, i colori de' quali la vedevano macchiata. Serve questa pietra per far bellissimi lavori di commesso; e Plinio afferma ch'ell'abbia ammirabil virtù contro il morso de' Serpenti, e però in quella parte di Sicilia, ove l'Agate si trovano, non sien velenosi gli Scorpioni. Ora perchè non è noto a noi il modo d'applicare i sopraccitati suoi nomi, o altri, che dagli Autori fossero dati a questa pietra, ci serviremo di quei, che già per gran serie d'anni sono stati dati, e dannosi tuttavía a diversi colori e qualità di Agate da ottimi Maestri della real Gallería del Serenissimo Granduca, la quale per la quantità innumerabile, che tanto di questa, quanto d'ogni altra preziosa pietra conserva, pare che possa chiamarsi una miniera universale, atta a condire tutto il Mondo: e similmente per quello che appartiene alle particolari qualità e grandezze de' pezzi della medesima e d'ogni altra pietra preziosa, della quale siamo per far memoria, intendiamo sempre di parlare, secondo quello che fin quì s'è osservato in essa real Galleria; potendo essere che in altre parti del Mondo per lo passato o per l'avvenire, alcuna volta si sia veduto, o sia per vedersi, alcun pezzo maggiore delle grandezze che siamo noi per notare, ed anche diverso in altre qualità.
Agata Orientale
. Pietra prezziosa durissima lineata di linee lattee, ed alcune azzurricce più e meno grosse, le quali inegualmente si raggirano intorno ad occhietti piccolissimi, raddoppiandosi sottilmente, per così dire, in infinito a foggia d'una matassetta di sottilissime fila, e alcune volte intorno alla
madre
, che è uno spazzio in tutto e per tutto simile al ghiaccio
. È in ogni parte trasparente, ma nel ghiaccio molto più ed è opinione de' pratici, che questa si trovi nella Persia. Riceve acceso pulimento; si lavora con sega, ruota, e spianatoio; e serve per lavori di commesso.
Agata sardoniata
. Pietra prezziosa Orientale, durissima, trasparente, che in ogni sua parte riceve lucidissimo pulimento. À in sè alcune macchie bislunghe a similitudine degli occhi degli uomini, grandi alcuna volta quanto una mano, e alcuna volta più lunghe, e anche di forme diverse lunghe e torte a righe, tutte di color nero, che dolcemente sfumano in alcune onde o vene di color capellino, a similitudine delle macchie del legno. Seguono poi sopra esse alcune altre simili vene o righe lattate, con qualche righetta di bianco sudicio terminante in campo capellino e nero. Trovasene per ordinario pezzi quanto una mano al più e serve per opera di commesso: si lavora con sega, ruota, e spianatoio.
Agata di Siena bianca e nera
. Pietra prezziosa dura quanto i Diaspri, che si trova nelle Campagne di Siena: è macchiata, o vogliamo dire più propiamente marezzata d'un marezzo nero bianco giallo, e di moltissime altre mezzetinte sudice, cioè di colore fra 'l giallo bianco e nero, e nelle vene, che à bianche, è trasparente; à però qualche pelo intorno alla scorza. Serve per opere di commesso; si lavora con sega, ruote, e spianatoi: se ne trova di mezzo braccio in circa, e riceve bellissimo pulimento.
Agata di Siena col fondo nero
. Pietra prezziosa durissima, le sue macchie sono alcune fila bianche livide, che annodandosi, e risegandosi fra di loro inegualmente formano diversi spazzj neri più e meno grandi. Riceve lucidissimo pulimento; lavorasi con sega ruota e spianatoio. I maggiori pezzi che si trovino, arrivano alla misura del braccio Toscano; serve per lavori di forme e commesso. Di questa pietra è fatto il fondo dell'imbasamento del Ciborio della real Cappella di S. Lorenzo, e le colonnette dello stesso.
Agata di Siena colori diversi
. Pietra preziosa dura quanto i Diaspri, che si trova nelle Campagne di Siena: è lineata di diverse linee in gran numero, seguite l'una appresso all'altra, ondeggianti a similitudine del legname dell'Olivo; ma di color bigio, nericcio, capellino, bianco, e azzurigno sfumato. È tutta trasparente; ma nelle parti chiare, e molto più vedonsene alcune, che dopo le nominate linee, ne anno delle paonazze simili all'Amatista. Riceve lucido pulimento; e serve per operar di commesso; lavorasi con sega, ruota, e spianatoio; e le maggiori che si trovino, per ordinario non eccedono la misura di due terzi di braccio.
Agate diverse
: siccome diversi sono i nomi dell'Agate, come aviamo a principio accennato, così anche diverse qualità d'Agate si trovano. Quella che dicesi
Corallacate
: contiene in sè alcune macchie a foggia di gocciole d'oro, come il Saffiro ed è chiamata
sacra
, dicono trovarsi molte di queste nella Candia. Ne vengono anche dall'India, le quali si vedono con diverse macchie, maravigliosamente dipinte dalla Natura; altre in sembianza di statue, altre d'animali, di fiumi, d'alberi, e simili: e dicono, che queste abbiano virtù di spegnere la sete tenute in bocca. Ne vengono ancora dalla Persia (e queste abbruciate rendono odore di mirra) d'Arabia, di Cipri, e d'altre molte parti, alle quali attribuiscono gli Autori varie virtù, che non è nostro intento il descrivere; bastandoci solo l'aver dato qualche notizia particolare de' colori e macchie delle più principali, che servono alle nostre Arti.

