Luogo - Prato

Numero occorrenze: 6

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

Pagina 43

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Fu sua invenzione la Cappella dove si conserva la Sacra Cintola della gran Madre di Dio nella Città di Prato in Toscana, l’accrescimento di quella Chiesa, ed il Campanile: e vedonsi anche di sua mano altre opere di Scultura, e d’Architettura per l’Italia. Morì finalmente in età decrepita nella Città di Pisa l’anno 1320. e nel Campo Santo gli fu data Sepoltura.

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1681

Pagina 67

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C
Cimabue. vedi Gio: de Cimabuoi.
Chiesa di S. Maria Novella 3. Descrizione del Tempio antico 4. Si pone la prima pietra della nuova fabbrica 4.
Cappella de’ Gondi detti del palazzo in S. M. Novella lasciata in piedi nella rovina della Chiesa vecchia 4.
Cardinal Latino Domenicano pone la prima pietra della nuova Chiesa di S. M. Novella 4.
Chiesa di S. Ciriaco d’Ancona 5.
Cimabue, e Giotto Fiorentini, i primi che doppo i moderni Greci dessero miglioramento al disegno e alla pittura 8.
Comento di Dante di Piero nella Libreria di S. Lorenzo del Sereniss. G.D. 10.
Altro Comento del 1334. 11.
Altro Comento con gli argomenti delle due Cantiche fatti da M. Gio. Boccaccio in essa Libreria 12 Chiose latina sopra il Purgatorio, e’l Paradiso di Dante in d. Libr. 12 Dell’Imolese 12. Di Francesco di Bartolo da Buti 13 Del Landino 15. Altro Comento manoscritto d’Antonio Altoviti in detta Libreria a 15.
Cennino Cennini da Colle di Valdelsa Pittore, discepolo d’Agnol Gaddi 12.
Cimabue, e Giotto come possano dirsi meglio ritrovatori che ristauratori della Pittura 28.
Cristiana Religione non mai fu senza immagini da venerarsi su gli altari 28.
Culto dell’immagini quando ebbe principio 28.
Chiese si dedicano a Dio in onore de’ Santi 32. Uso di dedicarle 32.
Chiesa di S. Gio. era già la Cattedrale, o Chiesa maggiore, o Vescovale di Firenze 32.
Chiesa di S. Lorenzo Basilica Ambrosiana 32.
Chiesa di S. Pietro in Ciel d’oro antichissima in Firenze 34.
Campanile di S. Marco di Venezia quando cominciato a edificare 35.
Chiesa di S. Andrea di Pistoia 35.
Chiesa di S. Maria Maggiore in Firenze 35.
Campanile del Duomo di Pisa quando fondato, e da chi 35.
Chiesa di S. Salvadore del Vescovado 36.
Chiesa di S. Michele Bertelli detto degli Antinori 36.
Campanile di Badia quando edificato 36.
Chiesa di S. Croce in Firenze, e i primi Chiostri quando edificati 36.
Castelli di Scarperia in Mugello, di Castelfranco, e S. Gio: quando edificati 36.
Chiesa di S. Maria del Fiore in Firenze 37.
Casa delli Uberti, e altri ribelli disfatte 37.
Campo santo di Pisa quando cominciato a edificare, e da chi 42.
Cappella dove si conserva la sacra Cintola in Prato, da chi inventata, con altre fabbriche di quella Chiesa 42.
Capocchio da Siena 59.
Casella professore di musica 59.
Carlo Martello Re d’Ungheria 60.
Clemente V. condusse Giotto in Avignone 49.
Carlo di Re di Calavria fece andar Giotto a Napoli in servizio del Re Ruberto suo Padre 49.
Casa de’ Cerchi posta a piè del Ponte vecchio, e sua erudizione 50.
Calandrino, e sue notizie 64.
Il Cardinal di Gaeta Legato del Papa in Siena 68.

Vocabolario

1681

Paragone

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Paragone
m. Sorta di pietra nera, che si cava nell'Egitto, e in alcuni luoghi della Grecia. Serve per saggiar l'oro e l'argento sfregandovisi sopra. Trovasene d'una qualità al quanto meno nera, che serviva agli antichi per istatue, come mostra la figura dell'Ermafrodito in Roma. È pietra durissima, e piglia un bellissimo lustro. Trovasene in Toscana e nelle montagne di Carrara, e ne' monti vicino alla Città di Prato.
Paragone di Fiandra
. Una pietra dura per il doppio del marmo, che riceve bellissimo pulimento. È di color nero affatto: lavorasi con sega, e scarpello facilmente; trovasene di grandezza fino a sei e sette braccia, e d'ogni grossezza. Affermano i pratici, trovarsi il migliore nella Fiandra, e ne' contorni di Liege.
Paragone di Verona
. Una sorta di pietra Paragone assai inferiore dell'altro, che si trova ne' contorni della Città di Verona.

