f. Una pietra chiamata dagli Antichi,
perchè la prima fu trovata in Sicilia
appresso 'l fiume Acate. Se ne trova di diversi colori e macchie,
come a suo luogo si dirà, che però è stata chiamata con diversi nomi, come per esempio
,
,
,
,
,
,
ed altri secondo, i colori de' quali la vedevano macchiata.
Serve questa pietra per far bellissimi lavori di commesso;
e Plinio afferma ch'ell'abbia ammirabil virtù
contro il morso de' Serpenti, e però in quella parte di Sicilia,
ove l'Agate si trovano, non sien velenosi gli Scorpioni.
Ora perchè non è noto a noi il modo d'applicare i sopraccitati suoi nomi,
o altri, che dagli Autori fossero dati a questa pietra, ci serviremo di quei,
che già per gran serie d'anni sono stati dati, e dannosi tuttavía
a diversi colori e qualità di Agate da ottimi Maestri
della real Gallería del Serenissimo Granduca,
la quale per la quantità innumerabile, che tanto di questa, quanto d'ogni
altra preziosa pietra conserva, pare che possa chiamarsi una miniera universale,
atta a condire tutto il Mondo: e similmente per quello che appartiene alle particolari
qualità e grandezze de' pezzi della medesima e d'ogni altra pietra preziosa,
della quale siamo per far memoria, intendiamo sempre di parlare,
secondo quello che fin quì s'è osservato in essa real Galleria;
potendo essere che in altre parti del Mondo per lo passato o per l'avvenire,
alcuna volta si sia veduto, o sia per vedersi, alcun pezzo maggiore delle grandezze
che siamo noi per notare, ed anche diverso in altre qualità.. Pietra prezziosa durissima lineata di linee lattee, ed alcune azzurricce più e meno grosse, le quali inegualmente si raggirano intorno ad occhietti piccolissimi, raddoppiandosi sottilmente, per così dire, in infinito a foggia d'una matassetta di sottilissime fila, e alcune volte intorno alla , che è uno spazzio in tutto e per tutto simile al ghiaccio. È in ogni parte trasparente, ma nel ghiaccio molto più ed è opinione de' pratici, che questa si trovi nella Persia. Riceve acceso pulimento; si lavora con sega, ruota, e spianatoio; e serve per lavori di commesso.. Pietra prezziosa Orientale, durissima, trasparente, che in ogni sua parte riceve lucidissimo pulimento. À in sè alcune macchie bislunghe a similitudine degli occhi degli uomini, grandi alcuna volta quanto una mano, e alcuna volta più lunghe, e anche di forme diverse lunghe e torte a righe, tutte di color nero, che dolcemente sfumano in alcune onde o vene di color capellino, a similitudine delle macchie del legno. Seguono poi sopra esse alcune altre simili vene o righe lattate, con qualche righetta di bianco sudicio terminante in campo capellino e nero. Trovasene per ordinario pezzi quanto una mano al più e serve per opera di commesso: si lavora con sega, ruota, e spianatoio.. Pietra prezziosa dura quanto i Diaspri, che si trova nelle Campagne di Siena: è macchiata, o vogliamo dire più propiamente marezzata d'un marezzo nero bianco giallo, e di moltissime altre mezzetinte sudice, cioè di colore fra 'l giallo bianco e nero, e nelle vene, che à bianche, è trasparente; à però qualche pelo intorno alla scorza. Serve per opere di commesso; si lavora con sega, ruote, e spianatoi: se ne trova di mezzo braccio in circa, e riceve bellissimo pulimento.. Pietra prezziosa durissima, le sue macchie sono alcune fila bianche livide, che annodandosi, e risegandosi fra di loro inegualmente formano diversi spazzj neri più e meno grandi. Riceve lucidissimo pulimento; lavorasi con sega ruota e spianatoio. I maggiori pezzi che si trovino, arrivano alla misura del braccio Toscano; serve per lavori di forme e commesso. Di questa pietra è fatto il fondo dell'imbasamento del Ciborio della real Cappella di S. Lorenzo, e le colonnette dello stesso.. Pietra preziosa dura quanto i Diaspri, che si trova nelle Campagne di Siena: è lineata di diverse linee in gran numero, seguite l'una appresso all'altra, ondeggianti a similitudine del legname dell'Olivo; ma di color bigio, nericcio, capellino, bianco, e azzurigno sfumato. È tutta trasparente; ma nelle parti chiare, e molto più vedonsene alcune, che dopo le nominate linee, ne anno delle paonazze simili all'Amatista. Riceve lucido pulimento; e serve per operar di commesso; lavorasi con sega, ruota, e spianatoio; e le maggiori che si trovino, per ordinario non eccedono la misura di due terzi di braccio.: siccome diversi sono i nomi dell'Agate, come aviamo a principio accennato, così anche diverse qualità d'Agate si trovano. Quella che dicesi
: contiene in sè alcune macchie a foggia di gocciole d'oro, come il Saffiro ed è chiamata
, dicono trovarsi molte di queste nella Candia.
