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Abeto
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Erano dunque gli anni di nostra salute al numero pervenuti di mille dugento quaranta, quando nella Città di
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Doveavansi fare alcune Pitture nell’antica Chiesa per entro la Cappella, che stata di diverse famiglie, poi fu ed è della nobil famiglia de’
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Similmente la Città di
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Ben è vero che poi a cagion dell’essere stato diminuito il patrimonio, esse prestanze si ridussero a poco, finché per quanto s’è potuto fino a ora riconoscere, non si faceva più menzione di tal famiglia, o perché ella rimanesse estinta, o perché ella avesse abbandonato la Città: trovasi dunque nella prestanza del
CREDIDIT UT
PICTURÆ CASTRA TENERE:
SIC TENUIT.
VERUM NUNC TENET ASTRA POLI.
S. Io. Lombardi, e poi Nota
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IV. 1334 Un Fu
Fu ed è
Provveditore della detta opera di
Tabulam depictam de manu
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XIV. 1420 in circa. Per hoc tempus marmorea turris fundari cœpta est architectata quidem à
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XVI. 1435. Paulo post
Per hoc tempus marmorea turris, quæ est ad
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XX. 1450 in circa. Fra Quam foris et munit pulcherrima turris et ornat, Ad sacra quæ Populum festa ciere solet: Hanc prius insigni descripsit imagine
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Venghiamo adesso a far nota d’alcuni pochi Autori fra’ molti, che sono stati NEL SUO PASSATO E PRESENTE SECOLO, cioè di alcuni di quegli che prima del
Pittori celebrati da’ nostri Poeti,
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XXXV. 1540 Ben’è vero, che nissuna Arte fu trovata e compiuta, o in un medesimo tempo, o da un solo, ma di mano in mano, e da
diversi; perché sempre si va o aggiugnendo, o ripulendo, o quello che manca, o quello che è rozzo e imperfetto; e perciò disse
Credette
Potremmo addurre infiniti altri esempi, sì di molte altre città, e sì massimamente di
Vi fu
Non solo in questo tempo, ma per molt’anni andati fu
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XLI. 1568 Il Citato Ma tempo è di venire oggi mai alla Vita di
Inter aulam, quam salam Concilij vocant, et hanc, quam supra descripsi, porticum, est alia porticus oblonga etc. in cuius fine occidentem versus, est pulpitum marmoreum à Bonifacio VIII. factum, totum ferè depictum, emblematibus ornatum; pulpitum extra Concilij aulam porrectum est totum è lateribus è marmore factum, picturæ pro temporum conditione elegantissimæ, existimantur
Quando come volle Iddio l’anno 1240. nacque in
Io ho favellato delle cose di
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L. 1593 Era per le molte e lunghe correrìe de’ Barbari la Pittura, una di esse, quasi morta affatto negli umani ingegni, e massime negl’
In
Per cui molto, e bene scorge chi è intendente, obliata la maniera de’ Greci, la quale oltramodo era rozza e goffa, quanto i Pittori moderni a questo antico Pittore siano obbligati.
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L’anno di nostra salute 1240. nacque in
Credette
E dando già, como l’Aurora, alcuna luz a quelle tenebre, uscirono poscia algunos buonos Pintores, cuales fueron,
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LX. 1643 L’abate Francisci tempore
E non si sapendo esser nel Mondo il più sufficiente, né il più universale di
Pictores insignes, quorum Princeps fuit
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LXVI. 1666 Voilà l’estat où estoit l’
Ecco lo stato, nel quale era l’Italia al principio dell’anno 1240. quando CIMABUE venne al Mondo; il quale essendo
nato per istabilire la Pittura, la quale i disordini e le guerre ne avevano bandita, ebbe i suoi natali in questo mentre, nel tempo delle più gran turbolenze, dalle quali era stata già mai afflitta l’
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Ora se da quanto s’è portato fin quì, che pure è un bene scarso saggio di ciò che del molto, ch’è stato detto e scritto in quattro interi secoli, potrebbe addursi, si può cavar conseguenza, che L’IGNARA PLEBE NON SOLO, MA QUALCHE BUONO AUTORE DEL PASSATO, E DEL PRESENTE SECOLO, CAMMINANDO SU L’ALTRUI FEDE, ED ALLA CIECA, SIASI
LASCIATO PORTARE DA SÌ VANA CREDENZA, ED ERRONEA OPINIONE, il lasciamo alla
considerazione di chi legge; e se l’Autore soggiungerà che con le pochissime pitture da esso addotte a confermazione di sua sentenza, dico di quelle ch’egli stesso confessa che oggi più non si veggono, ma resta la fede di lor bontà appresso al
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E pure l’opere di
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Era costui in ogni sua opera diligentissimo, e tornato a
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Fra gli altri suoi lavori veggonsi, sino a’ nostri tempi assai ben conservati i
