Luogo - Cappella nella Chiesa di Santa Maria Transpontina

Numero occorrenze: 1

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

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Nato ..., morto 1558. Boccaccino Boccacci, detto Boccaccino, Pittore Cremonese, fiorì circa il 1520. Tenne una maniera di dipignere fra’l moderno e l’antico, e nella sua patria ebbe fama di buon pittore; tantoché, divenuto oltremodo gonfio, pel concetto di sé stesso, sentendo celebrare le opere, che in Roma aveva condotte il gran Michelagnolo, colà apposta volle portarsi. E non prima l’ebbe vedute, che cominciò a parlarne così male, che portò non poca meraviglia agli intendenti dell’arte. Non andò molto, che a costui fu dato a dipignere una Cappella nella Chiesa di Santa Maria Transpontina, da coloro, che avendo di lui formato qualche concetto, per quello solamente, che loro gliene aveva portato la fama dalla sua patria, accresciuto dal sentirlo dare tanto alla sicura, e così magistralmente suo giudizio sopra le opere di Michelagnolo; ma non ebbe sì tosto finita e scoperta la sua pittura, nella quale volle rappresentare l’Incoronazione di Maria Vergine nostra Signora, che fece dare nelle risa tutti i Pittori di Roma, e coloro principalmente, che dalle sue millanterie si eran lasciati persuadere ad averlo in qualche stima. Tantoché egli divenuto ormai la favola di Roma, abbandonata quella città, colle trombe nel sacco, come noi dir sogliamo, se ne tornò alla patria, nella quale fece molte opere, delle quali è più bello il tacere, che il lungo favellarne. Dirò solo, che le maggiori fra queste, furono istorie della Madonna nel Duomo sopra gli archi di mezzo. Insegnò costui l’arte a Cammillo suo figliolo, che gli fu molto superiore; e nell’anno 1558 ebbero fine i giorni suoi. Questo nome di Boccaccio fu usitatissimo per l’Italia nel secolo del 1300 che dipoi passò anche in cognome, o come si dice, in casato. Tal nome appunto ebbe il Padre del nostro Fiorentino Cicerone, Giovanni Boccacci, denominato perciò il Boccaccio, onore singolarissimo di Firenze sua patria, e del castello di Certaldo, donde i suoi maggiori, come egli attesta nel trattato De Fluminibus, traevano loro origine.

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