Ne vengono anche dall'India, le quali si vedono con diverse macchie, maravigliosamente dipinte dalla Natura;
altre in sembianza di statue, altre d'animali, di fiumi, d'alberi, e simili: e dicono, che queste abbiano virtù di spegnere la sete tenute in bocca. Ne vengono ancora dalla
Persia (e queste abbruciate rendono odore di mirra) d'Arabia,
di Cipri, e d'altre molte parti, alle quali attribuiscono gli Autori varie virtù,
che non è nostro intento il descrivere; bastandoci solo l'aver dato qualche notizia particolare de' colori
e macchie delle più principali, che servono alle nostre Arti.
Vocabolario
1681
Amatista
Vedi
f. Gioia di non molto valore, del colore del fior del Pesco, e per lo più di color paonazzo, o del color dell'uva, con le macchie granellose dello stesso colore, mà più chiare, o bianche sudice sfumanti. Poca se ne trova, che saldissima sia; perchè quei granelletti tengono non so che del sale, che però ne' lavori piccoli facilmente si sverzano, e stritolano. A noi viene del tenitorio di Roma cavata da frammenti di antichi edificj. è di durezza simile a' Diaspri; si lavora con sega, ruota, e spianatoio, e
riceve pulimento acceso. Di questa pietra è fatto tutto l'imbasamento delle colonne grandi del Ciborio della real Cappella di S. Lorenzo. A nostra notizia non è che se ne trovino pezzi maggiori di due terzi di braccio. Trovasi secondo PlinioLib. 37. Cap. nell'India, e questa è la migliore, e tiene color porporino, e alcuna volta pende al color giallo. Ne à l'Arabia, l'Armenia minore, e l'Egitto; in Tarso, in Cipri, in Francia, nelle Spagne si trovavo ancora l'Amatiste, ma di non bella qualità. Molti Autori scrivono di questa pietra, alla quale attribuiscono molte virtù; l'Accademico Ardente dice essere opinione, che questa gioia fosse nell'Anello, col quale S. Giuseppo sposò María sempre Vergine.
Vocabolario
1681
Berillo
Vedi
m. Gemma che à qualche similitudine collo Smeraldo, la quale Plinio afferma avere avuto principio nell'India, dove per lo più si trova. Anno i Berilli splendor grosso, onde usano gli Artefici lavorargli in figura esagona, acciò pigliando da molte parti il lume, diano più splendore. Trovasene di diverse qualità, altri che pendono in verde e ceruleo; altri che tramandano un certo splendore, che pende in color d'oro, piu chiari, e più foschi; altri di color simile al Giacinto; altri di color gialliccio; alcuni di color dell'olio; ed altri in tutto e per tutto simili al cristallo, e questi son quelli che ne' nostri tempi son chiamati più propriamente di tutti gli altri col nome di Berilli, simili al Diamante; ma non anno però quell'oscurità, che nel suo risplender lucidissimo, mostra il Diamante. Molti Autori ne scrivono, e danno a' Berilli diversi nomi, de' quali non fa a nostro proposito il parlare, tanto più che è fra di loro non poca controversia; e non tutti gli Artefici tengono una sola opinione circa il distinguere questa gemma da altre, per le diverse sue qualità.
