Luogo - Santa Croce

Numero occorrenze: 4

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

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Discepolo di Taddeo suo Padre, nato … ? 1387. Fra le molte opere, che fece Agnolo Gaddi, vedesi oggi in Firenze nell’Oratorio Or San Michele una storia a fresco, ove è Cristo fanciullo disputante co’ Dottori, e questa è sotto l’organo dalla parte di Sagrestia. In san Pancrazio dipinse la tavola della Cappella maggiore, nella quale figurò Maria Vergine, san Gio: Batista, san Gio: Evangelista, e i santi Nereo, e Achilleo, ed in santa Maria maggiore quella pure dell’Altar grande, dove fece la Coronazione della Madrea d’Iddio. Dipinse a fresco per la famiglia de’ Soderini la Cappella maggiore del Carmine, e quella di santa Croce per la famiglia degli Alberti; nella prima figurò istorie della vita di Maria Vergine; e nella seconda del ritrovamento della Croce: L’una e l’altra delle quali colorì molto bene, tutto che mancasse alquanto nel buon disegno. In Prato Città di Toscana dipinse a fresco la Cappella della sacra Cintola della Vergine con istorie della vita della medesima. Io trovo nell’antico Libro di ricordanze del Provveditore dell’Opera di santa Maria del FioreStieri di Francesco degli Albizzi dell’anno 1367 essere stati pagati a Agnolo di Taddeo pittore, ch’è quegli, del quale si parla, fiorini dua, e dissero di sua mercede per l’esemplare che va facendo delle figure da porsi alla loggia della Piazza de’ Signori Priori; da che si deduce, che Iacopo di Piero, e altri che le intagliarono, il facessero con disegno di lui, e non contraddice molto a questo pensiero il vedersi in altri libri di deliberazioni degli stessi Operai, particolarmente del 1384. esser’ essi stati soliti di valersi di Agnolo in fare i disegni delle cose, che alla giornata loro abbisognavano.

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1686

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Discepolo di Taddeo Gaddi, fioriva del 1350. Oltre all’essere stato questo artefice discepolo di Taddeo Gaddi, gli fu anche si confidente, ed amico, che ad esso alla sua morte, che seguì del …. raccomandò Agnolo, e Giovanni suoi figliuoli, accioché egli continuasse ad ammaestrargli in quell’arte, nella quale egli medesimo già avevagli incamminati. Operò costui di maniera Giottesca, e furono sue pitture in Ascesi la Tribuna della Cappella maggiore, dove fece un Crocifisso, la Vergine, e santa Chiara, e nelle facciate, e dalle bande, storie di Maria Vergine. In santa Croce di Firenze, una tavola per l’Altar di san Gherardo da Villa magna; ed in Ognissanti, Convento ove già stavano i Frati Umiliati, una tavola, che allora fu posta all’Altar maggiore. Condottosi poi a Milano sua patria, colorì molte tavole a tempera, e quivi finì il corso di sua vita.

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1686

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Fu questo Pittore uno de’ discepoli di Spinello Aretino, ed io trovo esser egli stato descritto nell’antico libro della Compagnia de’ Pittori di Firenze l’anno 1355. Dipinse in Santa Croce la Cappella di San Lorenzo, e di Santo Stefano de’ Pulci, e Berardi; e altr’opere fece in essa Chiesa, sopra le porte di Firenze dalla parte di dentro dipinse alcune devote imagini, parte delle quali guaste dal tempo furon del tutto gettate a terra per farvene altre, che a suo luogo, e tempo diremo. Altro fin qui non è venuto a mia notizia di quest’artefice, se non ch’egli morì l’anno 1380.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

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Discepolo d’Andrea dal Castagno, fioriva circa il 1450. Stette Francesco nella scuola d’Andrea dal Castagno fino all’età di trent’anni: e fra gli ottimi insegnamenti del maestro, e il grande studio ch’e’ fece intorno alla maniera di Fra Filippo Lippi, molto si approfittò nell’arte della pittura. Delle prime opere, ch’e’ mettesse in pubblico, fu una tavola a tempera per la Signoria di Firenze, in cui rappresentò la Visita de’ tre Magi al nato Messia, che fu collocata a mezza scala del Palazzo. Per la Cappella de’ Cavalcanti in Santa Croce, sotto la Nunziata di Donato, dipinse una predella, con figure piccole di storie di San Niccolò. In processo di tempo, questa predella d’Altare si era di mala maniera scommessa; onde un Sagrestano di quella Chiesa ebbe per bene il farla rifare di nuovo in forma di grado di Altare: ed a quello, che fece la spesa, che fu Michelagnolo di Lodovico Buonarroti, pronipote del gran Michelagnolo Buonarroti, donò la tavola, dove erano dette storiette rappresentate, che da quel Gentiluomo, singolarissimo amatore, e non ordinariamente pratico di queste arti, fu adornata con ornamento d’oro, e posta nella sua bella Galleria, dove al presente si vede.

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