NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1
1681
Pagina 53
Vedi
Taccio, per non allungarmi l’ingegnosa burla del Palvese fatta da Giotto a quel Grossolano; ma non voglio lasciar di dire ciò che racconta Franco Sacchetti nelle sue 300 novelle manoscritte nella Libreria di S. Lorenzo, valendomi delle parole proprie dell’Autore, che sono le seguenti. Come sa chi è uso a Firenze, sa che ogni prima Domenica del mese si va a S. Gallo, e Uomini, e Donne in compagnia vanno lassù a diletto più che a perdonanza. Mossesi Giotto una di queste Domeniche con sua brigata per andare, ed essendo nella via del Cocomero alquanto ritirato, dicendo una certa novella, passando certi porci, e uno di quelli correndo furiosamente diede tra le gambe a Giotto in sì fatta maniera, che Giotto cadde in terra, il quale aiutatosi e da sé, e da’ compagni, levatosi, e scuotendosi, né biastemmò i porci, né disse verso loro alcuna parola; ma voltatosi a’ compagni, mezzo sorridendo disse loro: Oh non anno ei ragione, che ò guadagnato a’ miei dì colle setole loro migliaia di lire, e mai non diedi loro una scodella di broda.
Gli compagni udendo questo cominciarono a ridere; dicendo, che rilieva a dire: Giotto è Maestro d’ogni cosa, mai non dipignesti tanto bene alcuna storia, quanto tu ai dipinto bene il caso di questi porci, &c. Fin qui il Sacchetti.