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Fra gli altri suoi lavori veggonsi, sino a’ nostri tempi assai ben conservati i
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Nel tempo che in
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Del medesimo
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Venuto a
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Se si considera fra l’opere da quest’Artefice fatte in
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Pittore, discep. di
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Discepolo di
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Volle il Cielo, che a gran cose destinato l’avea, che
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Alberese
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Tra le prime opere dunque, che facesse
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Finito le 32 storie della
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Erasi appunto in quella Città finita di alzare la bella fabbrica del
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Alla
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E fu opinione fino nel passato secolo ch’egli ancora vi facesse il disegno del
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Andatosene a
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Nella
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Ma sopra ogni altra opera, che veder si possa di mano di questo Artefice, è degno di memoria un quadro che ancora, ne’ presenti tempi, cioè dopo il corso di 350 anni, ottimamente conservato si vede in Casa gli Eredi di
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Non si fermò la virtù di questo grand’Uomo ne’ soli termini della Pittura, perché fu ancora eccellentissimo Architetto, e Scultore; né di ciò alcuno si maravigli, perché procedendo tutte queste belle arti da un solo principio, che è il disegno, è forza, che chi ha ottimo gusto nel primo, lo abbia ancora in ognuna di quelle cose che ad esso
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Taccio, per non allungarmi l’ingegnosa burla del Oh non anno ei ragione, che ò guadagnato a’ miei dì colle setole loro migliaia di lire, e mai non diedi loro una scodella di broda.
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Questa vivacità di spirito ritenne egli fino all’ultima età, ed era già vecchio, come notò il mentovato
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Il detto
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Sarà bene ora per ultimo il dire alcuna cosa sopra l’etimologia del nome del nostro
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Quando poi migliorò il disegno per le mani di lui, e di quei della sua Scuola ubbidienti all’intelletto, già risvegliato a più nobile idea di quella, che i Maestri suoi coetanei, e dell’età superiore avevano tenuta, migliorò altresì l’Architettura, la Scoltura, e la Pittura, come s’è detto, e megliorò in conseguenza la Miniatura: perché poteron i Maestri del disegno, i quali per l’
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Attesta il
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Quanto alla terza, furono tutti e’ tre nella Bottega di
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Aggiugne per ultimo, che
Oh vanagloria dell’umane posse
Con poco
Se non è giunta dall’etadi grosse.
Credette
Tener lo campo, et or’ à
Sicché la fama di colui oscura.
Così à tolto l’uno all’altro Guido
La Gloria della Lingua: e forse è noto
Chi l’uno, e l’altro caccierà di Nido.
Colui che del cammin sì poco piglia
Dinanzi a me Toscana sonò tutta,
Ed ora a pena in Siena sen bisbiglia.
Ond’era Sire quando fu distrutta
La rabbia Fiorentina, che superba
Fu a quel tempo siccom’ora è Putta.
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Di questo Pittore adunque, del quale per abbellire le sue novelle fece, come aviamo accennato, sì frequente menzione il nostro Nozzus vocatus Calandrinus Pictor quondam Perini Populi Sancti Laurentii testis
Calandrino senza arrestarsi venne a Casa sua, la quale era vicina al canto alla Macina
Fu ancora non e gran tempo un Dipintore chiamato Calandrino
io non son vecchio com’io vi paio
Vecchio impazzato, etc. ecco bello innamorato; or non ti conosci tu tristo? non ti conosci tu dolente? che premendoti tutto non uscirebbe tanto sugo, che bastasse ad una salsa.
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quanto a’ lavori di
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Non men grossa fu quella, che gli fece credere, che quando le macini fatte di macigno di
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Un’altra volta questi suoi buoni compagni l’andarono a trovare in una sua Villuccia (in tempo, ch’e’ v’era solo) non molto lontana da
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A
Adorazione de’ simolacri proibita al popolo di
Albero della casa di
Apologia a pro delle glorie della
Autori, che appresso i Greci scrissero avanti a
Avanti a
Amicizia tra
Amicizia tra
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C
Altro Comento del 1334. 11.
