Luogo - Convento, chiamato Groeninge

Numero occorrenze: 1

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

Pagina 341

Vedi

Fioriva nel 1550. In questi tempi fiorì Carel d’Yper, il quale nella stessa città operò molto in tavole da altari, soffitte di case, e altre cose fece pe’ Conventi a fresco. Era di mano costui in Tornay un quadro a chiaroscuro d’una Conversione di San Paolo, e d’una Resurrezione a olio, che, per testimonio di Carlo Vanmander Pittor Fiammingo, era degna di molta lode. Similmente in un villaggio, chiamato Hooglede, vicino a Boesselaer, in una Chiesa, era un Giudizio universale a olio, fatto coll’ajuto di Claes Snellaert suo discepolo, che fu assai valente in dipignere architetture e spartimenti, che morì a Tornay l’anno 1602 in età di sessant’anni. Si son veduti disegni di Carlo in sulla maniera del Tintoretto: e fra questi il citato Vanmander fa menzione d’uno bellissimo, fatto colla penna, dov’era nostro Signore in gloria, e abbasso i quattro Evangelisti. In Gant era di sua mano una Natività del Signore. Fu questo artefice stimato il migliore di sua patria, come quegli, che aveva fatti studj in Italia, ed altre provincie; ma fu di natura così iracondo, che pochi potevan trattare con esso lui: ed i suoi discepoli, de’ quali uno fu Pieter Ulerick di Cortray, del quale abbiamo parlato, ancor essi erano forzati tosto a lasciarlo. Deliberò poi di andarsene a Tornai, dove fu ricevuto con grande accoglienza da’ Professori, quali l’invitavano spesso a desinare, ed altre dimostrazioni di cortesia gli facevano. Occorse un giorno, che nell’esser’ egli a desinare con alcuni di loro, fu mosso un discorso sopra le loro donne e figliuoli. Uno di questi s’impegnò a dire, che Carlo aveva una bella donna, ma che non ne aveva figliuoli; al che soggiunse un altro: Carlo tu non meriti di vivere fra gli uomini, per avere una sì bella donna, e non saper far figliuoli. Queste furon per Carlo male parole, perché come uomo di forte apprensio, e molto fisso, cominciando a pensarvi sopra, diede in tal malinconia, che e’ non fu poi più modo, che si potesse rallegrare. Poco appresso, un giorno dopo desinare, nell’andare egli a spasso fuori di Cortray vicino ad un fiume, che passa per la medesima città, disse di voler toccare il fondo di quel fiume. Credettero i compagni, ch’e’ si volesse andare a bagnare, perché faceva gran caldo. Ma ciò che seguì dipoi la medesima sera, fece conoscere, che Carlo raggirava pel suo cervello altri pensieri, che di fuggire il caldo della stagione; perchè nel trovarsi, ch’ei fece co’ medesimi a cena all’osteria (dove si trattenne sempre con segni d’una profonda tristezza) essendo da uno de’ compagni fatto un brindisi, domandogli se e’ voleva rispondergli con bianco o rosso, l’infelice Carlo con un coltello, che teneva in mano sotto la tavola, si diede una ferita nel petto, facendo correre il sangue sopra la medesima tavola, e disse: Ecco il rosso. Furongli subito attorno, spaventati, tutti i compagni per soccorrerlo; ma egli non facendo altro, che ridir le parole: Io non son degno di vivere, con esse in bocca si venne meno. Allora temendo tutti del caso della sua morte, per paura di non cadere insieme con esso nelle mani della Giustizia, si partirono di quel luogo, e lo menarono seco in un Convento, chiamato Groeninge: quivi cercarono di ristorarlo e consolarlo, giacché per essere il colpo andato a ferire una costola, non dava per allora la ferita segno evidente d’esser mortale; tantoché Carlo si rinvenne alquanto, e domandava a’ compagni, che cosa avesse fatto: quindi chiesta carta da disegnare cominciò a rappresentare un Inferno, e intanto forte gridava: Io son dannato. Quelli, che lo custodivano (fra’ quali era Olivier Bard Pittore di Bruges, con altri) avevano molto da fare a tenerlo, finchè, coll’aprirsi e serrarsi ad ogni poco la ferita, a cagione della sua grande inquietudine, egli s’aggravò di tanto male, che in brevi giorni miserabilmente si morì l’anno 1564. Dissesi allora, che costui avesse in Roma, o in altro luogo d’Italia, un’altra moglie: e che ciò gli fosse avvenuto per giusto gastigo del cielo, per aver’egli così bruttamente contro le Umane e Divine Leggi, abusato il primo Matrimonio. Nel che ci rimettiamo a ciò, che fosse in verità. Il suo cadavero fu sepolto nello stesso Convento di sopra mentovato di Groeninge.

Con il contributo di