Luogo - Pistoia

Numero occorrenze: 9

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

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Fu poi Niccola Pisano Padre di Gio. del quale ora facciamo menzione, che alquanto migliorò la maniera, e fino all’anno 1231 fece l’arca di S. Domenico in Bologna, col modello di quella Chiesa, e gran parte del Convento, del Palazzo degli Anziani in Pisa, oggi contenuto nel bellissimo Convento dell’Illustrissima e Sacra Religione di S. Stefano Papa, e Martire, e del Campanile di S. Niccola di bella invenzione; fu fatta con suo disegno la Chiesa di S. Jacopo in Pistoia, e quella del Santo in Padova.

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Venuto a Firenze per veder l’opere di Giotto, scolpì la Madonna che in mezzo a due Angeli si vede sopra la seconda porta di S. Maria del Fiore verso la Canonica, e intagliò il Battisterio di S. Gio., ed in Pistoia il Pergamo della Chiesa di S. Niccola: Nella medesima Città fu fatto con suo disegno il Campanile di S. Jacopo che restò finito l’anno 1301.

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1681

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C
Cimabue. vedi Gio: de Cimabuoi.
Chiesa di S. Maria Novella 3. Descrizione del Tempio antico 4. Si pone la prima pietra della nuova fabbrica 4.
Cappella de’ Gondi detti del palazzo in S. M. Novella lasciata in piedi nella rovina della Chiesa vecchia 4.
Cardinal Latino Domenicano pone la prima pietra della nuova Chiesa di S. M. Novella 4.
Chiesa di S. Ciriaco d’Ancona 5.
Cimabue, e Giotto Fiorentini, i primi che doppo i moderni Greci dessero miglioramento al disegno e alla pittura 8.
Comento di Dante di Piero nella Libreria di S. Lorenzo del Sereniss. G.D. 10.
Altro Comento del 1334. 11.
Altro Comento con gli argomenti delle due Cantiche fatti da M. Gio. Boccaccio in essa Libreria 12 Chiose latina sopra il Purgatorio, e’l Paradiso di Dante in d. Libr. 12 Dell’Imolese 12. Di Francesco di Bartolo da Buti 13 Del Landino 15. Altro Comento manoscritto d’Antonio Altoviti in detta Libreria a 15.
Cennino Cennini da Colle di Valdelsa Pittore, discepolo d’Agnol Gaddi 12.
Cimabue, e Giotto come possano dirsi meglio ritrovatori che ristauratori della Pittura 28.
Cristiana Religione non mai fu senza immagini da venerarsi su gli altari 28.
Culto dell’immagini quando ebbe principio 28.
Chiese si dedicano a Dio in onore de’ Santi 32. Uso di dedicarle 32.
Chiesa di S. Gio. era già la Cattedrale, o Chiesa maggiore, o Vescovale di Firenze 32.
Chiesa di S. Lorenzo Basilica Ambrosiana 32.
Chiesa di S. Pietro in Ciel d’oro antichissima in Firenze 34.
Campanile di S. Marco di Venezia quando cominciato a edificare 35.
Chiesa di S. Andrea di Pistoia 35.
Chiesa di S. Maria Maggiore in Firenze 35.
Campanile del Duomo di Pisa quando fondato, e da chi 35.
Chiesa di S. Salvadore del Vescovado 36.
Chiesa di S. Michele Bertelli detto degli Antinori 36.
Campanile di Badia quando edificato 36.
Chiesa di S. Croce in Firenze, e i primi Chiostri quando edificati 36.
Castelli di Scarperia in Mugello, di Castelfranco, e S. Gio: quando edificati 36.
Chiesa di S. Maria del Fiore in Firenze 37.
Casa delli Uberti, e altri ribelli disfatte 37.
Campo santo di Pisa quando cominciato a edificare, e da chi 42.
Cappella dove si conserva la sacra Cintola in Prato, da chi inventata, con altre fabbriche di quella Chiesa 42.
Capocchio da Siena 59.
Casella professore di musica 59.
Carlo Martello Re d’Ungheria 60.
Clemente V. condusse Giotto in Avignone 49.
Carlo di Re di Calavria fece andar Giotto a Napoli in servizio del Re Ruberto suo Padre 49.
Casa de’ Cerchi posta a piè del Ponte vecchio, e sua erudizione 50.
Calandrino, e sue notizie 64.
Il Cardinal di Gaeta Legato del Papa in Siena 68.

