, o f. Gemma nobile, e antica, così detta, secondo Plinio, per essere stata prima ritrovata in Sardo, Provincia dell'Asia. Da questa voce è detto il Sardonico. Trovansene in Babilonia, nell'aprir che si fanno alcune cave di sassi, tra le quali nascono esse gemme. Ne à l'Epiro, e l'India di color rosso, di color di minio, e questa assai grossa, e altra ancora di color rosso che par foderato d'argento. Altre sene trovan' in Arabia; nell'Albanía sene vedono alcune che paion foderate d'oro. Ancora nella Persia, nell'Armenia, nell'Egitto, ed ancora in Germania presso al Reno, ma tutte diversificano fra di loro alquanto di colore. Si distinguono in , e ; i maschi tengono maggiore splendore delle femmine. Questa Gemma non s'imbratta per lo molto maneggiarla, che facciano gli Artefici. Il color suo naturalmente è rosso scuro nella superficie, ma la trasparenza, e la sua luce lo dimostran più chiaro, massimamente se non è molto grossa; sebbene ancora sene trovano delle gialle, o pendenti in giallo, alcune bianche, ed ancora delle mescolate di tutti questi colori. Oltre a i varj servigi d'abbellimenti, che da esse ricevono le nostre Arti, si dice abbiano varie virtù, come di ristagnare il sangue del naso, e vena del petto, e rallegrare il cuore. Si chiamano anche tra' Professori di gioie, Corniole; perchè poco differiscono le Corniole dalle Sarde, anzi secondo buoni Autori sono una specie di quelle.
Vocabolario
1681
Sardonico
Vedi
m. Gioia che si trova in gran quantità nell'Indie, e ancora nell'Arabia, e in Armenia, portata da diversi torrenti. Si dice Sardonico, nome composto dall'altra gemma detta Sarda, e dall'Onice; così la descrive S. IsidoroLib. 16. cap. 28.Giorgio AgricolaLib. 7. de' Minerali, e Plinio, la chiamano anche . Cammillo Leonardo tiene che questa gioia sia composta di tre pietre, cioè della Sarda, dell'Onice e del
Calcedonio. Vedonsene di diversi colori; quelle dell'India son simili alla Sarda, e d'un colore simile a quello dell'ugna posta sopra la carne rossa dell'uomo. Quelle d'Arabia non tengono tal similitudine. Sonvene ancora di diversi altri colori, alcune con un circolo bianchissimo sopra nero colore, o un iride celeste. Sonvene ancora delle mescolate con diversi colori, che guardandole in superficie paion nere, ma nella trasparenza dimostran rosse; altre se ne son vedute con radice nera, e pendenti in verde assai scuro, ed il bianco pendente in porporino; altre se ne vedono di o giallo scuro, o con una certa giallezza fosca; altre mischiate di nero, e bianco, con un cerchio bianco; alcune di giallo scuro, ed azzurro, il quale apparisce nella superficie, e nella trasparenza il giallo. Fra queste, vene sono delle più lucide e meno, e più e meno trasparenti. Gli Antichi Romani fecero non ordinaria stima di questa pietra, che fu portata loro la prima volta da Scipione Affricano il Maggiore. Intagliasi mirabilmente in piccole figure, e sigilli, avendo qualità particulare, massimamente quelle dell'India di non ritenere la cera.
Vocabolario
1681
Smeraldo
Vedi
m. Gemma lucidissima, e trasparente di color verde. Si trova in Soría, in Egitto, e in Etiopia, e in questo luogo è durissima. Trovasene ancora in altre parti. L'Egiziane, e quelle di Cipro, sono le migliori; quelle d'Etiopia anno un verde più profondo, ma bene spesso ineguale; e non sono del tutto nette. Ne sono anche in Armenia, e in Persia; ma non trasparenti. Nella Media ne cavano con diverse macchie, talvolta a foggia d'onde di mare, e talvolta ancora d'animali, d'erbe, e simili. Altre ancora sene trovano in altre regioni con altre diverse qualità e sono bene spesso falsificate. È questa gioia assai sdegnosa, e patisce per ogni 'ngiuria di fuoco, o di ferro, o d'altri metalli. à virtù di ricreare mirabilmente la vista, che sia stanca per lungo fissarsi e dicono anche, che non mai si muti, nè al Sole o altro lume, nè all'ombra; ma sempre tenga vivi i medesimi raggi, senza accrescergli, o diminuirgli. Serve a' nostri Artefici per varj e ricchi ornamenti.