Vocabolario

1681

Verde antico

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Verde antico
. Una pietra di durezza poco più del Paragone; à un verde più vago di quello di Corsica, e serve per lavorare a sega e a scarpello per ogni lavoro; ce lo portano di quel di Roma in colonne e altri pezzi d'ornamenti, trovati fra le rovine degli antichi edificj.
Verde dell'Impruneta
. Pietra dura non più del marmo, di color verde sbiadato, che più tosto biancheggia. Trovasi nelle montagne dell'Impruneta, vicino a Firenze sette miglia, può servire per far pavimenti; riceve buon pulimento, e se ne trova d'ogni grandezza.
Verde di Boemia.
V. Diaspro di Boemia detto Verde di Boemia.
Verde di Corsica.
V. Diaspro di Corsica
Verde di Genova
. Una pietra dura quanto il Paragone, di color verde acerbo con macchie nere, e bianche; vien di Porto Venere, e trovasene di qualsivoglia macchia più chiara, e più scura, e d'ogni grandezza, e grossezza; e si lavora facilmente con sega e scarpello.
Verde di Prato
. Pietra più tenera del marmo bianco, che piglia bel pulimento; è di color verde, acerbo mescolato di piccole macchie verdi scure; trovasene d'ogni grandezza nelle montage della Città di Prato in Toscana; e serve per pavimenti, e ornamenti di quadro.
Verde di Pratolino
. Una pietra dura quanto l'alberese, di color verde sudicio, o color di palma; trovasi presso alla real villa del Sereniss. Granduca detta Pratolino, in certi luoghi fra essa villa, e l'eremo di Montesenario; e per lo più cade con certe smotte cagionate dall'acque di alcuni fossati, da' quali è traportato in pezzi, il maggiore di tre quarti di braccio in circa, ed i più minuti pezzi porta anche il fiume di Mugnone. Lavorasi con sega ruota e spianatoio, e ammette pochissimo scarpello. Di questa pietra fannosi i gambi di alcuni gigli, che adornano la parte interiore del luogo, ove deve riposare il corpo di S. María Maddalena de' Pazzi Fiorentina, nella nuova Cappella, che le si fabbrica al presente, nella Chiesa di S. María degli Angeli in pinti.

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1686

Pagina 33

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In quella parte delle mura, che è fra San Gallo, e la Porta al Prato fece egli alzare otto braccia di muro a calcina, ed in altri luoghi più bastioni, ed altri ripari. Con sua Architettura fu edificato il Tempio di San Giovanni di Pistoia fondato l’Anno 1337. ed è cosa notabile, che nel cavarsi de’ fondamenti fu ritrovato il Corpo di Sant’Atto Vescovo di quella Città stato in quello stesso luogo sepolto cento trentasette anni. Scolpì egli il Sepolcro di marmo con molte piccole figure per messer Cino Legista, e gran Poeta di quell’età, posto nel nominato Tempio. Si eressero con suo disegno molte Torri intorno alle mura di Firenze, e quella particolarmente della Porta a san Friano, e si fecero gli antiporti a tutte l’altre. Di questo Artefice si servì assai il Duca d’Atene Tiranno de’ Fiorentini nell’allargar della Piazza, e per le fortificazioni del Palazzo, per disegni, e modelli d’altre sue immaginate fabbriche, e forticazioni, le quali poi mediante la sua cacciata di Firenze seguita del 1334, non potè mandare ad effetto, ec.

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1686

Pagina 41

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Discepolo di Taddeo suo Padre, nato … ? 1387. Fra le molte opere, che fece Agnolo Gaddi, vedesi oggi in Firenze nell’Oratorio Or San Michele una storia a fresco, ove è Cristo fanciullo disputante co’ Dottori, e questa è sotto l’organo dalla parte di Sagrestia. In san Pancrazio dipinse la tavola della Cappella maggiore, nella quale figurò Maria Vergine, san Gio: Batista, san Gio: Evangelista, e i santi Nereo, e Achilleo, ed in santa Maria maggiore quella pure dell’Altar grande, dove fece la Coronazione della Madrea d’Iddio. Dipinse a fresco per la famiglia de’ Soderini la Cappella maggiore del Carmine, e quella di santa Croce per la famiglia degli Alberti; nella prima figurò istorie della vita di Maria Vergine; e nella seconda del ritrovamento della Croce: L’una e l’altra delle quali colorì molto bene, tutto che mancasse alquanto nel buon disegno. In Prato Città di Toscana dipinse a fresco la Cappella della sacra Cintola della Vergine con istorie della vita della medesima. Io trovo nell’antico Libro di ricordanze del Provveditore dell’Opera di santa Maria del FioreStieri di Francesco degli Albizzi dell’anno 1367 essere stati pagati a Agnolo di Taddeo pittore, ch’è quegli, del quale si parla, fiorini dua, e dissero di sua mercede per l’esemplare che va facendo delle figure da porsi alla loggia della Piazza de’ Signori Priori; da che si deduce, che Iacopo di Piero, e altri che le intagliarono, il facessero con disegno di lui, e non contraddice molto a questo pensiero il vedersi in altri libri di deliberazioni degli stessi Operai, particolarmente del 1384. esser’ essi stati soliti di valersi di Agnolo in fare i disegni delle cose, che alla giornata loro abbisognavano.

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