Vocabolario

1681

Agata

Vedi
Agata
f. Una pietra chiamata dagli Antichi
Acate
, perchè la prima fu trovata in Sicilia appresso 'l fiume Acate. Se ne trova di diversi colori e macchie, come a suo luogo si dirà, che però è stata chiamata con diversi nomi, come per esempio
Phassacate
,
Ceracate
,
Demtracate
,
Leucacate
,
Hemacate
,
Corallacate
, ed altri secondo, i colori de' quali la vedevano macchiata. Serve questa pietra per far bellissimi lavori di commesso; e Plinio afferma ch'ell'abbia ammirabil virtù contro il morso de' Serpenti, e però in quella parte di Sicilia, ove l'Agate si trovano, non sien velenosi gli Scorpioni. Ora perchè non è noto a noi il modo d'applicare i sopraccitati suoi nomi, o altri, che dagli Autori fossero dati a questa pietra, ci serviremo di quei, che già per gran serie d'anni sono stati dati, e dannosi tuttavía a diversi colori e qualità di Agate da ottimi Maestri della real Gallería del Serenissimo Granduca, la quale per la quantità innumerabile, che tanto di questa, quanto d'ogni altra preziosa pietra conserva, pare che possa chiamarsi una miniera universale, atta a condire tutto il Mondo: e similmente per quello che appartiene alle particolari qualità e grandezze de' pezzi della medesima e d'ogni altra pietra preziosa, della quale siamo per far memoria, intendiamo sempre di parlare, secondo quello che fin quì s'è osservato in essa real Galleria; potendo essere che in altre parti del Mondo per lo passato o per l'avvenire, alcuna volta si sia veduto, o sia per vedersi, alcun pezzo maggiore delle grandezze che siamo noi per notare, ed anche diverso in altre qualità.
Agata Orientale
. Pietra prezziosa durissima lineata di linee lattee, ed alcune azzurricce più e meno grosse, le quali inegualmente si raggirano intorno ad occhietti piccolissimi, raddoppiandosi sottilmente, per così dire, in infinito a foggia d'una matassetta di sottilissime fila, e alcune volte intorno alla
madre
, che è uno spazzio in tutto e per tutto simile al ghiaccio
. È in ogni parte trasparente, ma nel ghiaccio molto più ed è opinione de' pratici, che questa si trovi nella Persia. Riceve acceso pulimento; si lavora con sega, ruota, e spianatoio; e serve per lavori di commesso.
Agata sardoniata
. Pietra prezziosa Orientale, durissima, trasparente, che in ogni sua parte riceve lucidissimo pulimento. À in sè alcune macchie bislunghe a similitudine degli occhi degli uomini, grandi alcuna volta quanto una mano, e alcuna volta più lunghe, e anche di forme diverse lunghe e torte a righe, tutte di color nero, che dolcemente sfumano in alcune onde o vene di color capellino, a similitudine delle macchie del legno. Seguono poi sopra esse alcune altre simili vene o righe lattate, con qualche righetta di bianco sudicio terminante in campo capellino e nero. Trovasene per ordinario pezzi quanto una mano al più e serve per opera di commesso: si lavora con sega, ruota, e spianatoio.
Agata di Siena bianca e nera
. Pietra prezziosa dura quanto i Diaspri, che si trova nelle Campagne di Siena: è macchiata, o vogliamo dire più propiamente marezzata d'un marezzo nero bianco giallo, e di moltissime altre mezzetinte sudice, cioè di colore fra 'l giallo bianco e nero, e nelle vene, che à bianche, è trasparente; à però qualche pelo intorno alla scorza. Serve per opere di commesso; si lavora con sega, ruote, e spianatoi: se ne trova di mezzo braccio in circa, e riceve bellissimo pulimento.
Agata di Siena col fondo nero
. Pietra prezziosa durissima, le sue macchie sono alcune fila bianche livide, che annodandosi, e risegandosi fra di loro inegualmente formano diversi spazzj neri più e meno grandi. Riceve lucidissimo pulimento; lavorasi con sega ruota e spianatoio. I maggiori pezzi che si trovino, arrivano alla misura del braccio Toscano; serve per lavori di forme e commesso. Di questa pietra è fatto il fondo dell'imbasamento del Ciborio della real Cappella di S. Lorenzo, e le colonnette dello stesso.
Agata di Siena colori diversi
. Pietra preziosa dura quanto i Diaspri, che si trova nelle Campagne di Siena: è lineata di diverse linee in gran numero, seguite l'una appresso all'altra, ondeggianti a similitudine del legname dell'Olivo; ma di color bigio, nericcio, capellino, bianco, e azzurigno sfumato. È tutta trasparente; ma nelle parti chiare, e molto più vedonsene alcune, che dopo le nominate linee, ne anno delle paonazze simili all'Amatista. Riceve lucido pulimento; e serve per operar di commesso; lavorasi con sega, ruota, e spianatoio; e le maggiori che si trovino, per ordinario non eccedono la misura di due terzi di braccio.
Agate diverse
: siccome diversi sono i nomi dell'Agate, come aviamo a principio accennato, così anche diverse qualità d'Agate si trovano. Quella che dicesi
Corallacate
: contiene in sè alcune macchie a foggia di gocciole d'oro, come il Saffiro ed è chiamata
sacra
, dicono trovarsi molte di queste nella Candia. Ne vengono anche dall'India, le quali si vedono con diverse macchie, maravigliosamente dipinte dalla Natura; altre in sembianza di statue, altre d'animali, di fiumi, d'alberi, e simili: e dicono, che queste abbiano virtù di spegnere la sete tenute in bocca. Ne vengono ancora dalla Persia (e queste abbruciate rendono odore di mirra) d'Arabia, di Cipri, e d'altre molte parti, alle quali attribuiscono gli Autori varie virtù, che non è nostro intento il descrivere; bastandoci solo l'aver dato qualche notizia particolare de' colori e macchie delle più principali, che servono alle nostre Arti.

