Luogo - Arte di Calimala

Numero occorrenze: 2

NOTIZIE DEI PROFESSORI DEL DISEGNO DA CIMABUE IN QUA - VOL 3

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Fece dunque Lorenzo la prima di esse porte, che fu posta rincontro alla Canonica, che costò 22. mila Fiorini, e pesò il metallo 34. mila libbre. In essa rappresentò in numero venti spazj, dieci per parte, venti storie del nuovo Testamento, dall’Annunziazione di Maria Vergine fino alla venuta dello Spirito Santo: in otto vani fece i quattro Evangelisti, e i quattro Dottori della Chiesa. Nel telajo dell’ornamento riquadrato fece una fregiatura di foglie d’ellera, ed altre tramezzate di cornici, e sopra ogni cantonata accomodò una testa di maschio o femmina, in figura di Profeti o Sibille. Finita questa opera, che gli diede gran fama, gli fu dagli uomini della medesima Arte de’ Mercatanti fatta gettare di bronzo la figura del S. Gio: Batista, per uno de’ pilastri d’Or San Michele, di che io trovo un ricordo originale di sua mano in un libro intitolato così: Giornale di Lorenzo di Cione di Ser Buonaccorso da Firenze orafo, nel quale iscriverò ogni mia faccenda di giorno in giorno, e così in su esso farò ricordo d’ogni mia cosa, cominciando a dì primo di Maggio 1403. segnato A. A dì primo di Dicembre 1414. Qui appresso farò ricordo di ciò, che io spenderò in gettare la figura di S. Gio: Batista. Tolsi a gettarla alle mie spese, se essa non venisse bene io mi dovessi perder le spese: io la gettassi, e venisse bene, mi rimasi nell’Arte di Calimala, che i Consoli e gli Operai, che in quel tempo fussono, usassono inverso di me quella discrezione, che essi usassono in d’un altro maestro, per cui essi mandavano, che la gettassono. A dì d. comincerò a far ricordo di tutte le spese si faranno nel getto. Dal che si comprende, che trattandosi di gettare una statua di straordinaria grandezza, vollero i Fiorentini accertarsi di far bene; che però fecero chiamare diversi maestri, come già avevan fatto per lo lavoro della porta. Gettolla Lorenzo con gran felicità, e già incominciò a scoprire in essa qualche segno dell’ottima maniera moderna, come quegli, che fu de’ primi, che usasse studiare dalle sculture Greche, e Romane antiche, delle quali fece procaccio a buon gusto; tanto che alla sua morte, siccome noi abbiamo veduto da una nota originale di quei tempi, ne restarono agli eredi tante, e di bronzo e di marmo, che furono allora stimate sopra 1500. fiorini d’oro. Trovansi le antiche scritture, delle quali abbiamo ora parlato, insieme con quelle che citeremo più avanti, appresso a Cristofano Berardi, Avvocato del Collegio de’ Nobili, Gentiluomo, che al valor nell’arte sua ha congiunta varia erudizione e rare altre qualità.

