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Dipinse in oltre
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XII. 1395 in circa. Credette
Questo
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Ora se da quanto s’è portato fin quì, che pure è un bene scarso saggio di ciò che del molto, ch’è stato detto e scritto in quattro interi secoli, potrebbe addursi, si può cavar conseguenza, che L’IGNARA PLEBE NON SOLO, MA QUALCHE BUONO AUTORE DEL PASSATO, E DEL PRESENTE SECOLO, CAMMINANDO SU L’ALTRUI FEDE, ED ALLA CIECA, SIASI
LASCIATO PORTARE DA SÌ VANA CREDENZA, ED ERRONEA OPINIONE, il lasciamo alla
considerazione di chi legge; e se l’Autore soggiungerà che con le pochissime pitture da esso addotte a confermazione di sua sentenza, dico di quelle ch’egli stesso confessa che oggi più non si veggono, ma resta la fede di lor bontà appresso al
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Comunque fosse la cosa, oltre avere egli dato fine in
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Fu la Patria di questo Artefice
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Nella
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Fu la Patria di questo Artefice
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Nella
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Fu poi
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Del medesimo
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Venendo ora a
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Finalmente scolpì
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Fu sua invenzione la
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Finito le 32 storie della
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Il detto
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Attesta il
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C
Altro Comento del 1334. 11.
Altro Comento con gli argomenti delle due Cantiche fatti da
Cristiana Religione non mai fu senza immagini da venerarsi su gli altari 28.
Culto dell’immagini quando ebbe principio 28.
Chiese si dedicano a Dio in onore de’ Santi 32. Uso di dedicarle 32.
Casa de’
Il
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Marmo
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Mischio di Pietrasanta
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Terra
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Trevertino
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Venendo ora a quel che fa al proposito nostro, che sono le sue pitture, dico, che operò egli molto di maniera assai simile a quella del suo maestro, in
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Or sia com’esser si voglia; cominciamo a dire alcuna cosa di
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Fioriva del 1321.
Questo Pittore fu il Discepolo di
Tempore Domini Ioannis Rossi Operarij istius Ecclesiæ Vicinus Pictor incepit, et perfecit Anno Domini 1321. de Mense Settembriis. Benedictum sit Nomen Domini, Dei Nostri Iesu Christi. Amen.
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In
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Della scuola di
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Dipinse Stefano a fresco la Madonna del
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Discepolo di Simon Memmi, fioriva del 1325.
Questo pittore, che dal Lippus me pinxit Memmi, rem gratia tinxit.
Opus Memmi de Senis me fecit
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Discepolo di
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Tornato a
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Discepolo d’
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È notissimo per le nostre storie il decreto, che fecero i Fiorentini, che in memoria della ricevuta grazia per la cacciata di quel tiranno si dovesse per l’avvenire ogn’anno solennizzare come Pasqua il giorno della festività di Sant’Anna Madre della Gran Madre di Dio, e che nello stesso giorno correr si dovesse un palio di panno lucchesino, e si facessero solenni ufficj, ed offerta per lo comune, e per tutte l’arti, e magistrati della Città.
Tornando ora a
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Questo