Luogo - Libreria di S. Lorenzo

Numero occorrenze: 13

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

Pagina 10

Vedi

Ma perché più facil cosa è, che sappia un forsennato ciò che si fece nella propria casa, di quel che il savio saper possa ciò che nell’altrui; veggiamo un poco, quanto sopra di ciò, ci lasciò scritto uno della propria casa e famiglia di Dante , dico un proprio figliuolo; dico II. 1330 PIERO DI DANTE, forse primo Commentatore della Commedia. Sentiamo un poco, s’egli credette che il Padre ciò dicesse per iperbolica esagerazione, o per poetico ingrandimento, o pure perch’egli ciò conoscesse esser vero. Trovasi nella rinomatissima Libreria di S. Lorenzo de’ Serenissimi Granduchi di Toscana, il di lui comento manuscritto, nel quale volendo esemplificare nella vanità dell’eccedente gloria, che alcuna volta si procacciano gli uomini, si vale del famosissimo Cimabue, e dice così. Et maxime modicum durat hæc nostra fama vanagloriosa, si ætates subtiles sequantur, ut patet in CIMABOVE, et GUIDONE GUINICELLI, et GUIDONE de CAVALCANTIBUS: Con che seguendo il paterno sentimento non iperbolicamente, ma da senno dichiara Cimabue uomo celebratissimo, agguagliando la fama di lui a quella di Guido Guinicelli. Or dicami quest’Autore se quel Poeta, gran miracolo delle lettere, nel parlare di Cimabue e di Guido Guinicelli, da lui in altro luogo chiamato Padre suo e degli altri migliori Rimatori Toscani, si fosse contro i primi precetti dell’Arte impegnato in affermar cosa contraria a ciò che fusse apparito dall’opere loro (nel qual caso potremmo dire con verità, che anche il Guinicelli, messo insieme con Cimabue, fosse stato un uomo da nulla) vogliamo noi credere che Piero il Figliuolo, che pure anch’egli tali opere aveva vedute, avesse fatto lo stesso? Se Dante avesse detta cosa, contra la quale potesse gridare quell’età; crederemo noi che ciò fatto avesse il figliuolo, e con esso tanti altri?

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

Pagina 11

Vedi

IX. 1370 in circa nella nominata Libreria di S. Lorenzo è un COMENTO di Dante cogli argumenti delle due cantiche fatti da Mes. Giovan Boccaccio; e il Manoscritto è del 1417. che sopra le parole addotte di sopra, dice così. In sulla cima dura etc. Vuol dire che la fama di molti dura molto tempo, ma non eccellente; perocché sopravviene un altro eccellente Maestro, che fa scemar la fama del primo: ma se uno suttile Artefice fosse tra uomini grossi, e dietro a lui anche seguitassono lungo tempo genti grossi, allora la sua eccellenza e fama durerebbe lungo tempo: ma quando seguita un altro suttile Artefice, il primo perde l’eccellenza; e dà esempio Dante di due solenni Dipintori Fiorentini, che l’uno tolse la fama all’altro, il primo fu CIMABUE, e poi fu GIOTTO.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

Pagina 11

Vedi

X. 1375 in circa. CENNINO DI Drea Cennini da Colle, Pittore, lasciò in un suo Manoscritto la seguente memoria. Cennino di Drea Cennini da Colle di Valdelsa, fui informato in nella dett’Arte dodici anni, da Agnolo di Taddeo da Firenze mio Maestro; il quale imparò la dell’Arte da Taddeo suo Padre, el quale fu battezzato da GIOTTO, e fu suo Discepolo anni ventiquattro; il quale GIOTTO rimutò l’Arte del dipignere di Greco in Latino, e ridusse al moderno; e l’ebbe certo più compiuta, che avesse mai nessuno. XI. 1380 in circa. Un Manoscritto nella nominata Libreria di S. Lorenzo intitolato CHIOSE LATINE sopra il DantePurgatorio e Paradiso: Credette Cimabò: Fuit de Florentia et maximus Pictor, pro eo quod neminem credebat sibi adæquari.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