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1686

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Discepolo di Giotto. Seppe così bene quest’Artefice imitar la maniera del suo Maestro, che in breve divenne famoso per tutta la Toscana, e a cagione del molto studiare, e operar ch’e’ fece, riuscì in alcune cose più perfetto, che quegli non era. Fu il primo, che nella Città di Siena sua Patria introducesse il buon modo di dipignere, dal cui esempio molti elevati ingegni di quella Città fecero poi progressi non ordinarj nell’arte. Nell’Ospedale della Scala colorì una Storia molto bella, dove rappresentò la pietosa azione di porgere il cibo agl’infermi, e fra l’altre cose finse una zuffa d’un cane, e d’un gatto tanto al vivo, che in quei tempi fu reputata cosa singolare. In San Francesco di Pistoia fece una Tavola a tempera, ove figurò Maria Vergine con Angeli, ed alcune piccole Istoriette nella predella di essa Tavola, che furon molto stimate, e in essa lasciò scritto il nome suo con queste parole, Petrus Laurati de Senis.

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1686

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In quella parte delle mura, che è fra San Gallo, e la Porta al Prato fece egli alzare otto braccia di muro a calcina, ed in altri luoghi più bastioni, ed altri ripari. Con sua Architettura fu edificato il Tempio di San Giovanni di Pistoia fondato l’Anno 1337. ed è cosa notabile, che nel cavarsi de’ fondamenti fu ritrovato il Corpo di Sant’Atto Vescovo di quella Città stato in quello stesso luogo sepolto cento trentasette anni. Scolpì egli il Sepolcro di marmo con molte piccole figure per messer Cino Legista, e gran Poeta di quell’età, posto nel nominato Tempio. Si eressero con suo disegno molte Torri intorno alle mura di Firenze, e quella particolarmente della Porta a san Friano, e si fecero gli antiporti a tutte l’altre. Di questo Artefice si servì assai il Duca d’Atene Tiranno de’ Fiorentini nell’allargar della Piazza, e per le fortificazioni del Palazzo, per disegni, e modelli d’altre sue immaginate fabbriche, e forticazioni, le quali poi mediante la sua cacciata di Firenze seguita del 1334, non potè mandare ad effetto, ec.

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Dipinse Stefano a fresco la Madonna del Campo santo di Pisa, nella qual’ opera si portò meglio del Maestro. Fece nel Chiostro di Santo Spirito di Firenze tre storie, che oggi più non si vedono, e le arricchì di prospettive, e architetture fatte con tanto gusto, che già si cominciò a scoprire in quelle qualche barlume della buona maniera moderna. Fra queste finse una capricciosa salita di scale, della quale è fama, che poi si servisse il Magnifico Lorenzo de’ Medici per fare le scale di fuora della real Villa del Poggio a Caiano. Fu bizzarro, e nuovo negli scorci, e il primo che uscisse dell’antico modo tenuto nelle figure da’ maestri suoi antecessori, tanto che disse di lui Cristofano Landini nell’Apologia. Stefano da tutti è nominato scimia della natura; tanto espresse qualunque cosa volle. Dipinse in Pistoia la Cappella di San Iacopo. Operò in Milano, Roma, Ascesi, Perugia, e in altre molte Città d’Italia, oltre a tutto cio, ch’egli fece per le principali Chiese di Firenze sua patria. Seguì la sua morte l’anno del Giubbileo 1350.