Vocabolario
1681
Diaspro
Vedi
m. Pietra dura, che si annovera fra le Gioie di minor pregio, e trovasene di diversi colori, e di varie spezie.detto, o. Pietra durissima di color rosso alquanto macchiato con piccole macchie di forme diverse, tutte diacciate, altre rosse sbiadate, altre bianche sudice, altre bige, altre nere; ma le più rosse sbiadate. Serve solamente per lavori di quadro, perchè quel diacciato, che à in sè, impedisce il poterne far lavori di commesso gentile, schiantando con facilità. Si lavora con sega, ruote, e spianatoi; e riceve pulimento assai buono, ma non quanto i Diaspri Orientali: se ne trovano pezzi di ragionevole grandezza.detto. Una spezie di Diaspro, che nasce in Arabia, in Persia, e in Cipri; à colore simile alla malva, e senza trasparenza. L'usano in Germania assai, per tenere appeso al collo di piccoli Fanciulli.detto. Una pietra dura di color rosso scuro; tramezzata di macchie bianche, che si lavora a forza di sega, spianatoio, e smeriglio. Trovasi a Barga nello stato Fiorentino, in lunghezza di braccia cinque, larghezza di due e mezzo, il maggior pezzo: serve per ornamenti e lavori di commesso., di varj colori. Pietra durissima con diverse righe a similitudine, quanto alla forma, del legname dell'ulivo segato; ma di diversi colori, cioè rosse scure, nericce, bianchicce, e azzurrigne, pendenti in giallo, più chiare e più scure, e avvinate: altre larghe per la grossezza d'una penna da scrivere, altre più strette, ed altre sottili, quanto fila minutissime, o capelli, alterate da qualche macchia bianca livida, o azzurrigna, con qualche magagna, ma senza peli: nelle macchie, che più s'assomigliano all'Agata, riceve bellissimo pulimento. Lavorasi con sega, spianatoio, e ruota: serve per lavori di commesso, e forme; e trovansi pezzi di grandezza fino a due terzi di braccio.. Pietra durissima di color nero, contenente in sè alcune nuvole sfumate, fra il bianco, il nero, e l'azzurro, e attorno à macchie fra 'l rosso
e 'l giallo, e 'l bianco sudicio, le quali pure anno in sè alcune macchie tonde nere, granite di qualche piccolissima macchia gialliccia; riceve pulimento acceso; si lavora con sega, ruote, e spianatoi: serve per lavori di commesso; trovansene di grandezza d'un palmo, e queste son le maggiori; à qualche pelo.. Pietra durissima del color della Rosa, con macchie a foggia delle vene del legname, ma più sfumate; alcune delle quali di color di Rosa, strette a principio, nel raggirarsi poi fra loro si dilatano alquanto; altre di colore fra 'l bianco, e 'l rosato; ed altre fra 'l bianco, e 'l verde, rigirate da una macchia di giallo dorato con altre macchie capelline, ed alcune rosse rosate più accese nell'estremità. Trovasene di grandezza di mezzo braccio: serve per lavori di commesso, perchè riceve pulimento acceso acuto; ma nelle macchie che pendono in verde, riceve pulimento grasso. à qualche magagna, o tarlo; ed alcune, ma rarissime e piccolissime macchie in forma tonda, e queste sono trasparenti: lavorasi con sega, ruota e spianatoio.. Pietra durissima, tutta lineata per lungo con vene capelline e nere ondeggianti, e qualcheduna bianca sudicia sottilissima. È del color proprio della noce d'India; e vogliono alcuni, che sia veramente legno, che in quelle, parti si petrifichi. Si lavora come gli altri diaspri, con sega, ruote, e spianatoi; serve per lavori di commesso, e se ne trovano pezzi assai piccoli., detto. Pietra durissima, che per essere alquanto ruspa, e grassa, riceve ordinario pulimento. À fondo verde, ed è abbagliata di macchie paonazze, più o meno scure, picchiettata o granita da altre piccolissime macchie, bianche e gialle: à gran quantità di peli, e alcune vene bianche sottilissime. Lavorasi con sega, spianatoio, e ruota: e di Boemia ci vien portata in pezzi non maggiori d'un braccio. Serve per lavori di forme, di commesso, e d'altro.. Pietra durissima, macchiata con macchie gialle dorate vivissime ed accese, che si raggirano intorno ad altre macchie rosse focate, più o meno scure, sfilate a foggia d'una nappa di seta con le fila dilatate o sparse, più corte e più lunghe, ed alcune che si raggiran fra di loro a foggia d'onde, e queste più larghe; e fra esse appariscono alcune macchiette violate di diverse forme di color giallo sudicio, e giallo chiaro, abbagliate o velate sopra di un certo avvinato più chiaro, e più scuro, tramezzate; ed anche alcune di esse circondate da alcune righette, o venuzze nere; e dove le macchie pendono fra 'l giallo chiaro, e 'l bianco, si vede la pietra trasparente. Serve per lavori di commesso; e si lavora con sega, spianatoi, e ruote, ricevendo lucidissimo pulimento: se ne trovano pezzi di grandezza di mezzo braccio in circa; anno qualche magagna, che chiamano , per esser simile al legno tarlato; ma