Pagina 13

Vedi

XII. 1395 in circa. BENVENUTO DA IMOLA Comentatore di Dante detto L’IMOLESE, nel suo Comento, che pure è manoscritto nella nominata Libreria di S. Lorenzo: Credette CIMABUE etc. Hic Poeta confirmat dictum suum per exempla moderna, quæ clare manifestant expositionem factam; et primo ponit exemplum duorum concivium suorum, quorum unus nomine CIMABOS fuit excellens Pictor, alter nomine GIVOTUS fuit excellentior illo, imo cito derogavit gloriæ eius; ad litteram ergo dicit Poeta velut OdorisiusCIMABU Civis Florentinus, credette tener lo campo nella pentura idest victoriam gloriæ in Arte pingendi; sed spes eius est delusa, quia non reperit se in ætatibus grossis, imo subtilioribus; unde dicit, e ora à Giotto il grido, idest rumorem famæ, et gloriæ: Sì che la fama di colui, scilicet CIMABOVIS ee scura; et hic nota lector, quod Poeta noster merito facit commendationem GIOTTI, ratione Civitatis, ratione virtutis, ratione familiaritatis. De isto namque GIOTTO faciunt mentionem et laudem alij duo Poetæ Florentini, scilicet Petrarcha, et Boccatius, qui scribit quod tanta fuit excellentia ingenij et artis huius nobilis Pictoris, quod nullam rem rerum Natura produxit, quam iste non representaret tam propriam, ut oculus intuentium sæpe falleretur, accipiens rem fictam pro vera. Accidit autem semel, quod dum GIOTTUS pingeret Paduæ adhuc satis iuvenis unam Cappellam, in loco ubi fuit olim Theatrum sive Arena, Dantes pervenit ad locum, quem GIOTTUS honorifice receptum duxit ad domum suam; ubi Dantes videns plures infantulos eius summe deformes, et ut ita dicam similissimos Patri; petivit: Egregie Magister nimis miror, quod cum in Arte pictoria dicamini non habere parem; unde est quod alienas figuras facitis tam formosas, vestras vero tam turpes? Cui GIOTTUS subridens presto respondit: Quia pingo de die, sed fingo de nocte. Hæc responsio summe placuit Danti, non quia sibi esset nova, cum inveniatur in MacrobiusLib. Saturnalium; sed quia nata videbatur ab ingenio hominis. Iste GIOTTUS vixit postea diu; nam mortuus est 1336. et sic nota quod GIOTTUS ad huc tenet campum; quia nondum venit alius subtilior eo, cum tamen fecerit aliquando magnos errores in picturis suis, ut audivi a magnis ingeniis. Qui notisi come a questo Autore si vede indirizzata un’epistola Latina da Francesco Petrarca. XIII. 1400 in circa. FRANCESCO di Bartolo da BUTI Cittadino Pisano, che lesse pubblicamente in Pisa la DanteCommedia, nel suo Comento originale, che pure è nella Libreria di S. Lorenzo, sopra le parole dette, così ragiona. Questo CIMABU fu uno Dipintore, e ebbe grande nome nell’Arte del dipignere, e tenne lo nome insino che venne GIOTTO, che fu molto eccellente più di lui nella dipintura; e ora anco lo tiene GIOTTO, perché la sua fama è stata vinta dalla età grossa in quell’Arte; imperocché nessuno è stato poi che in quell’Arte sia valuto, quanto egli, non che più che egli; e però dice tener lo campo, cioè aver la gloria, come lo Cavaliere che sta in sul campo vincitore; ed ora à GIOTTO il grido, cioè la fama, sicché la fama di colui, cioè CIMABU oscura la fama di GIOTTO, e falla apparire nulla.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

Pagina 13

Vedi

XIX. 1448. Matteo Palmieri, nella Cronica, manoscritto di Leonardo Dati dal proprio Originale del Palmieri l’anno 1448. qual manoscritto è nella Libreria di S. Lorenzo. IOCTUS vir præclarissimi in Pictura genij, qui antiquatam iam longo tempore pingendi Artem nobilissimam reddidit, defunctus est.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

