Luogo - Chiesa di santo Stefano

Numero occorrenze: 1

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

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Operò nel sacro Eremo di Camaldoli ; in Casentino ; ed in molti altri luoghi di Toscana . In Arezzo , e suoi contorni fece opere infinite a fresco, e a tempera, e fra esse nella Chiesa di santo Stefano , fabbricata già dagli Aretini in memoria di molti santi, che in quel luogo da Giuliano Apostata per la confessione della Fede di Cristo furon fatti morire. Colorì molte storie con grandissima diligenza; e di più vi dipinse una imagine di Maria Vergine in atto di presentare al Figliuolo bambino una rosa; ed espresse questa imagine, al suo solito, con aspetto così devoto, e fu conservata con tal venerazione, e tenuta si cara, che dovendosi in tempo demolire quel Tempio, fecionla segare, e bene allacciare, e con grande spesa in una Chiesetta dentro alla Città la portarono, dove poi fu, ed è al presente da’ devoti Cittadini riverita. Molte altre imagini di Maria Vergine fece in tabernacoli sparsi per quella Città, che tutte spirano devozione maravigliosa; ne queste sole, ma tutte l’altre, che furono opera della sua mano anno una particolare prerogativa di muovere a gran compunzione i riguardanti; dono, credo io, concesso ad esso in particolare per la sua esemplare vita, e singolare carità, a cagione della quale, per quanto ne fu scritto, egli come fratello della Fraternità di quella Città, nella Peste del 1383. molto si affaticò nel visitare gl’infermi, e seppellire i morti; per la quale eroica azione, siccome fu caro a Dio, così fu odioso al comune Inimico, che molto il perseguitò; ed occorse questo caso, che avendo esso Spinello dipinto nella Compagnia di sant’Angelo il Demonio in atto d’esser cacciato dal Cielo, ed essendosi studiato di farlo deforme al possibile, questi gli comparve una notte in sogno con terribile aspetto, e gli domandò dove esso l’avesse mai veduto così brutto; onde Spinello , che vecchissimo era, rimase per un pezzo forte spaventato. Visse poi fino all’età di novantadue anni, e finalmente in detta Città d’ Arezzo passò da questa all’altra vita, lasciando di sé fama di gran virtuoso nell’arte, e di ottimo Cristiano.

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