Vocabolario

1681

Agata

Vedi
Agata
f. Una pietra chiamata dagli Antichi
Acate
, perchè la prima fu trovata in Sicilia appresso 'l fiume Acate. Se ne trova di diversi colori e macchie, come a suo luogo si dirà, che però è stata chiamata con diversi nomi, come per esempio
Phassacate
,
Ceracate
,
Demtracate
,
Leucacate
,
Hemacate
,
Corallacate
, ed altri secondo, i colori de' quali la vedevano macchiata. Serve questa pietra per far bellissimi lavori di commesso; e Plinio afferma ch'ell'abbia ammirabil virtù contro il morso de' Serpenti, e però in quella parte di Sicilia, ove l'Agate si trovano, non sien velenosi gli Scorpioni. Ora perchè non è noto a noi il modo d'applicare i sopraccitati suoi nomi, o altri, che dagli Autori fossero dati a questa pietra, ci serviremo di quei, che già per gran serie d'anni sono stati dati, e dannosi tuttavía a diversi colori e qualità di Agate da ottimi Maestri della real Gallería del Serenissimo Granduca, la quale per la quantità innumerabile, che tanto di questa, quanto d'ogni altra preziosa pietra conserva, pare che possa chiamarsi una miniera universale, atta a condire tutto il Mondo: e similmente per quello che appartiene alle particolari qualità e grandezze de' pezzi della medesima e d'ogni altra pietra preziosa, della quale siamo per far memoria, intendiamo sempre di parlare, secondo quello che fin quì s'è osservato in essa real Galleria; potendo essere che in altre parti del Mondo per lo passato o per l'avvenire, alcuna volta si sia veduto, o sia per vedersi, alcun pezzo maggiore delle grandezze che siamo noi per notare, ed anche diverso in altre qualità.
Agata Orientale
. Pietra prezziosa durissima lineata di linee lattee, ed alcune azzurricce più e meno grosse, le quali inegualmente si raggirano intorno ad occhietti piccolissimi, raddoppiandosi sottilmente, per così dire, in infinito a foggia d'una matassetta di sottilissime fila, e alcune volte intorno alla
madre
, che è uno spazzio in tutto e per tutto simile al ghiaccio
. È in ogni parte trasparente, ma nel ghiaccio molto più ed è opinione de' pratici, che questa si trovi nella Persia. Riceve acceso pulimento; si lavora con sega, ruota, e spianatoio; e serve per lavori di commesso.
Agata sardoniata
. Pietra prezziosa Orientale, durissima, trasparente, che in ogni sua parte riceve lucidissimo pulimento. À in sè alcune macchie bislunghe a similitudine degli occhi degli uomini, grandi alcuna volta quanto una mano, e alcuna volta più lunghe, e anche di forme diverse lunghe e torte a righe, tutte di color nero, che dolcemente sfumano in alcune onde o vene di color capellino, a similitudine delle macchie del legno. Seguono poi sopra esse alcune altre simili vene o righe lattate, con qualche righetta di bianco sudicio terminante in campo capellino e nero. Trovasene per ordinario pezzi quanto una mano al più e serve per opera di commesso: si lavora con sega, ruota, e spianatoio.
Agata di Siena bianca e nera
. Pietra prezziosa dura quanto i Diaspri, che si trova nelle Campagne di Siena: è macchiata, o vogliamo dire più propiamente marezzata d'un marezzo nero bianco giallo, e di moltissime altre mezzetinte sudice, cioè di colore fra 'l giallo bianco e nero, e nelle vene, che à bianche, è trasparente; à però qualche pelo intorno alla scorza. Serve per opere di commesso; si lavora con sega, ruote, e spianatoi: se ne trova di mezzo braccio in circa, e riceve bellissimo pulimento.
Agata di Siena col fondo nero
. Pietra prezziosa durissima, le sue macchie sono alcune fila bianche livide, che annodandosi, e risegandosi fra di loro inegualmente formano diversi spazzj neri più e meno grandi. Riceve lucidissimo pulimento; lavorasi con sega ruota e spianatoio. I maggiori pezzi che si trovino, arrivano alla misura del braccio Toscano; serve per lavori di forme e commesso. Di questa pietra è fatto il fondo dell'imbasamento del Ciborio della real Cappella di S. Lorenzo, e le colonnette dello stesso.
Agata di Siena colori diversi
. Pietra preziosa dura quanto i Diaspri, che si trova nelle Campagne di Siena: è lineata di diverse linee in gran numero, seguite l'una appresso all'altra, ondeggianti a similitudine del legname dell'Olivo; ma di color bigio, nericcio, capellino, bianco, e azzurigno sfumato. È tutta trasparente; ma nelle parti chiare, e molto più vedonsene alcune, che dopo le nominate linee, ne anno delle paonazze simili all'Amatista. Riceve lucido pulimento; e serve per operar di commesso; lavorasi con sega, ruota, e spianatoio; e le maggiori che si trovino, per ordinario non eccedono la misura di due terzi di braccio.
Agate diverse
: siccome diversi sono i nomi dell'Agate, come aviamo a principio accennato, così anche diverse qualità d'Agate si trovano. Quella che dicesi
Corallacate
: contiene in sè alcune macchie a foggia di gocciole d'oro, come il Saffiro ed è chiamata
sacra
, dicono trovarsi molte di queste nella Candia. Ne vengono anche dall'India, le quali si vedono con diverse macchie, maravigliosamente dipinte dalla Natura; altre in sembianza di statue, altre d'animali, di fiumi, d'alberi, e simili: e dicono, che queste abbiano virtù di spegnere la sete tenute in bocca. Ne vengono ancora dalla Persia (e queste abbruciate rendono odore di mirra) d'Arabia, di Cipri, e d'altre molte parti, alle quali attribuiscono gli Autori varie virtù, che non è nostro intento il descrivere; bastandoci solo l'aver dato qualche notizia particolare de' colori e macchie delle più principali, che servono alle nostre Arti.