Pagina 16

Vedi

XXIII. 1470. Un buon COMENTATORE di Dante, Manoscritto d’Antonio di M. Palmieri Altoviti Fiorentino, nella Libreria di S. Lorenzo , Qui per esemplo mostra, e dice che quello Dipintore che ebbe nome CIMABUE credette sempre esser nominato per miglior Dipintore del Mondo, e che il suo credere gli venne fallato che nel tempo era nominato un altro, che ebbe nome GIOTTO , e che di CIMABUE non si diceva nulla. XXIV. 1475. Mes. AGNOLO detto il POLIZIANO, nell’iscrizione della Statua di GIOTTO in Santa Maria del Fiore . Ille ego sum, per quem Pictura extinta revixit, Cui tam recta manus, tam fuit et facilis. Naturae deerat nostræ quod defuit Arti: Plus licuit nulli pingere nec melius. Miraris turrim etc.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

Pagina 53

Vedi

Taccio, per non allungarmi l’ingegnosa burla del Palvese fatta da Giotto a quel Grossolano; ma non voglio lasciar di dire ciò che racconta Franco Sacchetti nelle sue 300 novelle manoscritte nella Libreria di S. Lorenzo, valendomi delle parole proprie dell’Autore, che sono le seguenti. Come sa chi è uso a Firenze, sa che ogni prima Domenica del mese si va a S. Gallo, e Uomini, e Donne in compagnia vanno lassù a diletto più che a perdonanza. Mossesi Giotto una di queste Domeniche con sua brigata per andare, ed essendo nella via del Cocomero alquanto ritirato, dicendo una certa novella, passando certi porci, e uno di quelli correndo furiosamente diede tra le gambe a Giotto in sì fatta maniera, che Giotto cadde in terra, il quale aiutatosi e da sé, e da’ compagni, levatosi, e scuotendosi, né biastemmò i porci, né disse verso loro alcuna parola; ma voltatosi a’ compagni, mezzo sorridendo disse loro: Oh non anno ei ragione, che ò guadagnato a’ miei dì colle setole loro migliaia di lire, e mai non diedi loro una scodella di broda. Gli compagni udendo questo cominciarono a ridere; dicendo, che rilieva a dire: Giotto è Maestro d’ogni cosa, mai non dipignesti tanto bene alcuna storia, quanto tu ai dipinto bene il caso di questi porci, &c. Fin qui il Sacchetti.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

