Luogo - MUSAICO

Numero occorrenze: 10

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

Pagina 29

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Giunto dunque che fu Gaddo a tal segno di miglioramento, fu da Andrea Tafi, meno esperto di lui, adoperato in aiuto, a finir la grand’opera di Musaico della Tribuna di S. Giovanni; con l’occasione del qual lavoro, avendo egli preso maggior pratica, e acquistata miglior maniera, gli furon poi dati a fare pur di Musaico i Profeti che si veggono intorno a quel Tempio ne’ quadri sotto le finestre; e poi gli fu ordinata l’opera di Musaico nella Chiesa di S. Maria del Fiore nel mezzo tondo sopra la porta maggiore, ove figurò la coronazione di Maria Vergine, che pur’ oggi vi si vede; opera che non pure fu d’onore a lui, ma alla Città stessa, perché ebbe lode del più bel Musaico che si fosse veduto fino a quel tempo in Italia.

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1681

Pagina 40

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Era costui in ogni sua opera diligentissimo, e tornato a Firenze sua Patria, si messe, come per riposo, a lavorare di Musaico alcune piccole tavolette colle guscia dell’uova. Fece anco molto in Pittura, e si veddero di sua mano assai tavole per le Chiese di Firenze e dello Stato. Pervenuto finalmente ch’egli fu all’età di 73. anni fece da questa all’altra vita passaggio l’anno 1312. e nella Chiesa di S. Croce, fu onorevolmente sepolto.

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1681

Pagina 41

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FRA JACOPO DA TURRITA PITTORE A MUSAICODiscepolo di ANDREA TAFI fioriva circa’l 1280.

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Fu la Patria di questo Artefice Turrita, terra molto riguardevole di Valdi Chiana in quella parte che appartiene allo Stato di Siena, fra’ confini del Perugino e del Sanese. Vestì l’abito del Patriarca San Francesco, attese a dipignere a Musaico, e pare che Vasari, che alcune poche cose scrisse di lui così alla sfuggita, fusse di parere ch’egli imparasse l’arte da Andrea Tafi, al che non contraddice in tutto la sua maniera, benché questa poco si distingua da quella che tenevano i Greci prima che Cimabue di tanto la megliorasse, avendo in sé più durezza, e peggior disegno; né si rende anche ciò inverosimile per sapersi che lo stesso Tafi andasse a dargli aiuto nell’opere ch’e’ fece in Pisa, come appresso si dirà.

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Pagina 41

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Nella Tribuna Principale del Domo di Pisa, fece alcune opere di Musaico coll’aiuto di Andrea Tafi e dello stesso Gaddo, con la quale occasione migliorò alquanto la sua maniera; ma perché o fusse per qualche tempo dismesso quel lavoro o per qual si fusse altra cagione, non essendo quelle alla morte di fra Jacopo rimaste finite, fu dato loro compimento da un Discepolo del Gaddi chiamato Vicino l’anno 1321.

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In un manoscritto d’un autore di questo secolo trovo essersi, coll’occasione di demolirsi la Chiesa di S. Pietro in Roma, ritrovato che per mano dello stesso fra Jacopo fusse fatto il Musaico per la Sepoltura di Papa Bonifazio VIII, vivente ancora esso Pontefice che regnò fino al 1303; e si crede fusse questa l’ultima opera sua, perché o poco prima di detto anno 1303, conforme è parere d’autori diversi, egli finì di vivere.

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FRA JACOPO DA TURRITA PITTORE A MUSAICODiscepolo di ANDREA TAFI fioriva circa’l 1280.

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Fu la Patria di questo Artefice Turrita, terra molto riguardevole di Valdi Chiana in quella parte che appartiene allo Stato di Siena, fra’ confini del Perugino e del Sanese. Vestì l’abito del Patriarca San Francesco, attese a dipignere a Musaico, e pare che Vasari, che alcune poche cose scrisse di lui così alla sfuggita, fusse di parere ch’egli imparasse l’arte da Andrea Tafi, al che non contraddice in tutto la sua maniera, benché questa poco si distingua da quella che tenevano i Greci prima che Cimabue di tanto la megliorasse, avendo in sé più durezza, e peggior disegno; né si rende anche ciò inverosimile per sapersi che lo stesso Tafi andasse a dargli aiuto nell’opere ch’e’ fece in Pisa, come appresso si dirà.

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Nella Tribuna Principale del Domo di Pisa, fece alcune opere di Musaico coll’aiuto di Andrea Tafi e dello stesso Gaddo, con la quale occasione migliorò alquanto la sua maniera; ma perché o fusse per qualche tempo dismesso quel lavoro o per qual si fusse altra cagione, non essendo quelle alla morte di fra Jacopo rimaste finite, fu dato loro compimento da un Discepolo del Gaddi chiamato Vicino l’anno 1321.

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1681

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In un manoscritto d’un autore di questo secolo trovo essersi, coll’occasione di demolirsi la Chiesa di S. Pietro in Roma, ritrovato che per mano dello stesso fra Jacopo fusse fatto il Musaico per la Sepoltura di Papa Bonifazio VIII, vivente ancora esso Pontefice che regnò fino al 1303; e si crede fusse questa l’ultima opera sua, perché o poco prima di detto anno 1303, conforme è parere d’autori diversi, egli finì di vivere.

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