però sono alquanto rare.. Pietra durissima d'ottimo pulimento, di color giallo scuro, attorniata di righe di giallo acceso, e altre di giallo sudicio sfumate: ed à in se qualche vena bianca e paonazza. Portancela di Boemia in pezzi di mezzo braccio al più, si lavora con sega, spianatoio, e ruota; serve per lavori di commesso, e forme.. Pietra durissima, che di quel luogo c'è portata in piccoli pezzi; è di colore tutto giallo scuro: à contuttociò alcune magagne, rotture, e peli, ed alcune sottilissime venuzze come capelli; ma però molto lontane l'una dall'altra. Lavorasi con sega, spianatoio, e ruota; serve per lavori di commessi.. Una pietra durissima, che altro non è (secondo i Periti) che legno della quercia impietrito. Di questa pietra veramente maravigliosa, nella real Gallerìa del Serenissimo Granduca, è un tronco o ramo, lungo circa un braccio, che segato per testa, mostra tutto il lineamento della parte interiore di tal legno; e non è a notizia nostra, che se ne sieno veduti altri pezzi. Vale per lavori di commesso; tagliasi, e puliscesi come gli altri Diapri,
con sega, ruote, e spianatoi. Riceverebbe bellissimo pulimento, se non avesse molte doppiezze, e falde, ed alcuni piccolissimi peli, grossi come capelli, che gli danno qualche impedimento.. Pietra durissima di fondo rosso scuro, nel quale si raggirano alcune macchie gialle ondate, alcune più, alcune meno chiare; tiene ancora alcune macchie verdi sfumate, altre nericce, e rosse scure sudice, con qualche vena bianca sudicia, a somiglianza di quella dell'Agata, e queste son trasparenti. Il maggior pezzo non eccede la grandezza d'una mano: lavorasi con sega, spianatoio, e ruota; riceve bel pulimento; e serve per lavori di commesso.. Pietra durissima fregiata di strisce verdi scure, che dolcemente terminano in righe verdi chiare, con altre righe rosse focate, assai strette. à altre strisce in mezzo gialle chiare accese, e gialle scure; e tra 'l verde veggonsi alcune gocciolette rosse focate, alcun'altre di color carnicino sudicio; e queste solamente son trasparenti. Riceve pulimento grasso, ed à qualche pelo, o vena. I pezzi che si veggono quà, sono d'una grandezza d'una mano al più. Lavorasi con sega, spianatoio, e ruota; e serve per lavori di commesso.. Pietra durissima, che in alcuna parte è tutto verde acerbo, venato di verde più scuro; ed in altre parti è mischiato di macchie bige, tramezzate d'alcune macchiette verdi chiare sudice, e picchiettate d'altre piccole macchie bianche sudice. Riceve pulimento grasso, e non è punto trasparente. Serve per lavori di commesso, e forme. Lavorasi con sega, spianatoio, e ruota; e non se ne à se non piccoli pezzi.. Pietra durissima circondata di tutto verde scuro, in qualche luogo sfumante in verde giallo; e dentro al verde à certe macchie rosse accese, a guisa di sangue che sia stato sparso in terra in gran copia; intorno alle quali veggonsi in qualche distanza altre piccole macchie di figura tonda del medesimo sangue. à molte rotture, e peli; nelle parti salde riceve pulimento acceso: la maggior grandezza, che si trovi, è di circa mezzo braccio, lavorasi con sega, spianatoio, e ruota. Serve per lavori di commesso, colonnette, e forme.. Pietra durissima mischiata di colori, verdi, gialli, rossi, carnati, bianchi, e neri, e fra di loro confusi, con un certo velamento che gli rende tutti uniti in una bella macchia. Piglia pulimento acceso. Nelle macchie carnate s'assomiglia all'Agata ed in queste è trasparente, e nell'altre nò. Trovansene pezzi di grandezza d'una mano al più. Altri verdi ve ne sono di simile durezza; ma con macchie in forma di strisce, sfumate di colori verdi scuri, verdi chiari, rossi focati, e rossi sudici; le quali strisce tutte son picchiettate de' medesimi colori, cioè di rosso nel verde e di verde nel rosso, e così vadisi discorrendo: nelle macchie rosse sudice è trasparente, e nelle altre nò. La maggior grandezza che si vegga fra noi è d'un terzo di braccio: lavorasi come tutti gli altri diaspri, con l'aiuto dello smeriglio, per mezzo di seghe, spianatoi, e ruote; serve per lavori di commesso, e forme.. Pietra durissima, e forse il più degno e prezioso diaspro che si trovi: è di color rosso focato; si lavora solamente a forza di ruota: trovasene in grandezza d'un braccio al più. Di questa gemma sono i Globi dell'Arme del Serenissimo di Toscana, e gli ornamenti de' guanciali sopra i sepolcri dell'Altezze, nella Real Cappella di San Lorenzo., altrimenti detto. Pietra dura per la metà del Diaspro di Francia, di color verde chiaro, macchiato di macchie maggiori e minori, di color verde scuro, ed altre bianche. Vien dall'Isola di Corsica, trovandosene pezzi di grandezza di braccia tre al più. Serve per ogni lavoro di sega, o scarpello.. Pietra durissima di color rosso focato, tramezzato di macchie larghe di color giallo sudicio, e sparse di bianco livido, tutte trasparenti, che spargono dai lati, diversi rami, o punte terminate. La macchia rossa è lavorata attorno