Pagina 67

Vedi

C
Cimabue. vedi Gio: de Cimabuoi.
Chiesa di S. Maria Novella 3. Descrizione del Tempio antico 4. Si pone la prima pietra della nuova fabbrica 4.
Cappella de’ Gondi detti del palazzo in S. M. Novella lasciata in piedi nella rovina della Chiesa vecchia 4.
Cardinal Latino Domenicano pone la prima pietra della nuova Chiesa di S. M. Novella 4.
Chiesa di S. Ciriaco d’Ancona 5.
Cimabue, e Giotto Fiorentini, i primi che doppo i moderni Greci dessero miglioramento al disegno e alla pittura 8.
Comento di Dante di Piero nella Libreria di S. Lorenzo del Sereniss. G.D. 10.
Altro Comento del 1334. 11.
Altro Comento con gli argomenti delle due Cantiche fatti da M. Gio. Boccaccio in essa Libreria 12 Chiose latina sopra il Purgatorio, e’l Paradiso di Dante in d. Libr. 12 Dell’Imolese 12. Di Francesco di Bartolo da Buti 13 Del Landino 15. Altro Comento manoscritto d’Antonio Altoviti in detta Libreria a 15.
Cennino Cennini da Colle di Valdelsa Pittore, discepolo d’Agnol Gaddi 12.
Cimabue, e Giotto come possano dirsi meglio ritrovatori che ristauratori della Pittura 28.
Cristiana Religione non mai fu senza immagini da venerarsi su gli altari 28.
Culto dell’immagini quando ebbe principio 28.
Chiese si dedicano a Dio in onore de’ Santi 32. Uso di dedicarle 32.
Chiesa di S. Gio. era già la Cattedrale, o Chiesa maggiore, o Vescovale di Firenze 32.
Chiesa di S. Lorenzo Basilica Ambrosiana 32.
Chiesa di S. Pietro in Ciel d’oro antichissima in Firenze 34.
Campanile di S. Marco di Venezia quando cominciato a edificare 35.
Chiesa di S. Andrea di Pistoia 35.
Chiesa di S. Maria Maggiore in Firenze 35.
Campanile del Duomo di Pisa quando fondato, e da chi 35.
Chiesa di S. Salvadore del Vescovado 36.
Chiesa di S. Michele Bertelli detto degli Antinori 36.
Campanile di Badia quando edificato 36.
Chiesa di S. Croce in Firenze, e i primi Chiostri quando edificati 36.
Castelli di Scarperia in Mugello, di Castelfranco, e S. Gio: quando edificati 36.
Chiesa di S. Maria del Fiore in Firenze 37.
Casa delli Uberti, e altri ribelli disfatte 37.
Campo santo di Pisa quando cominciato a edificare, e da chi 42.
Cappella dove si conserva la sacra Cintola in Prato, da chi inventata, con altre fabbriche di quella Chiesa 42.
Capocchio da Siena 59.
Casella professore di musica 59.
Carlo Martello Re d’Ungheria 60.
Clemente V. condusse Giotto in Avignone 49.
Carlo di Re di Calavria fece andar Giotto a Napoli in servizio del Re Ruberto suo Padre 49.
Casa de’ Cerchi posta a piè del Ponte vecchio, e sua erudizione 50.
Calandrino, e sue notizie 64.
Il Cardinal di Gaeta Legato del Papa in Siena 68.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

Pagina 67

Vedi

Z
Zeus antico Pittore 3. S. Zanobi Vescovo 32. Traslazione del suo corpo 32. sua Vita scritta da S. Simpliciano Vescovo successore di S. Ambrogio manoscritte nella Libreria di S. Lorenzo del Sereniss. Gran Duca 32. Trasportato dalla Furia del Popolo a toccar l’Olmo, che miracolosamente fiorì 33. LAUS DEO.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

Pagina 12

Vedi

Due segnalati Novellatori Fiorentini anno parlato di tal maestro. Il primo, e’l principale fu Messer Gio: Boccaccio suo coetaneo, e Franco Sacchetti, il quale benché, così di stile, come di tempo si possa dire inferiore, non è però, che per la curiosità degli accidenti, e per la natural maniera del descrivergli nella lingua del suo tempo, non riesca grazioso, e di diletto, particolarmente a chi gode di simili antichità; laonde mi fo lecito per gli curiosi di queste, di portare in fine di questa narrazzione le proprie parole di esso, come stanno appunto ne’ testi a penna della famosa Libreria di S. Lorenzo, giacché il Vasari ne riferì la sustanza senza obligarsi alle parole, in cui consiste tal volta la maggior grazia di queste novelle antiche.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

Pagina 108

Vedi

B Badia di Firenze 45. Bartolo Gioggi pitt. sua vita 28. Bartolommeo Bologhini pitt. sua vita 70. Bartolommeo di Fredi pitt. Sanese sua vita 83. Bastioni, e ripari fattisi nella Città di Firenze 32. Battisterio in S. Giovanni di Pisa 8. Battisterio della pieve di S. Maria in Caliaula 8. Benedetto IX. da Treviso suo ritratto 4. Benvenuto da Imola Comentatore di Dante, coetaneo del Petrarca. Manoscritto nella Libreria di S. Lorenzo 2. Bernardo Orcagna pitt. 64. sua vita 69. Bernardo Nello Falconi Pisano pitt. 68. Bernardo Daddi pitt. sua vita 70. Bernardo da Siena pitt. sua vita 95. Bernardino Poccetti pitt. Fior. 45. 104. Bottega di Maso del Saggio nel Secolo del 1300. raddotto de’ più piacevoli uomini, che avesse allora la nostra Città 25. Bruno pitt. Fior. 11. sua vita 25. Buonamico Buffalmacco pitt. sua vita 11. suo ritratto 12. Muore allo Spedale 13.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