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MCCCCXXXXI. a dì 12. di Genn. A dì 12. di Genn. al nome d’Iddio portò Dom. di Franc. di Simone da San Casciano, chiamato Capello sensale, fior. I. largo per lo danajo di …… per arra di detta possessione, e detto dì si conchiuse d. mercato. Ebbe detto lir. I. soldi 5. La carta di d. possessione si fece a dì 5. di Genn. per Ser Jacopo Salvestri Notajo Fiorentino, del Popolo di San Procolo di Firenze. A dì 7. di Dicembre 1441. si pose in sul Banco di Bono per detta cagione, a petizione di Biliotto e di Sandro Biliotti suo consorto, sì veramente che’l detto Biliotto di detto denajo non movesse senza la volontà di detto Sandro di Giovanni Biliotti, e se ne facesse la volontà di Madonna Lotta. Donna che fu di Mess. Bandino Panciatichi: la quale suddetta possessione per Biliotto Biliotti ancora obbligò el detto Biliotto, come si contiene nella cartola detta della madre, la quale non ritrasse mai de’ beni che lasciò Sandro suo Padre, la qual madre di Biliotto fu figlia di Mes. Tommaso Soderini, come ereda della madre, sodò detta possessione in suddetta dota, che fu fiorini 1000. e fu la prima donna, che ebbe Sandro di Biliotto suo Padre, il quale ebbe due donne: la seconda fu donna di Gentile Bisdomini, e riebbe la dota sua, e rimase di d. donna un figliuolo del detto Sandro, il quale quello che gli toccava non trasse prima. Seguono in esso libro partite di pagamenti in sul banco di Bono di Gio: Boni. Posesi A dì 5. ovvero a dì 7. di Dicembre 1441. fiorini 120. - - fior. 120. E A dì 15. Dicembre fior. 47. d. furono di piccioli di moneta - - fior. 47. E A dì 26. di Genn. fior. 76. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - fior. 76. E detti fiorini si pagarono per detto Banco di Bono di Gio: Boni banchiere al quaderno segnato N. a 23. fior. 243. Ebbe il detto Biliotto dal Camarlingo di S. Liperata, il qual Camarlingo fu Lorenzo di Cresci, e da d. Camarlingo fior. 50. d. i quali ebbe a dì primo di Gennajo 1441. - - - - - - - - - - - - - fior. 50. Ebbe per me in più partite da Cappello Sensale fior. 6. - - - - - fior. 6. Ebbe da me d. Biliotto di Sandro di Biliotto Biliotti fior. 5. in grossi a dì 8. Genn. pagai tutta la gabella di mio - - - - - - - - fior. 5. Anno avuto per resto di detto pagamento da Niccolai Camarlingo dell’Opera di S. Liperata a dì 20. d’Aprile 1441. fior. 55. i quali appariscono al Quad. di Niccolajo Biliotti a 54. - - - - fior. 55. Somma fior. 360. Fecene carta, come è d. di sopra Ser Jacopo Salvestri a dì 5. gen. 1441. il quale podere è nel Popolo della Pieve di S. Giuliano a Settimo, e fossi intorno intorno a casa da Signore, e due case da lavoratori, e una torre in mezzo. A dì 24. d’Ottob. si pagò Vettorio la gabella fior. 20. in questo a 46. come Biliotto Biliotti compera detta possessione. E nel nominato libro a 46. si trova scritto pure di mano di Lorenzo. MCCCCXXXXI a dì 5. di Gennajo. Levato d. dal libro di Sandro di Biliotto Biliotti da c. 97. Un podere con una torre da mettere in fortezza, e abitazione da Signore, con fossi intorno, e circuito di mura, e ponte levatojo, con due case da lavoratori fuori del circuito di detta fortezza, dove sono canali da vino e strettoio, con ogni acconcimi da vendemmia, con vigna, e terra lavoratìa, in tutto staiora 94. a corda alla d. possessione e fortezza, termina co’ suoi confini dalle tre parti Via, e dalla quarta l’Arte di CalimalaFrancesca col terreno, che fu di Piero Bocardi, è posta nel Popolo della Pieve a S. Giuliano a Settimo, in mezzo tra la detta Pieve, e la Badia a Settimo. Costò d. Possessione di primo costo fior. ottocento trentacinque e sol. 10. d. f. 835. 10. Comprossi con incarico d’avere a dare ogni anno, mentre vivesse Suora Gostanza …… de’ Mazzetti, monaca nel Munistero di Monticelli fuori della porta a S. Piero Gattolini, fior. 10. per anno, e visse detta Suora Gostanza anni 18. poiché Biliotto comperò detta possessione, venne a costare tantopiù, quanto ebbe d. Suora, furono fior. 180. d. Suora Gostanza morissi a dì . . . di Sett. 1414. e liberò detto lascio. E’l detto Biliotto, avolo di detto Sandro, racconciò una torre, e i canti di d. fortezza, e murovvi una sala in volta per insino a questo dì 26. di Marzo 1421. spese circa di fior. 400. o più. Fin qui il notato negli antichi libri.

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