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1681

Pagina 43

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Lasciando io ora da parte questa ragione, che a mio parere nulla stringe, io trovo che il Vasariedizione del 1568 p. p. a c. 143 dice molto chiaramente, e tassativamente afferma, che Ugolino fusse sì bene ne’ tempi di Stefano, ma non già che fusse suo discepolo, e poco appresso che il Maestro suo fusse Cimabue; onde io non ho mai saputo capire, come il detto Autore possa essersi ingannato in cosa tanto manifesta. Pervenne Ugolino all’età decrepita, e finalmente nell’anno 1349 o 1339, come un altro afferma, passò all’altra vita, e in Siena sua Patria fu sepolto.

Vocabolario

1681

Alabastro

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Alabastro
m. Spezie di marmo finissimo e trasparente, più tenero assai del marmo.
Alabastro di Montalcino
. Pietra tenera ma vaghissima, che riceve ogni sorte di pulimento; è di color bianco livido, venato, o ondato: serve per lavori di commesso, e per ogni altro lavoro tondo e quadro, ed anche per pavimenti. Si cava nello stato di Siena presso alla Città di Montalcino, donde prende il nome.
Alabastro di Montalto
. Pietra dura quanto il Giallo orientale, di color capellino più chiaro e più scuro, tutta venata con vene alquanto più chiare e scure, ma sempre però fra 'l giallo, bianco livido, e capellino. Cavasi in Montalto luogo del territorio di Roma (donde prende il nome) d'ogni grandezza: si lavora con sega e scarpello, per lavoro di quadro e tondo, per commessi e pavimenti.
Alabastro di Sicilia
. Pietra dura quanto il Mistio di Saravezza nodoso; è di color rosso, con macchie giuggioline, dorate, verdi, bianche, e nella parte rossa assai tenero, nelle bianche arriva quasi alla durezza dell'Agata, ed in queste non ammette se non con difficoltà lo scarpello: si lavora con sega, ruota, e spianatoio; e riceve pulimento acceso. Di questa pietra fannosi le Colonne ed altri lavori della Cappella di S. María Maddalena de' Pazzi nella Chiesa del Monastero di S. Maria degli Angioli.
Alabastro di Volterra
. Pietra bianca tenera e alquanto trasparente. Vale a più usi, e particularmente per far piccole figure: si lavora con coltelli con molta facilità e cotta fa quella sorta di gesso, che i Professori dicono
gesso da oro
, il qual serve per dorare, e fare imprimitura a tele o tavole per dipignervi sopra
.

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1681

Pagina 59

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E che a questa voce voltatosi Dante, e conosciuto, che chi lo chiamava era suo amico, con allegrezza esclamando Oh dissi lui, non sè tu Oderisi? etc. Sicché s’egli finge d’essere stato veduto, e riconosciuto, e chiamato per nome da Oderigi, ed altresì d’aver lui riconosciuto l’amico già defunto, certo è che fra di loro mentre vivevano passò tal dimestichezza, e familiarità, quale suol passar tra coloro, che per lunga consuetudine diventano amici. E usò il Poeta quest’Artifizio d’essere raffigurato da tulle quelle Persone di già morte, che in vita erano state sue conoscenti e dimestiche; ed eccone la prova. Di M. Brunetto Latini suo Maestro dell’umane lettere, dice: Così adocchiato da cotal famiglia
Fui conosciuto da un che mi prese
Per lo lembo, e gridò qual maraviglia?
In persona di Capocchio da Siena, che si dice essere stato suo Compagno nelli studi della natural Filosofia, parla cosi Aguzza ver me l’occhio,
Sicché la faccia mia ben ti risponda.
E vedrai ch’io son l’ombra di Capocchio,
Che falsai li metalli con Alchimia,
E ti dee ricordar, se ben t’adocchio
Com’io fui di natura buona Scimia.