Pagina 108

Vedi

C Caladrino pitt. Fior. 11. 26.27. Campo Santo di Pisa 4. 31. 55. 65. 69. Campana del Popolo di Firenze da chi fatta suonare 33. Campanile di Pisa da chi finito 38. Campanile di S. Maria del Fiore da chi finito 37. Cappella di S. Iacopo in Pistoia 34. Cappella della Sacra Cintola di Prato 40. Cappella degli Strozzi in S. Maria Novella dipinta 64. 69. Cappella Maggiore di S. Maria Novella de’ Ricci dipinta 69. Cappella degli Ardinghelli in S. Trinità dipinta 94. Cappella de’ Brancacci nel Carmine 109. Cappella della nobile famiglia de’ Compagni in S. Trinita 100. Cappella della nobile famiglia de’ Martini in S. Marco 99. Cappella della nobile famiglia de’ in S. Croce 102. Cappella di S. Ranieri in Pisa nel Duomo 8. Capitolo di S. Spirito 4. Capitolo di S. Maria Novella 4. 27. Capitoli della Compagnia de’ Pittori 48. approvati dall’Ordinario 54. Cardinale di Prato 4. Cardinale Latino benedice la prima pietra nel fondamento della gran Chiesa di S. Maria Novella l’anno 1279. de’ Frati Predicatori, con lasciare in piedi l’antica Cappella della Chiesa piccola, ove avean dipinto i Pittori Greci, stati maestri di Cimabue, non ostante quanto ne dica un moderno 55. Carlo Cesare Malvasia Istorico 2. 35. Castel S. Angelo da chi riformato 107. Caterina figliuola di Giotto 33. Cav. Carlo Ridolfi scrittori delle vite de’ Pittori Veneti 77. Cav. Messer Niccolaio di Iacopo degli Alberti fondatore della Chiesa in Orbatello 7. Cecco d’Ascoli sue composizioni nella Libreria di S. Lorenzo 65. Cennino Cennini da Colle di Valdelsa pitt. sua vita 90. Cherubino Gherardacci Eremitano Istorico 13. Chiesa di S. Maria a Ripa d’Arno in Pisa 12. 26. Chiesa di S. Petronio di Bologna 13. pitture fattovi da Buffalmacco 13.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

Pagina 367

Vedi

D’Ordine e Commissione del Reverendiss. P.M. Conti da Bergamo Inquisit. Gen. del S. Ufizio di Firenze, si compiacerà il M.R. Sig. Ant. Maria Biscioni leggere il presente libro della Vita de’ Pittori del Sig. Baldinucci, e riferisca se possa permettersi alle stampe. Dal S. Uffizio li 16 Novembre 1725. Maestro Fra Giuseppe Maria Pesenti da Bergamo, Vic. Gen. del S. Ufizio. Reverendissimo Padre Inquisitore. Nel presente Tomo delle Vite de’ Pittori, descritte dal già Sig. Filippo Baldinucci (uomo, che ad una singolar dottrina accompagnò sempre la vera pietà Cristiana, come fanno piena testimonianza tutte l’altre Opere sue, fino al presente stampate), non ho trovato cosa veruna contraria né alla Santa Cattolica Fede, né a’ buoni costumi; che però lo stimo degnissimo della stampa. Ed a V.P. Reverendissima fo umilissima riverenza. Di V.P. Reverendiss. Dalla Libreria di S. Lorenzo, 22 Novemb. 1725. Umiliss. e Devotiss. Servitore Anton Maria Biscioni. Attestata la sopraddetta relazione, si stampi Maestro Fra Giuseppe Maria Pesenti Vic. Gen. del S. Ufizio di Firen. Filippo Buonarroti, Senat. Audit. di S.A.R.

Con il contributo di