Luogo - Chiesa di S. Reparata

Numero occorrenze: 4

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 1

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Non si fermò la virtù di questo grand’Uomo ne’ soli termini della Pittura, perché fu ancora eccellentissimo Architetto, e Scultore; né di ciò alcuno si maravigli, perché procedendo tutte queste belle arti da un solo principio, che è il disegno, è forza, che chi ha ottimo gusto nel primo, lo abbia ancora in ognuna di quelle cose che ad esso appartengono. Molte furono l’opere d’Architettura che si fecero con disegno di Giotto; ma vaglia per tutto il maraviglioso Campanile di Firenze, il quale con suo modello ebbe cominciamento l’anno 1334. Anzi che essendo in questa sua Patria tenuta costante opinione, come dicono molti Autori antichi, e moderni, ch’egli fusse il primo che in simil facultà avesse allora il mondo, come tale non solo fu aggregato alla Cittadinanza Fiorentina, ma ancora fu con molto onorato stipendio fermato in Firenze per soprastare, e intendere alle fabbriche, mura, e fortificazioni della Città, e del comune, e particolarmente a quella della Chiesa di S. Reparata che si nomina il Duomo.

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Se ne andò a Milano, e quivi pure fece gran prove del suo valore, e volle il Cielo che questa nobilissima Città fusse degna di cogliere gli ultimi frutti di questa nobil pianta, perché non prima se ne fu egli tornato alla Patria, che assalito da non so qual gravissima infermità, con universal dolore de’ suoi Cittadini, e di tutti gli Artefici, fece passaggio da questa all’altra vita l’ottavo giorno di Gennaio del 1336. E con l’onore dovuto alla memoria d’Uomo sì glorioso, fu nella mentovata Chiesa di S. Reparata sepolto, privilegio (che secondo quello scrisse Ferdinando Leopoldo del Migliore, parlando di Giotto nella sua da ogn’uno desideratissima opera della Firenze Illustrata, ch’egli pur’ora va stampando) fu riputato per singolarissimo, perché a nessuno davasi in tal Chiesa sepoltura, che non fusse stato oltremodo benemerito del comune.

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Nel pubblico Archivio Fior. ne’ rogiti di ser Francesco di Pagno da Vespignano a’ 15. Settembre 1335. che al modo Fiorentino mesi 16. prima della sua morte esso Giotto presente al Contratto, accettò un’obbligazione a suo favore di Puccio di Pacio da S. Michele a Aglioni di Mugello; e per rogito del medesimo ser Francesco poi a’ 2 Febbraio 1337. Lucia sua figliuola eseguisce i legati di Bice sua sorella per l’anima di Giotto suo Padre defunto. Tale dunque fu la fine di questo grande Artefice. Dipoi per opera del Magnifico Lorenzo de’ Medici fu in essa Chiesa di S. Reparata posta in memoria di lui l’effigie sua scolpita per mano di Benedetto da Maiano Scultore allora molto celebrato, co’ seguenti versi composti dal grande Agnolo Poliziano. Ille ego sum IOCTUS per quem Pictura extinta revixit
Cui tam recta manus tam fuit, et facilis.
Naturæ deerat nostræ quod defuit arti
Plus licuit nulli pingere nec melius.
Miraris Turrim egregiam sacro ære sonantem
Hæc quoque de modulo crevit ad astra meo.
Denique sum Ioctus quid opus fuit illa referre
Hoc nomen longi Carminis instar erit.

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L
S. Luca Vangelista nel giorno della sua festa si pone la prima pietra della Chiesa di S. Maria Novella 4.
S. Luca. Altare a lui dedicato nella Capp. de Gondi dipinta da Greci maestri di Cimabue 4.
S. Luca con alcune immagini di Cristo e di Maria da sé dipinte converte l’anime a Dio 29.
Lapo Antonio Architetto dicesi Tedesco 36.
Lastricare le strade in Firenze quando ebbe principio e da chi 36.
Loggia, e Piazza de’ Priori quando edificata 36.
Lorenzo de’ Medici nella Chiesa di S. Reparata fece scolpire in memoria di Giotto la sua effigie per mano di Benedetto da Maiano, con i versi composti del Poliziano 51. e 52.

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