Luogo - porta a san Friano

Numero occorrenze: 2

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

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In quella parte delle mura, che è fra San Gallo, e la Porta al Prato fece egli alzare otto braccia di muro a calcina, ed in altri luoghi più bastioni, ed altri ripari. Con sua Architettura fu edificato il Tempio di San Giovanni di Pistoia fondato l’Anno 1337. ed è cosa notabile, che nel cavarsi de’ fondamenti fu ritrovato il Corpo di Sant’Atto Vescovo di quella Città stato in quello stesso luogo sepolto cento trentasette anni. Scolpì egli il Sepolcro di marmo con molte piccole figure per messer Cino Legista, e gran Poeta di quell’età, posto nel nominato Tempio. Si eressero con suo disegno molte Torri intorno alle mura di Firenze, e quella particolarmente della Porta a san Friano, e si fecero gli antiporti a tutte l’altre. Di questo Artefice si servì assai il Duca d’Atene Tiranno de’ Fiorentini nell’allargar della Piazza, e per le fortificazioni del Palazzo, per disegni, e modelli d’altre sue immaginate fabbriche, e forticazioni, le quali poi mediante la sua cacciata di Firenze seguita del 1334, non potè mandare ad effetto, ec.

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Tornando ora al nostro pittore, ebbe egli nella sua prima età, come ci lasciò scritto lo stesso Vasari, gran desiderio di comparire nella sua patria non altrimenti che perfetto, e però volle scapriccirsi intorno alle difficultà dell’arte, impiegando buona parte degli anni suoi in dipignere in campagna, dove egli si faceva a credere, che le prime sue cose non fossero per esser considerate almeno da ognuno, così per la minuta, e vennegli ben fatto; conciosiacosache oltre all’avere egli assai megliorata la propria maniera, acquistasse tanta pratica nel colorire a fresco, e tanta facilità, che fermatosi poi in Firenze, gli potesse riuscire il condurre in essa forse più opere di quante mai ve ne avesse fatte qualsifosse altro pittore stato avanti a lui. Fra quelle, che si veggono fino a questo tempo di sua prima maniera fuori di Firenze è il tabernacolo posto sopra’l ponte a Scandicci in su la Greve fuori della porta a san Friano; e un’intera facciata sotto un portico a Cerbaia coll’immagine di Maria sempre Vergine, e di molti altri santi. In esso monte dunque, detto Monte Giovi, è la Chiesa di santo Romolo a Campestri nel Piviere di san Cresci a Valcava, fabbrica di piccola, ma di antichissima struttura, forse davanti al mille, per quanto si ha da più segni, ed è volta a Levante, e Ponente. In questa Chiesa all’Altar maggiore è una tavola con tre spazzi, ornata a colonnette al modo Gottico; nel primo spazio della quale è Maria Vergine con Gesù Bambino; nel partimento destro è santo Romolo, e san Giovan Batista; e nel sinistro san Gio: Evangelista, e sant’Antonio; a pie della tavola è la predella con istorie di piccole figure di fatti di santo Romolo, il tutto condotto con amore, benché della prima maniera di Lorenzo di Bicci: né è da tacersi, che ne’ piedistalli delle colonnette destra, e sinistra vedonsi della stessa mano le armi de’ Roti antichi nobili, stati potenti in quelle parti, detti talora da Campestri, e da Monte Giovi, e da Ghireto, opere state ordinate a Lorenzo intorno al 1380. da uno di essi Roti, che credesi essere stato Antonio figliuolo di Rota, il quale Rota io trovo assai rinomato in scritture di quegli antichi tempi, e fu figliuolo di Chele di Rota, di Scherano, di Rota, di Brunetto.

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