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1681

Pagina 67

Vedi

Discepoli di GIO. DI NICCOLA PISANO, fiorivano del 1300. Furono gli Antenati di questi Artefici Professori d’Architettura, essendo che si trovi, che fino dell’anno 1190. reggendo il governo di Siena lor Patria i tre Consoli, fusse data con loro disegno l’ultima perfezione a Fontebranda, e poco doppo sotto lo stesso governo alla Dogana di quella Città, ed altri edifici; questi però, de’ quali ora intendiamo parlare, cioè Agostino, e Agnolo, avendo apprese le belle arti da Gio: di Niccola Pisano, migliororono molto coll’operar loro la maniera degli Antenati.

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1681

Pagina 67

Vedi

C
Cimabue. vedi Gio: de Cimabuoi.
Chiesa di S. Maria Novella 3. Descrizione del Tempio antico 4. Si pone la prima pietra della nuova fabbrica 4.
Cappella de’ Gondi detti del palazzo in S. M. Novella lasciata in piedi nella rovina della Chiesa vecchia 4.
Cardinal Latino Domenicano pone la prima pietra della nuova Chiesa di S. M. Novella 4.
Chiesa di S. Ciriaco d’Ancona 5.
Cimabue, e Giotto Fiorentini, i primi che doppo i moderni Greci dessero miglioramento al disegno e alla pittura 8.
Comento di Dante di Piero nella Libreria di S. Lorenzo del Sereniss. G.D. 10.
Altro Comento del 1334. 11.
Altro Comento con gli argomenti delle due Cantiche fatti da M. Gio. Boccaccio in essa Libreria 12 Chiose latina sopra il Purgatorio, e’l Paradiso di Dante in d. Libr. 12 Dell’Imolese 12. Di Francesco di Bartolo da Buti 13 Del Landino 15. Altro Comento manoscritto d’Antonio Altoviti in detta Libreria a 15.
Cennino Cennini da Colle di Valdelsa Pittore, discepolo d’Agnol Gaddi 12.
Cimabue, e Giotto come possano dirsi meglio ritrovatori che ristauratori della Pittura 28.
Cristiana Religione non mai fu senza immagini da venerarsi su gli altari 28.
Culto dell’immagini quando ebbe principio 28.
Chiese si dedicano a Dio in onore de’ Santi 32. Uso di dedicarle 32.
Chiesa di S. Gio. era già la Cattedrale, o Chiesa maggiore, o Vescovale di Firenze 32.
Chiesa di S. Lorenzo Basilica Ambrosiana 32.
Chiesa di S. Pietro in Ciel d’oro antichissima in Firenze 34.
Campanile di S. Marco di Venezia quando cominciato a edificare 35.
Chiesa di S. Andrea di Pistoia 35.
Chiesa di S. Maria Maggiore in Firenze 35.
Campanile del Duomo di Pisa quando fondato, e da chi 35.
Chiesa di S. Salvadore del Vescovado 36.
Chiesa di S. Michele Bertelli detto degli Antinori 36.
Campanile di Badia quando edificato 36.
Chiesa di S. Croce in Firenze, e i primi Chiostri quando edificati 36.
Castelli di Scarperia in Mugello, di Castelfranco, e S. Gio: quando edificati 36.
Chiesa di S. Maria del Fiore in Firenze 37.
Casa delli Uberti, e altri ribelli disfatte 37.
Campo santo di Pisa quando cominciato a edificare, e da chi 42.
Cappella dove si conserva la sacra Cintola in Prato, da chi inventata, con altre fabbriche di quella Chiesa 42.
Capocchio da Siena 59.
Casella professore di musica 59.
Carlo Martello Re d’Ungheria 60.
Clemente V. condusse Giotto in Avignone 49.
Carlo di Re di Calavria fece andar Giotto a Napoli in servizio del Re Ruberto suo Padre 49.
Casa de’ Cerchi posta a piè del Ponte vecchio, e sua erudizione 50.
Calandrino, e sue notizie 64.
Il Cardinal di Gaeta Legato del Papa in Siena 68.

Vocabolario

1681

Breccia

Vedi
Breccia
f. Pietra, della quale si veggono essere state fatte dagli antichi assai figure, benchè essa pareggi in durezza l'Agate, e i Calcedonj. Si perdette poi il modo di lavorarla in figure per la sua durezza, e restò solo la maniera d'appianarla con piombo e smeriglio, per servizio de' pavimenti. A' tempi nostri se n'è trovata una cava nelle montagne di Volterra in gran quantità di pezzi, o ciottoli, di grossezza alquanto minori d'un capo d'uomo. Questa sorta di pietra sottilmente segata traspare.
Breccia tenera
. Pietra poco dura, che si lavora con sega, e scarpello; è di color giallo con macchie tonde, bianchicce e rossicce; serve per colonne, e per ogni lavoro quadro. Trovasene d'ogni grandezza nello Stato di Siena, donde pure se ne cava dello stesso colore e macchie, ma più chiare e più scure. Sono in Toscana diversi fiumi che ne portano gran quantità in piccoli pezzetti, ma però assai più tenere delle soprannotate.