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1686

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Discepolo di Simon Memmi, fioriva del 1325. Questo pittore, che dal VasariLe Vite fu detto fratello di Simon Memmi, aiutò lo stesso Simone a dipignere il Capitolo di Santa Maria Novella di Firenze, e in altre opere. Dipinse a fresco nella Chiesa di Santa Croce. Fece una tavola a tempera, che allora fu posta all’Altare maggiore della Chiesa di santa Caterina di Pisa; e in san Paolo a Ripa d’Arno fuori della stessa Città colorì molte cose, e fra queste una tavola per l’Altar maggiore, ove figurò Maria Vergine, san Piero, e san Paolo, e altri Santi; e una simile ne mandò a san Gimignano terra di Toscana. Nel chiostro di san Domenico di Siena dipinse a fresco una Vergine in trono col Figliuolo in braccio, e due Angeli, che gli presentano fiori, san Pietro, e san Paolo, e san Paolo, e san Domenico; e sotto a quest’opera scrisse uno di quei versi lionini, dietro a’ quali tanto si dierono da far gl’ingegni di quei secoli. Lippus me pinxit Memmi, rem gratia tinxit. Un moderno autore asserisce, ch’egli finisse la gran pittura della coronazione di Maria Vergine stata incominciata da Simon Memmi sopra la porta di Camolia e da lui lasciata imperfetta, siccome ancora dice non aversi per vero dagli antiquari di quella Città, ch’egli fosse fratello di Simone, trovandosi quello figliuolo di Martino, e questo figliuolo di Memmo, e non della famiglia de’ Memmi. Oltre a quanto si è notato di sopra, fece quest’artefice molte opere in diverse Città, e luoghi, e particularmente nel Vescovado d’Arezzo, e in san Francesco di Pistoia, e usò scrivere in esse il nome suo con questo grosso latino; Opus Memmi de Senis me fecit, tacendo il suo nome, come attesta il VasariLe Vite.

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1686

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Discepolo di Giotto, nato … ? … Fra i buoni discepoli di Giotto meritò d’aver luogo ancora Puccio Capanna Fiorentino, il quale nella Chiesa di s. Francesco d’Ascesi, ed in quella della Madonna degli Angeli dipinse assai dopo la morte del maestro, del quale tenne sempre la maniera. In Rimini nella Chiesa di san Cataldo de’ Frati Predicatori colorì a fresco una nave in atto d’affondarsi nel mare per forza della tempesta; e fra quelle di molti marinari figurati in essa, ritrasse al vivo la sua propria persona. In Firenze dipinse in santa Trinita per la nobilissima famiglia degli Strozzi la lor Cappella che è la prima entrando in Chiesa per la porta sinistra verso il fiume d’Arno; la qual Cappella fu poi ridotta al moderno, e sopra modo abbellita con pitture nella volta di Bernardino Poccetti; e con altre a olio dai lati d’altri buoni maestri. Dipinse pure in Firenze nella Badia la Cappella di san Giovanni Evangelista per la famiglia de’ Covoni; ma tal pittura, pur’oggi più non si vede, a cagione di diverse mutazioni state fatte in quella Chiesa a’ dì nostri, delle quali in altro luogo parleremo. Operò in Pistoia, in Bologna, ed altrove, tenendo sempre la maniera di Giotto suo maestro; e tanto bastaci aver detto di quest’artefice.

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Discepolo di … . nato … . NON mancarono alla Città di Siena in questi tempi suoi pittori, uno de’ quali fu Duccio, che molto operò a chiaro scuro. Fece per il Duomo di quella Città una tavola, che fu messa all’Altar maggiore, e poi dovendosi porre il Tabernacolo, fu levata, ed in altro luogo di quella Cattedrale appesa. Una sua tavola ci fu mandata a Firenze per la Chiesa di santa Trinita, nella quale è dipinta Maria Vergine; e questa non lascia dubitare dell’essere costui uscito della scuola di Giotto, o de’ suoi discepoli. L’anno della crudele mortalità del 1348. dipinse la Cappella della Piazza di quella sua patria. Operò finalmente per la Città di Pisa, e furono anche portate sue opere a Pistoia, e a Lucca.

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