graziosamente da una certa vena, composta di minutissimi e quasi invisibili punti nericci. Serve per lavori di commesso, e riceve pulimento acceso. Trovansene di grandezza d'un palmo, e si lavora con sega, spianatoio, e ruota.. Pietra dura sopra ogni altro diaspro, e quanto il Calcedonio, e da noi stimatissima. Veggonsene di color verde porro, che è macchiato di macchie verdi più scure; ed anche del giallo chiaro e scuro, mischiato di vene gialle più scure, anzi pendenti in rosso. Lavorasi solamente a forza di sega, spianatoio, e ruota; e l'maggior pezzo si trova di grandezza di mezzo braccio., detto. Pietra durissima, e trasparente, di fondo verde scuro, sfregata di giallo, con certe macchiette piccole, fra di loro molto lontane, di diverse forme, le quali chiamano , per essere del proprio color del sangue. Serve a lavori di commesso, colonnette, forme, ed altri simili. Trovasene di grandezza di mezzo braccio al più: riceve gran pulimento, benchè abbia qualche magagnuzza, rottura, o pelo; ma però assai distanti l'una dall'altra. Veggonsene ancora alcuni pezzi con fondo verde acerbo, ma alquanto più chiaro del primo, colle gocciole del sangue più minute, senza sfregi gialli, ma con qualche pelo; e riceve pulimento molto acceso, e bello, e non traspare. Serve per lavori di commesso come l'altro; e lavorasi con sega, spianatoio, e ruota; e si à in piccoli pezzi.detto. Pietra dura di color giallo sudicio, mischiata di vene e macchie sottili, bianche livide, rosse vive, e capelline. Si lavora con sega, e spianatoio, e serve per ornamenti, e lavori di commessi., detto. Pietra durissima, che riceve pulimento acceso: è di maravigliosa bellezza, contenendo in sè macchie molto vaghe, di diverse grandezze, e forme, che tirano più tosto al tondo, benchè in alcuni luoghi facciano qualche angoletto. Son le macchie di color rosso focato, tutte dintornate d'un sottilissimo profilo bianco lattato, con un fondo paonazzo, e sotto ove più, ove meno scure. Stimasi fra' Professori questa pietra esser la più bella e la più vaga, che tra' diaspri si trovi: a noi vien portata dall'Isola di Sicilia in pezzi di mezzo braccio al più serve per lavori di commesso, di forme, di piccole colonne, e pilastri, fregi, e simili; e si lavora con sega, ruota, e spianatoio, e smeriglio.. Pietra durissima tramezzata di vene di Calcedonio, bianche livide, o bianche avvinate, trasparenti; e nel resto è tinta di macchie avvolte gialle non molto grandi; lavorasi con sega, ruota, e spianatoio; e riceve pulimento acceso. Serve per lavori di commesso, trovandosene di grandezza d'un palmo, o poco più.detto. Pietra durissima, che vien di Sicilia; ed è del colore della pelle del Lione, tutta rigata per lungo con righe interrotte gialle sudice, e gialle pendenti in rossiccio, con altre che pendono in giallo scuro, e in nero. Si trova in piccolissimi pezzi: lavorasi con sega, ruote, e spianatoi, ricevendo acceso pulimento: serve per lavori di quadro, e di forme; à però in sè minimissimo tarlo. Di questa pietra è fatto il primo fregio, sopra il primo imbasamento del Ciborio della real Cappella di S. Lorenzo.. Una pietra dura quanto gli altri Diaspri, e con falda simile al Fiorito di Sicilia; con questa differenza, che dove nel Fiorito il sottilissimo profilo bianco circonda alcune macchie di più forme piccole; in questo lo stesso profilo contorna macchie grandi; e dove in quello il profilo è scempio, in questo è doppio, e mette in mezzo una striscia picchiettata di diversi scuri colori; e tutta insieme detta striscia circonda le macchie sopra notate, grandi quanto una mezza mano, di color rosse di sangue, picchietate di piccoli granelletti ineguali, gialli dorati, con alcune minutissme venuzze nere, che circondano essi piccoli granelletti: è ancora attraversata in alcuni luoghi da qualche vena bianca livida serve per lavori di commesso, e sene trovano pezzi di mezzo braccio in circa, che si
lavorano con sega, spianatoi, e ruote, ricevendo pulimento bellissimo.. Pietra dura, che si lavora solamente a forza di sega, spianatoi, e smeriglio. È di color giallo lionato di righe pendenti in giallo, in verde, in nero. Si trova in piccoli pezzi, cioè di lunghezza di un braccio e mezzo, e d'altezza d'un terzo di braccio in circa. Cavasi ne' contorni della Città di Catania in Sicilia. Trovasene ancora del non rigato, ma con macchia tonda assai scura, e cruda, di color giallo chiaro, e sudicio, picchiettata di verde scuro assai, ma sfumato; questa però à qualche magagna e pelo. Servono l'uno, e l'altro per ornamenti, e lavori di commesso.