Vocabolario

1681

Giallo di Siena

Vedi
Giallo di Siena.
Sorta di pietra di color giallo bellissimo, e vago quanto l'Orientale; è alquanto tenera; ma contuttociò riceve bel pulimento; à qualche macchia bianca, ed altre gialle molto chiare. Cavasi otto miglia di là dalla Città di Siena; e sene trova d'ogni lunghezza e grossezza. Si lavora con sega e scarpello, ma però in opere grandi, perchè nelle piccole non vale, per lo sfaldare che fa assai facilmente.

Vocabolario

1681

Rosso

Vedi
Rosso
add. Di color rosso. Lat. Rubeus.
Rosso
m. Colore simile a quello del sangue, o di porpora. Lat. Color rubeus.
Rosso di terra
. Sorta di color naturale, che serve a' Pittori per dipignere a olio, a fresco, e a tempera.
Rosso di Caldana
. Una pietra tenera di color rosso scuro, simile al rosso di Cipri, e ancora di color rosso chiaro. Questa riceve bel pulimento, e quella molto abbagliato. Serve per lavorare di commesso e di quadro, pavimenti, e simili. Viene dello Stato di Siena verso Montalcino, dove si trova di piccoli pezzi d'un braccio in circa.
Rosso di Cipri
. Una pietra di color rosso scuro.
Rosso di Corliano
. Una pietra non molto dura di color rosso sudicio più e meno chiaro, (con molte macchie in forma d'onde) composto di venuzze nere, mescolate d'alcune piccole macchiuzze bianche, ed'altre rosse. Serve per fare stipiti di porte, e pavimenti. Riceve ordinario pulimento. Si cava nel Genovese.
Rosso di Francia
. Una pietra dura pel doppio del marmo, cioè quanto il Paragone, tinta d'un color rosso molto vivo, con macchie bianche alquanto livide; vale a far colonne, ed altri ornamenti. Trovasi in gran pezzi e riceve maraviglioso pulimento.
Rosso di Siena
. Una pietra, dura quanto il Paragone, di color rosso focato, che piglia bellissimo pulimento. Trovasene mescolata con vene, con macchie turchine, e qualcheduna gialla, nel nominato luogo di Caldana.

Vocabolario

1681

Rosso

Vedi
Rosso
add. Di color rosso. Lat. Rubeus.
Rosso
m. Colore simile a quello del sangue, o di porpora. Lat. Color rubeus.
Rosso di terra
. Sorta di color naturale, che serve a' Pittori per dipignere a olio, a fresco, e a tempera.
Rosso di Caldana
. Una pietra tenera di color rosso scuro, simile al rosso di Cipri, e ancora di color rosso chiaro. Questa riceve bel pulimento, e quella molto abbagliato. Serve per lavorare di commesso e di quadro, pavimenti, e simili. Viene dello Stato di Siena verso Montalcino, dove si trova di piccoli pezzi d'un braccio in circa.
Rosso di Cipri
. Una pietra di color rosso scuro.
Rosso di Corliano
. Una pietra non molto dura di color rosso sudicio più e meno chiaro, (con molte macchie in forma d'onde) composto di venuzze nere, mescolate d'alcune piccole macchiuzze bianche, ed'altre rosse. Serve per fare stipiti di porte, e pavimenti. Riceve ordinario pulimento. Si cava nel Genovese.
Rosso di Francia
. Una pietra dura pel doppio del marmo, cioè quanto il Paragone, tinta d'un color rosso molto vivo, con macchie bianche alquanto livide; vale a far colonne, ed altri ornamenti. Trovasi in gran pezzi e riceve maraviglioso pulimento.
Rosso di Siena
. Una pietra, dura quanto il Paragone, di color rosso focato, che piglia bellissimo pulimento. Trovasene mescolata con vene, con macchie turchine, e qualcheduna gialla, nel nominato luogo di Caldana.

Vocabolario

1681

Spedale

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Spedale
m. Abitazione o ricetto di poveri, detto dalla virtù dell'ospitalità, che vi si esercita. Sono di più sorte; di fanciulli esposti, com'è lo spedale nominatissimo di Firenze, detto degli Innocenti, e dicesi in latino con voce Greca Brephotophium: de' pellegrini o romei, come sono in Firenze lo spedale della Congregazione di S. Tommaso d'Aquino; e dicesi questo Grecamente Xenodochium: degli infermi, com'è a Firenze il famosissimo spedale di santa Marianuova; e dicesi Nosocomium: degli abbandonati, ovvero orfani, com'è quello di S. Caterina, lungo le mura della Città di Firenze: de' poveri mendicanti, de' quali molti sono in essa Città: de' Sacerdoti, tenuto dalla Congrega Maggiore; ed è antichissimo, e fu fondato in Firenze per divina revelazione: de' vecchi e inabili, come quello della Trinità di ponte Sisto a Roma, fondato da Sisto V. Nel nominatissimo spedale della scala di Siena, tre opere di carita si esercitano; si curano gli infermi, s'alloggiano i pellegrini, e si allevano i fanciulli esposti.