Altro Comento con gli argomenti delle due Cantiche fatti da
Cristiana Religione non mai fu senza immagini da venerarsi su gli altari 28.
Culto dell’immagini quando ebbe principio 28.
Chiese si dedicano a Dio in onore de’ Santi 32. Uso di dedicarle 32.
Casa de’
Il
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D
S. Domenico Patriarca 3. a
Detto di moderno Autore contro un’opera d’
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E
Epitaffio sopra il sepolcro di
Esenzioni concesse in
Etimologia del nome di
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F
S. Francesco Patriarca, sua immagine al vivo di mano di
Fede necessaria anche nelle cose mondane 16.
Figura del Cristo fatto dal
Figura del falso Dio Marte già nell’antico Tempio che oggi è il
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G
Greci Pittori in
F. Gio: da
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I
Idoli di
Inventore d’alcune cose quale, e come possa dirsi 27.
F.
F.
Immagine di Maria Verg. nel pilastro della loggia alla piazza a’
Il primo lume di dipingere fu condotto da
Istoria della Beata Umiliana de’
Il
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L
S. Luca Vangelista nel giorno della sua festa si pone la prima pietra della
S. Luca. Altare a lui dedicato nella
S. Luca con alcune immagini di Cristo e di Maria da sé dipinte converte l’anime a Dio 29.
Lastricare le strade in
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M
Moltiplicità di pareri offusca la chiarezza delle scienze 2.
Morte di
Moglie e figliuoli di
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N
Nella primitiva Chiesa s’intitolava la Cattedrale in
Notizie d’
Notizie d’
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P
Proemio dell’Opera 1.
Pittura, e Scultura sono una cosa stessa 2. lor divisione da che proceda 2. Procedono dallo stesso principio che è il disegno 2. Dall’
Plastica del primo Uomo 2.
Pitture de’ Greci in
Provvisione ottenuta nel Consiglio della Città di
Paradiso si piglia per atrio, e portico di Chiesa, avvertimento dell’Autore intorno a ciò 48.
Papa
Papa
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R
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T
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Commesso
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Dorare
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Granito di Corsica
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Lastricato
Lapidibus stratus.
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Marmo
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Marmo
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Marmo
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Mezzana
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Mischio di Pietrasanta
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Ordine d'Architettura
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Paesi
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Pietica
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Pietra
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Pietra
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Pietra
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Pietra
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Porfido
porphyrites
Porphyra.
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Rastrello
Cataracta.
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Sbullettare
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Scene
Ait Prætor. ff. de his qui not. infam
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Scheletro
Sceletos
edentes
Glottis
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Sottonsù
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Spedale
Brephotophium:
Xenodochium
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Sporti
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Statua
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Terra
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Turchina
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Venire
Pietro è venuto a casa mia o da mè, ovvero diciamo noi in
Pietro è venuto da, e non diciamoRoma aSiena
Pietro è andato da; siccome diremmo,Roma aSiena
Pietro è andato daetc. Si applica ancora a cose inanimate, come per esempioRoma aNapoli
il cattivo tempo è venuto di verso la Marina,
la grandine è venuta da Tramontanaetc.
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Verde antico
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Sorgozzone
Perchè allora le buche (vuol dir delle torri) eran piene di legnami grossi, ch'eran travi di quercia e castagno, le quali sostenute da certi sorgozzoni di legname fitti nelle medesime buche, facevan puntello per reggerle (come è rimasto questo modo ancora negli sporti, che noi veggiamo al presente inFirenze ) quali circondando in torno a dette travi per ispazio di braccia quattro, facevan palchi di legnami, di che era copioso il paese, alcuni balconi, o terrazzi, o ballatoi, che gli vogliam chiamare, da' quali egli giudicavano poter difendere l'entrate principali delle torri; e combattendo con sassi, per l'altezza di quelle facevano caditoie fuori e dentro nelle volte, che col fuoco non potevano esser'arse: i quali luoghi per virtù di queste difese si difendevano ogni dì dalle scorrere de' popoli della Città; e dall'altezza di quelle vedevano di fuori chi veniva ad offendergli, e sapevano tutto quello si faceva per la Città, per contrassegni che da quelle altezze, con fuochi ed altri cenni, mostravano.
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Ho letta attentamente la presente Opera, ed in essa non solo si riconosce la squisita erudizione in simili materie dell’Autore, ma ancora la sua molta pietà, essendo da per tutto ripiena di sentimenti di vero, e ben morigerato Cristiano: e tanto attesto a V. S. Illustriss. alla quale fo reverenza.
