Luogo - Sant’Aniello

Numero occorrenze: 1

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

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Discepolo di Raffaello da Urbino, fioriva nel 1520. Questo Pittore fece molti ritratti al naturale d’uomini singolari de’ suoi tempi, in Roma, in Bologna ed in altre, fra’ quali quello di Giulio III, di Monsignor di Fois, morto nella città di Ravenna, e di Massimiliano Sforza. Dipinse con maestro Biagio Bolognese, tutta la Chiesa di San Michele in Bosco, nella quale fece esso una tavola, che fu posta alla Cappella di San Benedetto. Dipoi colorì molte cose nella Cappella di mezzo della Chiesa di Santa Maria Maggiore; e nella Chiesa di San Giuseppe de’ Servi fuori di Bologna, dipinse la tavola dell’Altare maggiore, dove figurò lo Sposalizio di esso Santo, con Maria sempre Vergine. In Santa Colomba di Rimini, a concorrenza di Benedetto da Ferrara e di Lattanzio, colorì una tavola di Santa Lucia; e nella tribuna maggiore dipinse la Coronazione della Madonna, i dodici Apostoli, e’ quattro Evangelisti. Portatosi a Napoli, fece in Monte Oliveto la tavola de’ Magi, nella Cappella di Monsignor Vescovo Aniello, e in Sant’Aniello un’altra simile, con Maria Vergine, San Paolo e San Giovambatista: e nella medesima città fece molti ritratti al naturale. Aveva questo pittore, già pervenuto all’età di sessantanove anni, co’ suoi lavori, e coll’ajuto di un parco e austero vivere, messa insieme buona somma di danari, co’ quali tornatosi a Roma, fu da alcuni suoi finti amici, o vogliam dire veri nimici, consigliato, per custodia di quella sua cadente età, a pigliar moglie. Fecelo l’imprudente vecchio; ma non l’ebbe appena condotta a casa, che si avvide, come ne lasciò scritto il Vasari, essergli stata posta accanto per isposa una vituperosa meretrice, per opera e comodo di coloro, che avevano manipolato l’impiastro: di che accortosi il povero uomo, s’accorò tanto, che in brevi giorni di dolore si morì.

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