Vocabolario
1681
Ebano
Vedi
m. Albero dell'India, il cui legno è dentro nero, e fuori del color del Bossolo, sodo, e di maniera pesante, che non galleggia nell'acqua. Vale a far bellissimi lavori di quadro, e ornamenti di disegni, e pitture; perchè è densissimo, e riceve pulimento lustro maravigliosamente. Il migliore dicono esser quello, che nasce in Etiopia, nero, liscio, e senza vene, e che rotto manda fuori grato odore; e non pochi sono stati coloro, che mal pratichi di queste qualità, si son provvisti, in vece d'Ebano, del Moro e della Spina d'India.
Vocabolario
1681
Giacinto
Vedi
e Gioia, che secondo Plinio, depende dall'Amatista, ma è da quella diversa, perchè il colore uveaceo di questa, è più pallido. Dicono trovarsene ancora di colore azzurro (ma assai difettosa)
altra volta biancheggiante, tal'ora risplendente in porporino colore. Il Cardano la distingue in quattro sorte; altra simile al Grisolito, densamente gialla; altra gialla chiara, che nel bianco traspare come il Topazio; altra simile al Rubino, o Granato; altra al Sardo, e che nella sua trasparenza risplende in giallo; e molti affermano, che questa gioia, al variar dell'aria, muti la chiarezza, o torbidezza sua. Ne l'Etiopia, e l'India, donde vengono le migliori. Dicono aver virtù contro i fulmini, contro la peste, e che fattole toccare le carni d'un infetto di tal male, si turbi; in oltre che sia atta a fomentare l'allegrezza, scacciare i timori, e fortificare il cuore. L'Accademico Ardente afferma, trovarsi in Pollonia in una Droghería un'Iacinto grande quanto un'ugna, legato in argento, il quale prestano a' feriti, e per continova esperienza si vede, che avvicinato alla ferita la difende dalla putredine. Molt'altre belle virtù gli attribuiscono i Naturali, che per brevità io tralascio; ma a i nostri Artefici serve per vaghi e ricchi ornamenti, e lavori.
Vocabolario
1681
Grisolito
Vedi
m. Lat Crysolitus. Grec. ???s?????? da ???s??, che significa Oro, ?????, che significa Pietra. Una gemma, che si trova in Etiopia, nell'Arabia, e nell'India, simile al Giacinto, che (secondo Plinio) non è lo stesso Giacinto, vien però da' Professori di gioie chiamato Giacinto. Sant'Epifanio in quel
luogo dell'Esodo, dove si parla del pettorale del Sacerdote ornato di pietre preziose, nel quale al settimo luogo era il Lingurio, tien ferma opinione, che questo Lingurio fusse il Giacinto, perchè allora con tal nome il Giacinto si chiamava. È questa gemma di colore pendente in rosso, rilucente in aureo colore, alcuna volta qualche poco del ceruleo, o marittimo, e contiene in se alcune gocciole d'oro. Il Cardano(Libro 7. de Subtilitate) vuole che il Grisolito sia di color d'oro lucentissimo, e lo cava da Plinio; la dove i moderni Gioiellieri questo così fatto chiamanoTopazio, e 'l nome di Grisolito danno ad una pietra verde, perchè tale la facevano gli Antichi. Dicesi essere il migliore quel Grisolito, che posto appresso all'oro, pare che quasi l'ammortisca, e faccialo apparir biancheggiante, cioè pendente all'argenteo colore, e questo dicono esser di Tarso. Vi sono altre gemme, che gli Autori chiamano spezie di Grisolito, come sono, , , , , , e altre simili, che differiscon fra di loro nel colore più o meno rosso, più e meno aurato, ed in altre particularità di esso colore. Attribuiscono i Naturali al Grisolito varie virtù ed a' nostri Artefici serve, siccome l'altre preziose pietre, per varj ornamenti, e ricchi lavori.
Vocabolario
1681
Onice
Vedi
m. Gemma, secondo Plinio, quasi simile al Grisolito, alla Sarda, e al Diaspro. Trovasene nell'India, nell'Arabia, e in Germania: e vi è Autore che afferma nascere ella nel fiume Fisone, che viene dal Paradiso terrestre, e lo cava dal Genesi al secondo; dove parlandosi di quel fiume si dice nascervi l'oro, e trovarvisi la pietra Onichino. Distinguono questa gioia in cinque diverse sorte, secondo i diversi suoi colori. La prima (nella quale concorrono buoni Autori, come il Cardano, Dionisio, e altri) è di colore dell'ugna dell'uomo; la seconda profondamente nera; la terza che vien dall'India nera pendente in giallo; la quarta alquanto gialla con vene bianche; e la quinta che vien d'Arabia, nera con vene e cerchi bianchi: quella di Germania è chiamata Calcedonio,
che à le varietà di colori e forme d'occhio umano, da Plinio attribuite all'Onice. Di questa gemma si parla molto nella Sacra Scrittura, cioè nella Genesi, nell'Esodo, e altrove. I Naturali le assegnano diverse facoltà, come si può riconoscere da' loro scritti: a' nostri Artefici serve, come ogn'altra gioia, per varj e prezziosi ornamenti, e fatture. Nè voglio lasciar di dire, trovarsi l'Onice alcuna volta con la superior corteccia d'un sol colore, e l'inferiore d'un altro, ed allora chiamasi , e forsi Cameo, dal color che tiene di Cammello, o perchè abbia non sò che di simile alla cama; così l'AldovrandoLib. 4. Mus. Metal. cap. 74. In questa gemma s'intagliano figure, e vedonsene delle così ben fatte, che non anno prezzo, che le adegui. V. Cammeo, e V. Niccolo.