Vocabolario

1681

Trevertino

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Trevertino
m. Pietra che si cava in molti luoghi d'Italia, cioè in ItaliaSiena, in Pisa, in Lucca, e 'n sù 'l fiume del Teverone a Tivoli; ed è una congelazione d'acque e di terra, che per la crudezza e freddezza si fa; e non solo si congela e petrifica la terra, ma i ceppi e le medesime foglie degli alberi; e perchè nell'asciugarsi rimane alcuna quantità d'acqua dentro e fuori, resta questa pietra spugnosa, e bucherata. È servita questa pietra per fare le più nobili fabbriche antiche e moderne, e per le fondamenta delle medesime.

Vocabolario

1681

Tufo

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Tufo
m. Spezie di terreno arido e sodo; serve alcune volte per metter nella calcina, in luogo di rena per murare. Nel tufo si cavano
cantine
, o come altri dice, celle,
cellarj
, o cellieri
; perchè mantiene il fresco, come à bisogno il vino: e si cavano dentro nel tufo, il quale si lascia in volta, perchè si regge da per sè stesso; non solamente si fa questo in campagna, ma vedonsene nella Città di Siena, che è in poggio; non si trovando il tufo che in monte.

Vocabolario

1681

Venire

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Venire
. Contrario di
andare
, vale muoversi, e dicesi propriamente di persona, che partendosi d'altro luogo, s'appressi alquanto al luogo ove noi siamo. Per esempio, Pietro è venuto a casa mia o da mè, ovvero diciamo noi in Firenze, Pietro è venuto da Roma a Siena, e non diciamo Pietro è andato da Roma a Siena; siccome diremmo, Pietro è andato da Roma a Napoli etc. Si applica ancora a cose inanimate, come per esempio il cattivo tempo è venuto di verso la Marina, la grandine è venuta da Tramontana etc.
Fra' nostri Artefici questa voce è usatissima e non vale altrimenti moto progressivo da luogo a luogo, ma è quanto a dire essere alcuna pittura, scultura, o disegno etc. ricavata, o in altro modo condotta, da pittura, scultura, o disegno di altro Maestro; e così diciamo la tal pittura vien da Tiziano, cioè è copiata dall'opere di Tiziano, o da disegno di Tiziano; in somma, che non è invenzione del Maestro che l'à dipinta, ma d'altri, che fece un'opera simile avanti a lui, dalla quale, o da altra copia o disegno della quale, egli l'à ricopiata.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

Pagina 31

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Discepolo di Giotto. Seppe così bene quest’Artefice imitar la maniera del suo Maestro, che in breve divenne famoso per tutta la Toscana, e a cagione del molto studiare, e operar ch’e’ fece, riuscì in alcune cose più perfetto, che quegli non era. Fu il primo, che nella Città di Siena sua Patria introducesse il buon modo di dipignere, dal cui esempio molti elevati ingegni di quella Città fecero poi progressi non ordinarj nell’arte. Nell’Ospedale della Scala colorì una Storia molto bella, dove rappresentò la pietosa azione di porgere il cibo agl’infermi, e fra l’altre cose finse una zuffa d’un cane, e d’un gatto tanto al vivo, che in quei tempi fu reputata cosa singolare. In San Francesco di Pistoia fece una Tavola a tempera, ove figurò Maria Vergine con Angeli, ed alcune piccole Istoriette nella predella di essa Tavola, che furon molto stimate, e in essa lasciò scritto il nome suo con queste parole, Petrus Laurati de Senis.

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1686

Pagina 33

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Fioriva del 1330. Gio: Villani nella sua Storia scrive, che nell’anno 1332. (per usare le sue proprie parole) un sottile maestro di Siena per suo artifizio fece suonare la gran Campana del Popolo di Fiorenza, che era stata diciassette anni, che niuno avea saputo farla suonare alla distesa, essendo dodici uomini, ed acconciolla, che due la potevano muovere, e poi mossa un solo la suonava a distesa, e pesa più di diciassettemila libbre, ed egli ebbe trecento fiorini d’oro. Il Vasari nella vita di Simon Memmi ci lasciò scritto, che questo artefice si chiamò Neroccio, e ch’egli fosse cugino dello stesso Simone, ciò che non si ha nel Villani. Lo stesso nome li da il Tommasi citato da Isidoro Ugurgieri.