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L’Eccellentiss. Sig. Dott.
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Reverendissimo Padre.
Avendo l’ordine di V.P. Reverendiss. veduta la presente Opera, con attenzione non meno che con sommo diletto per la sua amena, ed erudita lettura (pregio consueto di tutte l’altre Opere dell’Autore) non ho trovata in essa cosa veruna contraria alla nostra S. Fede, ne a’ buoni costumi: ma pellegrine notizie, circa la materia che tratta, con singulare studio e perizia dell’arte; e sensi di Religione: onde per ogni titolo la giudico degna della Stampa. Questo di 7. Maggio 1686.
Stampisi, attesa la prefata relazione. Questo di 8. Maggio 1686.
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Venendo ora a quel che fa al proposito nostro, che sono le sue pitture, dico, che operò egli molto di maniera assai simile a quella del suo maestro, in
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Dipinse in oltre
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Discepolo d’
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Tornandosene poi
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Altre opere di
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Dopo che
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In
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Della scuola di
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Non fu meno valoroso nel gettare di bronzo; onde avendo
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In quella parte delle mura, che è fra
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Dipinse Stefano a fresco la Madonna del
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Discepolo di Simon Memmi, fioriva del 1325.
Questo pittore, che dal Lippus me pinxit Memmi, rem gratia tinxit.
Opus Memmi de Senis me fecit
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Discepolo di Grandissima arte appare in
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Fu ancora Eccellente architetto, e molto si adoperò nella fabbrica d’
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Molte furon l’opere di questo gran maestro fatte per l’
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Della Scuola di
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Discepolo di
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Essendo state ne’ tempi di questo artefice rovinate molte case in
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Io trovo in un antico, ed autentico Strumento, che oggi è appresso l’altre volte nominato Dottore 1404. Dom.
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Discepolo di
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Essendosi a tempo di questo pittore ridotte a termine le volte della
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Il primo Oratorio di questi artefici fu la
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Discepolo di
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Tornato a
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Discepolo di
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Giache il seguitare a dar notizia dell’opere de’ Professori del disegno stati in
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Considerarono ancora quei prudenti uomini quanto sia difficile il potersi a lungo andare ben reggere, e governare una comunità, tutto che al divino culto, e sante operazioni destinata, senz’alcun ordine, o regola, e però formarono un libro di Carta Pergamena in quella proporzione, che noi diciamo oggi Imperiale, in cui a principio descrissero loro incominciamento, ordine, e regole, tempo per tempo, fino all’anno 1404. nel quale esse regole restarono approvate, e soscritte dall’Ordinario, e lasciarono il rimanente per le note da farsi per ordine d’alfabeto de’ fratelli, che erano a principio, e che dipoi fossero per descriversi in essa Compagnia: Ma perché questo unico libro, dopo il corso di sopra 300. anni si vede in molte parti lacerato, e guasto, onde gran fatto essere non potra, che in processo di tempo possa ancora lacerarsi piu, e forse perdersi del tutto; a fine che anche a’ secoli futuri più sicuramente si trasmetta l’intera notizia di si nobile azione in ogni sua minuta circostanza, ho voluto in questo luogo tutte le ordinazioni, ch’egli contiene, che poche sono in numero a parola a parola trascrivere, e sono le seguenti.
Al Nome di Dio Omnipotente, et della Beata Vergine Maria, et di Messere Santo Giovanni
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Fra le lodi, che dagl’intendenti si danno a quest’artefice una fu, che lavorò con tanta diligenza l’opere sue a fresco, che non punto ebbe bisogno di ritoccarle a secco; onde ha mostrato il corso di tre secoli essersi quelle per cagione di tal sua accuratezza così ben conservate, che fino a’ tempi nostri si son vedute molto fresche, la dove quelle degli altri anno in gran parte ceduto al tempo. Tornato poi a
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Discepolo di
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Discepolo di … . nato … .
NON mancarono alla
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Discepolo di
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L’anno 1343. che di Il Duca d’Atene a’ traditori dipinti allato a lui miterati.
Avaro traditore e poi crudele
Lussurioso ingiusto, e spergiuro
Giammai non tenne suo suo stato sicuro.
M.
M.
M.
M.
Frate
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Vuole ogni dovere che fra coloro, de’ quali abbiamo fatta menzione, che ad esempio del famosissimo
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Trattò finalmente de’ musaici, del macinare i colori a olio per far campi