Vocabolario
1681
Opalo
Vedi
m. Gemma, risplentissima, che si trova nell'India, di colore che pende in azzurro chiaro, non lungi in simiglianza dal fuoco del zolfo. È stata chiamata Perderota, parola derivata dal Greco, per l'amor che a questa gemma si porta da chi la possiede, per la bella grazia, che tiene in sè stessa; perchè contiene il purpurino dell'Ametisto, e 'l verde dello Smeraldo, e sparge i suoi raggi fra le mani con modo mirabile; e secondo, che si volge intorno alla luce, va cangiando il suo bel colore.
Vocabolario
1681
Pedere
Vedi
f. Una gemma, che si trova nell'India, e nell'Egitto, nell'Arabia, in Ponto, nell'Asia, Tracia, e Cipro. Questa gioia unisce in sè un lucido cristallo, benchè l'aria del suo naturar color sia porporina, con un certo aureo splendore; è di molto conforto alla vista, e la migliore è quella dell'India, la quale chiamano . Quelle dell'altre regioni anno fra di loro alquanta diversità. Di questa gioia scrive Plinio ed altri, che la mettono per la principale fra le gioie bianche.
Vocabolario
1681
Perla
Vedi
f. Gioia nota e stimatissima, che nasce nelle conchiglie d'alcune ostriche marine ne' mari dell'India dal promontorio di Comorìfino all'Isola di Zeilan: queste però sono assai piccole. Nel mare di Persia nascono le perle di molta grossezza e bianchezza, che sono dette da noi orientali. Trovasene anche nella China in gran quantità. Questa gioia nella conchiglia è tenera, e poi all'aria indurisce; e questa dicono esser la ragione assegnata da' periti dell'invecchiar che fanno le perle, col tempo divenendo gialle, e rugose; onde fa di mestiere di fregarle con riso non del tutto cotto, e con sale per ridurle alla prima bellezza. Fra le maravigliose perle venute a mia notizia, maravigliosissima è quella, che si mostra nella tribuna della real Gallería, della quale è formato un vaso della grandezza d'una noce.
Vocabolario
1681
Rena
Vedi
f. Una moltitudine di minutissime pietruzze, che si fanno dal frangersi delle maggiori pietre, secondo alcuni Autori. Vitruvio fu di parere, ch'ella fosse una sorte di terra abbruciata, e fatta divenire non più soda della terra cotta, e più tenera del tufo, per forza de' fuochi racchiusi sotto i monti. Comunque sia la cosa, è la rena di più sorte; cioè , , e ; e questa è di più colori, e qualità cioè, , , , , e . È notissimo il servigio della rena messa nella calcina per murare. La più grossa e più tenace è quella di cava, ma facilmente si fende; e però s'adopera ne' muri, e nelle volte continovate: e la ghiaiosa serve, per far quella calcina, colla quale si riempiono le fondamenta. La rena di quei fiumi o fossati, che anno gran pendìo, serve ancora ella per murare, purchè ne sia tolta via la prima scorza più grassa e fangosa; che però sarà bene, pigliar quella, che si trova sotto la caduta dell'acqua, come più netta e purgata. Contrassegni dell'ottima qualità della rena sono, quando posta in un panno bianco, non lascera alcuna macchia, ovvero stropicciata con la mano, striderà; il che sarà segno, ch'ella sia di qualità pietrosa, e non terrosa. E dee ancora esser cavata di fresco, perchè esposta all'aria si putrefa, e quasi si riduce in terra. Vitruvio e Plinio dicono, che per ogni misura di calcina si dieno tre misure di rena di cava, e di quella di mare e di fiume solamente due. L'istesso Plinio dice, che gli antichi si servivano della rena d'Etiopia, d'India, e d'Egitto. Noi ci serviamo per lo più di quella de' fiumi. Non mancano buoni Autori, che scrivono, non doversi usare la rena del mare nelle fabbriche; perchè, per lo falso umore, ch'è in essa, fa dissolvere le coverture, o intonachi, delle muraglie; il quale dissolvere dicesi propriamente, scanicare: contuttociò volendola usare, si pigli di quella, che nereggia e lustra come vetro, e di quella che è più vicino alla riva.