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1686

Pagina 35

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Discepolo di Simon Memmi, fioriva del 1325. Questo pittore, che dal VasariLe Vite fu detto fratello di Simon Memmi, aiutò lo stesso Simone a dipignere il Capitolo di Santa Maria Novella di Firenze, e in altre opere. Dipinse a fresco nella Chiesa di Santa Croce. Fece una tavola a tempera, che allora fu posta all’Altare maggiore della Chiesa di santa Caterina di Pisa; e in san Paolo a Ripa d’Arno fuori della stessa Città colorì molte cose, e fra queste una tavola per l’Altar maggiore, ove figurò Maria Vergine, san Piero, e san Paolo, e altri Santi; e una simile ne mandò a san Gimignano terra di Toscana. Nel chiostro di san Domenico di Siena dipinse a fresco una Vergine in trono col Figliuolo in braccio, e due Angeli, che gli presentano fiori, san Pietro, e san Paolo, e san Paolo, e san Domenico; e sotto a quest’opera scrisse uno di quei versi lionini, dietro a’ quali tanto si dierono da far gl’ingegni di quei secoli. Lippus me pinxit Memmi, rem gratia tinxit. Un moderno autore asserisce, ch’egli finisse la gran pittura della coronazione di Maria Vergine stata incominciata da Simon Memmi sopra la porta di Camolia e da lui lasciata imperfetta, siccome ancora dice non aversi per vero dagli antiquari di quella Città, ch’egli fosse fratello di Simone, trovandosi quello figliuolo di Martino, e questo figliuolo di Memmo, e non della famiglia de’ Memmi. Oltre a quanto si è notato di sopra, fece quest’artefice molte opere in diverse Città, e luoghi, e particularmente nel Vescovado d’Arezzo, e in san Francesco di Pistoia, e usò scrivere in esse il nome suo con questo grosso latino; Opus Memmi de Senis me fecit, tacendo il suo nome, come attesta il VasariLe Vite.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

Pagina 40

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Ancora nello Spedal grande dipinse a fresco una storia della Natività di Maria Vergine, e la sua andata al Tempio. Colorì il Crocifisso a’ Frati di sant’Agostino con alcune figure di Apostoli, storie della vita di santa Caterina vergine, e martire, e la Passione del Signore. Nel Palazzo della Signoria rappresentò la guerra d’Asina lunga; operò a Massa, e in Orvieto, e nella Città di Firenze per la Chiesa di san Procolo fece una tavola, e dipinse una Cappella. Fu chiamato a Cortona, dove per lo Vescovo Ubertini operò in santa Margherita de’ Frati di san Francesco. Dell’ultime sue pitture fu una tavola per Monte Oliveto di Chiusuri; e finalmente in età decrepita si morì. Fu questo pittore di vaga, e bella invenzione nel componimento delle sue storie, e figure, e pratico nel colorire a fresco, e a tempera. Fin dalla giovinezza fu studioso delle lettere, le quali ebbe congiunte ad una grande amabilità di maniere, e di costumi. Fu d’ottimo ingegno, trattò sempre sé stesso, e praticò nobilmente, e per la sua prudenza, e sapere fu adoperato ne’ maneggi della sua patria. Ebbe questo artefice un fratello, del quale fa menzione Isidoro Ugurgieri, che fu ancor’ esso pittore, e fu Pietro di Lorenzo Lorenzetti. Costui aiutò ad Ambrogio nelle pitture dello Spedale di Siena, il che si raccoglie da un’iscrizione, che fu posta in uno de’ quadri della facciata del tenore, che segue. Hoc opus fecit Laurentius, et Ambrosius eius frater 1335. Dice anche lo stesso Autore, che da questo Pietro nascesse un figliuolo, che si chiamò Lorenzo, il quale attese alla scultura, e che di sua mano facesse in san Francesco nella Cappella de’ Martinozzi un san Bernardino di rilievo, ed un’Assunta con molte figure.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

Pagina 56

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Discepolo d’Agnolo Gaddi, Nato 1310 ? 1348. Questo pittore, secondo che io trovo nell’antiche Vite de’ Pittori manuscritte nell’altre volte mentovata Libreria de’ manuscritti originali, e spogli de’ signori Strozzi, era veramente Fiorentino, e non Veneziano, come credette il Vasari , ed anco fu cognominato Antonio da Siena, e per alcun tempo ancora Antonio da Venezia ; ciò fu a cagione dell’essersi egli molto trattenuto in quella Città. Fu buon pittore, e perché in quei suoi tempi, ne’ quali era già la maniera di Giotto tanto stimata per tutta Europa , egli bene l’aveva appresa da Agnolo di Taddeo Gaddi , che aveva operato nella Città di Venezia ; fu nella stessa Città chiamato, e molto adoperato in opere a fresco, e a tempera. Finalmente da quella Signoria gli fu dato a dipignere una delle facciate della Sala del Consiglio, ma a cagione d’invidia, e di mali uffizj di quei professori gli convenne quindi partire, e tornare alla sua Patria Fiorenza . In essa dunque fece alcune pitture a fresco nel chiostro di Santo Spirito , e in santo Stefano . Operò nel Campo santo di Pisa dipignendo storie del Beato Ranieri, incominciate già da Simon Sanese ; e fra esse quella della morte, e sepoltura di quel Beato, nelle quali rappresentò alcuni ciechi, e indemoniati con altri infermi, e fra questi un idropico, tutti in atto d’essere miracolosamente sanati per li meriti di quel santo; le quali figure espresse così al vivo, e con tanta invenzione, che furono in quel secolo avute in istima non ordinaria; ne fu meno lodata una nave fluttuante fra le tempeste del mare, nella quale con pensieri appropriati al vero figurò lo sbigottimento de’ naviganti, e le molte, e varie azioni fatte da marinari per sottrarsi dall’imminente pericolo del naufragio.

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