Luogo - Carmine

Numero occorrenze: 3

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

Pagina 56

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Discepolo di Iacopo di Casentino. Da un Luca Spinelli , che nella cacciata de’ Ghibellini partì di Firenze , andandosene ad abitare in Arezzo , nacque Spinello , perciò detto Aretino. Questi fino dalla fanciullezza col solo aiuto della natura, e dell’inclinazione al disegno, fecesi quasi ragionevol pittore. Occorse intanto che Iacopo di Casentino ad Arezzo si portasse, e che alcune cose quivi dipignesse; onde a quello accostatosi Spinello , fece co’ suoi precetti tanto profitto, che in breve l’avanzò di gran lunga, ed acquistossi gran nome: che perciò avvenne ch’egli fosse chiamato a Firenze , e fussegli dato molto da operare nell’arte sua. Dipinse per le Chiese di Santa Maria Novella , del Carmine , e di Santa Trinita . In santa Maria Maggiore colorì la Cappella principale con istorie della Madonna, e di sant’Antonio Abate; ed ancora dipinse la storia della sacrazione di detta Chiesa fatta da Papa Pelagio; che così si legge nella inscrizione, ch’è nel muro a man destra del Coro all’entrare, e non da Papa Pasquale, come scrisse il Vasari .

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 2

1686

Pagina 102

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Discepolo d’Antonio Veneziano, nato 1354. ? 1403. Questo artefice, il quale io trovo essere stato descritto fra gli uomini della Compagnia de’ Pittori dell’anno 1387. con nome di Gherardo Starna. Dipinse in Firenze nella Chiesa di santa Croce la Cappella de’ Castellani con storie di sant’Antonio Abate, e di san Niccolò Vescovo. Andatosene poi in Ispagna, fece molte opere per la Maestà di quel Rè, d’onde tornato alla patria, dipinse nel Carmine la Cappella di san Girolamo con bella invenzione; vedesi in questa fra gli altri il santo vicino a morte lasciar memorie a’ suoi discepoli, altri in atto di ascoltarle, altri di scriverle con gran vivezza, e spirito. Vedesi ancora di mano di quest’artefice fino al presente in Firenze nella facciata del Palazzo di parte Guelfa, oggi detto il Magistrato della Parte, un san Dionigi Vescovo con due Angeli, e sotto di quello è ritratta la Città di Pisa. Ebbe ne’ suoi tempi per tutta Italia fama di gran pittore, ed in vero che Gherardo è stato un degno stipite della pittura, essendo che da esso derivasse Masolino da Panicale, e da lui Masaccio, ed altri maestri, che poi non solo condussero l’arte a gran perfezione, con gettare i primi fondamenti della bella maniera moderna, ma la dilatarono tanto, mediante i loro discepoli, ch’ella ha poi riempiuto tutto il mondo. Passò da questa all’altra vita lo Starnina, che così lo chiama il Vasari, seguendo l’uso Fiorentino d’usare diminutivi de’ nomi proprj, o soprannomi, come credo io che fosse quello di Starna dell’anno 1403. ed è probabile, che lasciasse buone facultà, giacché io trovo ad un Libro delle prestanze dell’anno 1634. in Camera Fiscale, che i figliuoli, ed eredi di Gherardo di Iacopo dipintore, e Mona Zanobia lor madre furon prestanziati in Fior. 3. e sol. 10. somma assai ragionevole in quei tempi.

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

1728

Pagina 363

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M Marc’Antonio Francia Bigi, detto Franciabigio 235. Marc’Antonio Raimondi, detto de Franzi 187. Contraffece le stampe di Alberto Duro colla di lui cifra, e gli fu proibito 188. È fatto prigione per cagione di alcune carte sporchissime, intagliate da lui. Sua morte 189. Marco del Moro 332. Marco da Siena 312. Marco Uglon o Uggioni 186. Marten di Cleef 302. Marten Hemskerck pittore 258. Fu vile di nascita, e per non seguitare l’arte vile del padre, trovato un presto ingegnoso, se la batte per attendere al disegno. Sue opere in varj luoghi 259. Fu intagliatore in rame. Fu grandissimo limosiniere 261. Descrizione del sepolcro ordinato da lui. Fu uomo di grandissimo timore 262. Masaccio e sua vita 70. Fu restauratore della pittura, dopo il naufragio di essa, e dopo Cimabue e Giotto 71. Nascite del medesimo. Suo maestro 77. Sbaglio circa al natale di Masaccio 78. Sue opere 79. Fu autore dello scorcio delle figure, e del posare in faccia, e in iscorcio de’ piedi di esse 81. Opera di Masaccio, fatta nel chiostro del Carmine, bellissima, fatta perire villanamente 82. Dalle sue opere hanno studiato i primi professori del mondo. Sua morte improvvisa e immatura. Fu sepolto nel Carmine 83. Sua descendenza 84. Epigramma in sua lode 85. Nota dell’Autore circa alla sua Famiglia 86. Maso Finiguerra Scultore 107. Maso Pappacello 187. Matteo Civitali scultore 99. Melozzo da Forlì pittore. Vedi nella vita di Benozzo 89. Michel’Angiolo Scultore Schiavone 307. Michel Cocxie 301.

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