Luogo - Colonna di Mercato vecchio

Numero occorrenze: 2

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

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Nel Tempio di San Giovanni fece la figura di bronzo di Papa Giovanni XXIII. di Casa Coscia, che rappresenta esso Pontefice: e vi lavorò due figure di marmo, cioè la Speranza e la Carità, essendoché la figura terza, che è la Fede, fosse scolpita da Michelozzo, Scultore Fiorentino, e suo discepolo. Nello stesso Tempio, intagliata di sua mano si vede la bellissima statua in legno di Santa Maria Maddalena Penitente. Scolpì in legno un bellissimo Crocifisso, il quale fu poi collocato nella Chiesa di Santa Croce nella Cappella de’ Bardi, in testa alla Croce. Fu opera dello scarpello di Donato la bella statua rappresentante la Dovizia posta sopra la Colonna di Mercato vecchio, la quale, era opinione comune, che fosse una di quelle di Granito, che reggono l’ordine di dentro dell’antico Tempio di San Giovanni di Firenze, cavata allora da’ novelli Cristiani per collocarvi in luogo suo l’altra bellissima accanalata, che a tempo della Gentilità serviva per base della statua di Marte in mezzo a detto Tempio, il che però non va disgiunto da molte contradizioni e inverisimili osservati dagl’Antiquarj più rinomati dell’età nostra. Scolpì ancora, coll’ajuto di Andrea del Verrocchio suo discepolo, il lavamane di marmo, che nella Sagrestia di San Lorenzo si vede: e ordinò i due Pergamidi bronzo della medesima Chiesa, che poi finì Bertoldo suo discepolo. Nel Libro di Deliberazioni dell’Opera del Duomo , segn. B 1436. si legge: Die 21. Mensis Februarii præfati Operarii commiserunt Niccolao Joannotii de Biliottis, et Salito Jacobi de Risalitis, duobus ex eorum offitio, locandi Donato, Niccolai Betti Bardi Civi Florent. magistro intagli, faciendi duas portasde Bronzo duabus novis Sacristiis Cattedr. Eccles. Florent. pro pretio in totum flor. 1900. pro eo tempore, et cum illis storiis, et prout eis videbitur onoralibus etc. Il fatto però si fu, che Donato non fece altrimenti le porte delle Sagrestie: trovandosi, che una per la Sagrestia delle Messe fu fatta da Luca della Robbia , e l’altra per la Sagrestia de’ Canonici non si fece, ma rimane fino ad ora coll’antiche sue imposte di puro legname. In casa il Cavaliere Alessandro del Cavalier Filippo della nobilissima famiglia de’ Valori, Gentiluomo dotato di straordinaria prudenza e bontà, degnissimo nipote di quel Baccio Valori Senatore Fiorentino, gran protettore di queste arti, del quale tanto nobilmente scrisse Raffaello Borghini nel suo Riposo, è, nel tempo che io queste cose vo scrivendo, un quadro di pietra, poco maggiore di un braccio, di una testa di femmina di bassorilievo, ritratto al naturale: ed un altro di marmo carrarese, poco minore, pure anch’esso di bassorilievo, fattovi un Solone con ghirlanda in capo, forse i più belli bassirilievi, che si veggano della mano di quell’artefice.

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C Il Capanna 227. Capitani a caballo dipinti in Duomo, e da chi 43. Cappella de’ Brancacci del Carmine 81. Carel d’Ypeyr Pittore 338. Fu molto iracondo. Prende molta malinconia per alcune parole dettegli per ischerzo. Si ferisce nel petto da sé 339. E in pochi giorni se ne muore 340. Carletto Caliari Pittore 347. Carri per la festa di San Giovanni di Firenze, dipinti da Andrea del Sarto 204. Carte sporchissime intagliate e pubblicate 188. Cassoni dipinti per arredi di spose 64. Santa Caterina de’ Vigri, detta da Bologna, e sua vita 114. Nacque di genitori ferraresi. Sua nascita prevenuta da visioni e segni mirabili. Attese alla pittura appresso Lippo Dalmasi 112. Fece molte belle Miniature. Operò per essa il Signore molti prodigi in vita e in morte 113. Cavalli e loro moto, come stà 60. Cavallo di bronzo di Gattamelata in Padova 38. Cenacolo d’Andrea del Sarto nel Convento delle Monache di S. Salvi 203. Cefare Sesto Pittore 330. Sue opere 331. Chiesa di San Michele in Palchetto, o delle Trombe, detta S. Elisabetta 3. Chiesa e Coro di San Marco di Firenze variata dal primo essere. Vedi la Nota 47. Chiesa della Santa Casa di Loreto restaurata e come 292. Claes Rogier 305. Colonna del Tempio di S. Giovanni 37. Colonna di Mercato vecchio 37. Colorire a olio chi l’inventasse, e chi lo portasse in Italia 26 e 27. Colossi di mattone e stucco, posti intorno alla Cupola del Duomo di Firenze, di Donatello 38. Conventi e Monasterj distrutti per l’assedio di Firenze 202 e 205. Cornelis Engelbrecktez Pittore di Leida, e sue opere. Ritrovò l’invenzione di colorire a olio già perduta 142. Fu maestro di Luca d’Olanda 143. Cornelis di Cornelis Kunst 220. Cornelis Molenar Pittore 340. Cosimo Rosselli e sue opere 109. Suoi discepoli 100. Cristofano, detto il Moretto 198. Il Crocchia Pittore 235. Crocifisso della Cappella della Santissima Nunziata 43.

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