Vocabolario
1681
Rubino
Vedi
, o m. Gemma, così chiamata per la simiglianza che tiene col fuoco. Trovasi in India, in Etiopia, ed anche in Germania, e questi si chiamano . Sono di diverse spezie, e qualità, tutti per tirano al colore di viola, quali più quali meno risplendenti. Si distinguono in , e . I primi contengono in se un molto acceso ardore: i secondi spandono il loro splendore più al difuori. Veggonsene alcuni attraversati di bianche macchie. Quelli di Germania non sono di così sottile splendore. La differenza che è fra 'l Rubino, e 'l Carbonchio, da altro non depende, che dall'eccellenza, e perfezzione di questa pietra, la quale, quando arriva agli ultimi carati, si dice Carbonchio. È sua qualità particulare il risplendere maravigliosamente. E a' nostri Artefici serve per varj ornamenti.
Vocabolario
1681
Sarda
Vedi
, o f. Gemma nobile, e antica, così detta, secondo Plinio, per essere stata prima ritrovata in Sardo, Provincia dell'Asia. Da questa voce è detto il Sardonico. Trovansene in Babilonia, nell'aprir che si fanno alcune cave di sassi, tra le quali nascono esse gemme. Ne à l'Epiro, e l'India di color rosso, di color di minio, e questa assai grossa, e altra ancora di color rosso che par foderato d'argento. Altre sene trovan' in Arabia; nell'Albanía sene vedono alcune che paion foderate d'oro. Ancora nella Persia, nell'Armenia, nell'Egitto, ed ancora in Germania presso al Reno, ma tutte diversificano fra di loro alquanto di colore. Si distinguono in , e ; i maschi tengono maggiore splendore delle femmine. Questa Gemma non s'imbratta per lo molto maneggiarla, che facciano gli Artefici. Il color suo naturalmente è rosso scuro nella superficie, ma la trasparenza, e la sua luce lo dimostran più chiaro, massimamente se non è molto grossa; sebbene ancora sene trovano delle gialle, o pendenti in giallo, alcune bianche, ed ancora delle mescolate di tutti questi colori. Oltre a i varj servigi d'abbellimenti, che da esse ricevono le nostre Arti, si dice abbiano varie virtù, come di ristagnare il sangue del naso, e vena del petto, e rallegrare il cuore. Si chiamano anche tra' Professori di gioie, Corniole; perchè poco differiscono le Corniole dalle Sarde, anzi secondo buoni Autori sono una specie di quelle.
Vocabolario
1681
Sardonico
Vedi
m. Gioia che si trova in gran quantità nell'Indie, e ancora nell'Arabia, e in Armenia, portata da diversi torrenti. Si dice Sardonico, nome composto dall'altra gemma detta Sarda, e dall'Onice; così la descrive S. IsidoroLib. 16. cap. 28.Giorgio AgricolaLib. 7. de' Minerali, e Plinio, la chiamano anche . Cammillo Leonardo tiene che questa gioia sia composta di tre pietre, cioè della Sarda, dell'Onice e del
Calcedonio. Vedonsene di diversi colori; quelle dell'India son simili alla Sarda, e d'un colore simile a quello dell'ugna posta sopra la carne rossa dell'uomo. Quelle d'Arabia non tengono tal similitudine. Sonvene ancora di diversi altri colori, alcune con un circolo bianchissimo sopra nero colore, o un iride celeste. Sonvene ancora delle mescolate con diversi colori, che guardandole in superficie paion nere, ma nella trasparenza dimostran rosse; altre se ne son vedute con radice nera, e pendenti in verde assai scuro, ed il bianco pendente in porporino; altre se ne vedono di o giallo scuro, o con una certa giallezza fosca; altre mischiate di nero, e bianco, con un cerchio bianco; alcune di giallo scuro, ed azzurro, il quale apparisce nella superficie, e nella trasparenza il giallo. Fra queste, vene sono delle più lucide e meno, e più e meno trasparenti. Gli Antichi Romani fecero non ordinaria stima di questa pietra, che fu portata loro la prima volta da Scipione Affricano il Maggiore. Intagliasi mirabilmente in piccole figure, e sigilli, avendo qualità particulare, massimamente quelle dell'India di non ritenere la cera.
Vocabolario
1681
Vite
Vedi
f. L'albero o vogliamo dire la pianta, che produce l'uva. Dicono Autori gravissimi esser'ottimo il legname della vite, per fare statue d'eterna durata; e si à, che ne' tempi di Cesare fusse nella Città di Populonia, oggi destrutta, una statua di Giove fatta di vite, quale si fusse mantenuta senza alcun segno di corruzzione, anni (per così dire) infiniti; nè si maravigli alcuno di questo, perchè secondo che Strabone racconta, trovansi in Arriana Paese dell'India, viti così grosse, che il piede appena può essere abbracciato da due uomini.