Luogo - Santa Eufemia

Numero occorrenze: 1

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

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Discepolo di Liberale Veronese, fioriva nel 1536. A questo Pittore, nella sua fanciullezza, fu dato qualche principio nell’arte, nella città di Venezia, da Giorgione; ma perché fino da quell’età ebbe egli uno spirito fiero, e molto dedito alle risse, avendo contesa in Venezia con una tal persona, malamente la percosse; onde gli bisognò, lasciati gli studj del disegno, a Verona tornarsene, dove, per la pratica, che aveva in maneggiare ogni sorta d’armi, e per le sue per altro avvenenti maniere, fu talmente accarezzato da que’ Nobili, che facevano a gara per chi lo potesse avere in conversazione, che dato bando al disegno ed alla pittura, in breve si ridusse in istato, come se mai disegnato non avesse. Poi, a persuasione de’ medesimi, rimessosi all’arte, sotto gli ammaestramenti di Liberale, in breve, per la vivezza del suo ingegno, non solo risarcì il perduto, ma divenne valente pittore. Tenne sempre la maniera del suo maestro Liberale, non lasciando però nel colorire sfumato, che faceva, d’accostarsi al modo di fare di Giorgione. Dipinse a fresco in Verona la Cappella maggiore del Duomo e la volta, con disegno di Giulio Romano, perché così volle il Vescovo Gio. Matteo Giberti, che tale opera fece fare, ed in essa dipinse storie di Maria Vergine. Operò in Santa Maria in Organo, in Santa Eufemia ed altrove. Colorì la facciata della casa de’ Manuelli dal Ponte Nuovo, e di Torello Saraina, che fece il libro dell’Antichità di Verona; e similmente in Friuli la Cappella maggiore della Badia di Rotazzo; e operò in Venezia. Fu ottimo coloritore e diligentissimo, e perciò molto lungo nell’operare. Non lasciò mai andar lavoro, ch’ei non accettasse; onde fra il molto suo pigliar caparre per far opere, e tardi finirle, e l’essere alquanto manesco, ebbe che dire con molti di mala maniera, e spesso trovossi in brighe, sebbene mai non gli mancarono gli amici in gran copia, e uomini di tutta stima per lettere e per nobiltà fino alla sua morte, che gli seguì in età molto grave, nella città di Verona, nelle case de’ Conti Giusti, che fino da’ primi suoi anni avevanlo amato e favorito.

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