Luogo - Genova

Numero occorrenze: 5

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

1681

Pagina 43

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Diede saggio di suo valore in questi tempi Marino Boccanera Architetto Genovese, il quale come attesta Raffaello Soprani, e dice cavarlo dagli antichi annali di Genova, nell’anno 1283 diede principio alla gran fabbrica dell’antico Molo, il quale fondò con grossi, e duri macigni per larghezza poco meno della stessa muraglia, cavati dalle vicine montagne, con bell’arte condotti dal Monte al Mare, ed in esso sommersi, i quali per lo corso di molti anni agitati dall’impeto dell’onda venissero talmente a stabilirsi, e fra di loro a congiugnersi, che poi facil cosa fusse il potervi alzar sopra con sicurezza quella gran fabbrica. Il citato Autore attribuisce a questo Artefice anche l’opera della Darsena, che era stata cominciata fino all’anno 1215, e quella del Mandracchio cominciata del 1276, per sicuro ricetto delle Navi, siccome anche pensa ch’e’ facesse altri maravigliosi edifici, e acquidotti, di che però non si à indubitata certezza.

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1681

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D
Dibeno antico Scultore 2.
Demofilo antico Pittore 3.
S. Domenico Patriarca 3. a Firenze 4.
Detto di moderno Autore contro un’opera d’Andrea Tafi, confutato 31.
Darsena, e Mandrocchio di Genova da chi, e quando edificati 43.
Dante Poeta Fiorentino, de’ Priori 45. suo esilio 45. ricevuto da Giotto in casa sua nella Città di Padova 49. dipinto da Giotto 46.

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1681

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M
Moltiplicità di pareri offusca la chiarezza delle scienze 2.
Michelagnolo Buonarroti, suo parere sopra la pittura, e scultura 2.
Mela, e Micciade antichi Scultori 3.
Margaritone Pittore, Scultore e Archit. Aretino 5. il primo che incominci a coprire le tavole di tela per dipingervi sopra 5. sue opere 5.
Marino Boccanera Architetto Genovese sua vita, e opere 43.
Molo antico di Genova da chi, e quando edificato 43.
Monastero delle Donne di Faenza era dove oggi è la fortezza da basso 49.
Monaco dell’isole d’oro dell’antichissima, e nobilissima famiglia Cibo, sue opere 49.
Morte di Giotto in Firenze l’anno 1336. 51.
Moglie e figliuoli di Giotto a 53. e 54.
Maso del Saggio, e sua piacevole istoria circa Calandrino 66.

Vocabolario

1681

Lavagna

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Lavagna
f. Una sorta di pietra nera, che si produce a suolo a suolo, ovvero a falde; si adopera a coprire i tetti; e commettendosi insieme con una certa maestrìa, serve per far pozzi da olio; se ne vagliono ancora gli Artefici di commesso, per fondo de' loro lavori. Riceve bel pulimento, e si adopera per disegnarvi sopra con gesso, ed anche per dipignervi; anzi che il colore dato sopra la lavagna non prosciuga tanto, quanto sopra la tela, o tavola. Trovasi questa pietra nella riviera di Genova, in un luogo detto Lavagna, dal quale ella piglia il nome.

Vocabolario

1681

Verde antico

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Verde antico
. Una pietra di durezza poco più del Paragone; à un verde più vago di quello di Corsica, e serve per lavorare a sega e a scarpello per ogni lavoro; ce lo portano di quel di Roma in colonne e altri pezzi d'ornamenti, trovati fra le rovine degli antichi edificj.
Verde dell'Impruneta
. Pietra dura non più del marmo, di color verde sbiadato, che più tosto biancheggia. Trovasi nelle montagne dell'Impruneta, vicino a Firenze sette miglia, può servire per far pavimenti; riceve buon pulimento, e se ne trova d'ogni grandezza.
Verde di Boemia.
V. Diaspro di Boemia detto Verde di Boemia.
Verde di Corsica.
V. Diaspro di Corsica
Verde di Genova
. Una pietra dura quanto il Paragone, di color verde acerbo con macchie nere, e bianche; vien di Porto Venere, e trovasene di qualsivoglia macchia più chiara, e più scura, e d'ogni grandezza, e grossezza; e si lavora facilmente con sega e scarpello.
Verde di Prato
. Pietra più tenera del marmo bianco, che piglia bel pulimento; è di color verde, acerbo mescolato di piccole macchie verdi scure; trovasene d'ogni grandezza nelle montage della Città di Prato in Toscana; e serve per pavimenti, e ornamenti di quadro.
Verde di Pratolino
. Una pietra dura quanto l'alberese, di color verde sudicio, o color di palma; trovasi presso alla real villa del Sereniss. Granduca detta Pratolino, in certi luoghi fra essa villa, e l'eremo di Montesenario; e per lo più cade con certe smotte cagionate dall'acque di alcuni fossati, da' quali è traportato in pezzi, il maggiore di tre quarti di braccio in circa, ed i più minuti pezzi porta anche il fiume di Mugnone. Lavorasi con sega ruota e spianatoio, e ammette pochissimo scarpello. Di questa pietra fannosi i gambi di alcuni gigli, che adornano la parte interiore del luogo, ove deve riposare il corpo di S. María Maddalena de' Pazzi Fiorentina, nella nuova Cappella, che le si fabbrica al presente, nella Chiesa di S. María degli Angeli in pinti.
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